spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

venerdì 23 maggio 2014

L’Isde a difesa di Ambiente e Diritto alla Salute

L’Isde a difesa di Ambiente e Diritto alla Salute: i consigli agli europarlamentari


A meno di due settimane da un voto europeo quasi sussurrato c’è chi ancora cerca di introdurre nel dibattito che accompagna le elezioni tematiche fortemente politiche, sebbene spesso ignorate dalla politica stessa. Questa volta è il turno dell’Isde, l’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente, che da 25 anni si propone come strumento di monitoraggio del rapporto tra salute e ambiente, nonché di promozione e informazione. In questa occasione l’associazione di medici parla ai candidati al Parlamento Europeo. Non solo ai partiti “verdi” ma a tutti, perché quella attuale è considerata una situazione limite e richiede un intervento tempestivo e dall’approccio sistemico. E come Antonella Litta della sezione di Viterbo ci tiene a sottolineare la loro proposta non è un utopico “libro dei sogni, ma questioni semplici ed affrontabili” ovviamente con il necessario coraggio politico. Il documento presentato ai candidati dall’Isde verte innanzitutto su alcuni capisaldi: “la necessità del ripensamento dell’attuale modello di sviluppo e dell’intero sistema economico, che riconosca la centralità del binomio ambiente-salute”, tra loro in rapporto dinamico, indissolubile e di interdipendenza. E secondo i medici dell’Isde tale legame, in rispetto del Diritto alla Salute sancito dalla Dichiarazione Universale dei diritti umani e dall’art.32 della Costituzione Italiana, “deve ispirare ed orientare tutte le scelte culturali, politiche ed economiche. Sempre più spesso invece l’ambiente è stato ed è considerato come un fiorente settore d’affari e sempre più numerosi e drammatici sono diventati i crimini e gli scempi ambientali: inquinamento dell’intera eco-biosfera, con particolare riferimento alle catene alimentari e agli ecosistemi; deforestazione, desertificazione, cementificazione di territori sempre più vasti; grandi opere e infrastrutture, spacciate come cruciali (spesso con il sostegno di vere e proprie campagne mediatiche e pubblicitarie), ma devastanti per l’ambiente e dannose per la salute delle popolazioni.
I medici associati ricordano allora ai candidati dell’Unione Europea che, anche secondo il Trattato di Maastricht del 1994, costitutivi dell’Unione Europea, in caso di rischi di danni irreparabili, “la mancanza di piena certezza scientifica non può costituire il pretesto per rinviare l’adozione di misure efficaci, anche non a costo zero, per la prevenzione del degrado ambientale”. Si tratta del Principio di Precauzione, che sancisce il primato della salute e della salvaguardia dell’ambiente sulle valutazioni di ordine politico, economico ed industriale. Attraverso le competenze tecniche che questi medici pongono a disposizione della comunità, è stato da loro redatta una serie di suggerimenti in merito agli ambiti specifici che influiscono sulla sicurezza umana e ambientale:
Energia
L’invito è quello a d emanciparsi velocemente dalla dipendenza dalle fonti di energia fossili, in particolare carbone e nucleare, attraverso un incremento delle politiche di risparmio energetico e di ricerca e diffusione delle energie rinnovabili, nonché l’eliminazione di ogni forma di contributi statali per le fonti energetiche non realmente rinnovabili e classificate come “assimilate” (si pensi alla combustione di rifiuti, che in Italia fino a qualche anno fa accedeva addirittura ai contributi per le fonti rinnovabili). L’Isde boccia inoltre la combustione di biomasse, le centrali a biogas e la biodigestione anaerobica, ampiamente finanziati in Italia e spacciati spesso per fonti rinnovabili “quando in realtà lo sono solo formalmente”.
Gestione dei rifiuti
