Petrolio e salute studio in Val d’Agri
La Val d’Agri è preoccupata. All’origine delle paure, il mancato accertamento, fino ad ora, di un nesso certo tra il verificarsi dei tumori e la presenza in zona dei pozzi di petrolio. Uno studio di valutazione cercherà di chiarire l’impatto effettivo che le estrazioni comportano sull’equilibrio ambientale e sulla salute dei cittadini interessati, in particolare quelli di Viggiano e Grumento. Non una semplice raccolta di dati epidemiologici ma un monitoraggio approfondito delle condizioni dell’ambiente e dello stato di salute della popolazione dei due paesi. Questo studio è la Vis (Valutazione di impatto sanitario) e dovrà rapportarsi con quello già in fase di avvio dell’Istituto superiore di sanità per poi essere finanziato. Ne parliamo con l’epidemiologo Fabrizio Bianchi, dirigente dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa che è stato incaricato dalla commissione Vis di Viggiano e Grumento di preparare lo studio.
Allora dottor Bianchi, questa Vis si farà oppure no? «Stiamo lavorando, quindi sono fiducioso. Nel frattempo è iniziato lo studio dell’Istituto superiore di sanità. Il fatto che stiamo continuando a lavorare al nostro progetto, a titolo totalmente gratuito, per perfezionarlo e coordinarlo al meglio con quello dell’Istituto superiore di sanità, scaturisce dalla convinzione che le amministrazioni pubbliche lo renderanno realizzabile. Altrimenti si vanificherebbe il lavoro di tanti anni fatto da numerosi esperti».
Ma quali sono le principali differenze tra i due studi? «Quello dell’Istituto superiore riguarda l’intera valle, mentre il nolstro si concentra su Viggiano e Grumento che condividono la presenza del centro oli. Sono due studi diversi ma che hanno attività in comune».
Che tipo di analisi sono previste nella Vis? «Innanzitutto analisi di inquinanti dell’aria e di quelli assorbiti dalle persone. Saranno fatte analisi a campione sullo stato di salute respiratorio e analisi a partire dal 2000 sulle cause di mortalità e i ricoveri ospedalieri nei residenti dei due paesi. Poi altre analisi ambientali come, ad esempio, del rumore e su terreni e acque. Lo scopo è quello di raccogliere dati affidabili per tracciare il quadro attuale della situazione e quello in prospettiva, sulla base di possibili scenari diversi».
(fonte sarconiweb.it/gazzettavaldagri)
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