inL’Isde invita i futuri parlamentari europei a incrementare e diffondere “la “politica delle R”: Riduzione della produzione dei rifiuti, Raccolta differenziata “porta a porta”, Riciclaggio, Riuso, Riparazione e Responsabilizzazione dei cittadini e delle istituzioni, così da evitare l’incenerimento dei materiali post-utilizzo e da ridurre progressivamente il conferimento in discarica dei rifiuti”. Inoltre si sottolinea l’importanza di ridurre e smaltire e riciclare in maniera idonea i rifiuti industriali, per i quali è raccomandata inoltre “la formazione di un nucleo investigativo europeo dedicato alla prevenzione e repressione dei crimini ambientali in tema di stoccaggio e illecito smaltimento di rifiuti urbani e industriali
Acqua
Water pollutionIl documento sottolinea la necessità che l’acqua sia e rimanga un Bene Comune e che l’accesso ad essa sia garantito come diritto inalienabile per tutti. Si raccomandano allora a livello europeo “politiche concrete di risparmio idrico; di salvaguardia e risanamento degli ecosistemi e dei bacini idrici utilizzati per approvvigionamento di acque potabili; di miglioramento degli acquedotti e delle reti di distribuzione imponendo anche la rimozione dei tratti realizzati in passato con tubature in piombo e cemento – amianto .
Aria
in2Sollecitata la “rapida trasformazione dell’intero sistema dei trasporti”, la realizzazione di normative che “favoriscano la produzione e il consumo locale dei prodotti” favorendo il trasporto su rotaia e via mare e riducendo quello aereo “ma sempre nel rispetto delle peculiarità dei territori e dei diritti delle popolazioni interessate”.
Urbanistica e edilizia
L’urbanizzazione determina consuo e cambiamento delle caratteristiche del suolo, che è una delle principali cause del cambiamento climatico globale”, per questo l’Isde chiede che l’Unione Europea “si impegni a favorire l’adozione di leggi e provvedimenti tesi a non incrementare il consumo del suolo e a tutelare l’ambiente e il paesaggio nei singoli Paesi”, adottando anche regolamenti che favoriscano la bio-eco edilizia.
Ambiente di lavoro e rischi industriali
L’Isde richiede maggiore impegno nell’eliminazione “dei fattori di nocività presenti nei luoghi di lavoro e per l’eliminazione delle cause di infortunio, in modo speciale nel settore edilizio. Anche in applicazione della direttiva REACH ( Registration, Evaluation and Authorisation of CHemicals) concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche, è necessaria la piena osservazione del principio di sostituzione delle sostanze nocive con sostanze innocue o meno nocive”.
Pratiche agricole
in5In questo caso si sollecitano gli incentivi verso l’agricoltura biologica , l’eliminazione di pesticidi e fitofarmaci nell’agricoltura, il sostegno all’agricoltura integrata e in rispetto del Principio di Precauzione per ciò che riguarda l’uso di OGM alimentari.
Campi elettromagnetici
Sulla base dei documenti ufficiali dell’European Environment Agency (EEA) e della classificazione da parte dell’Agenzia internazionale di ricerca sul Cancro (Iarc) dei campi elettromagnetici sia a bassa che ad alta frequenza come cancerogeni possibili di classe 2 B”, l’Isde “ritiene necessario che si emanino norme e misure atte a ridurre sempre più – in prossimità di scuole, centriin4sportivi e aeree densamente abitate – l’esposizione (in specie dei bambini e dei più giovani) a questo tipo di energia non ionizzante e che si rivedano le norme relative alle cosiddette aree wireless”. Nonché l’elaborazione di linee guida per la pianificazione della distribuzione di impianti che emettono radiazioni non ionizzanti.
Questi sono i suggerimenti dell’associazione, e ad essi unisce la propria disponibilità nel mettere in comune le proprie conoscenze e competenze scientifiche a sostegno delle future, possibili, iniziative politiche. Ma il dubbio sulla capacità di ascolto delle istituzioni europee è più che lecito. Il fatto che la politica vada per lo più in senso diverso de non opposto a quelle che sono le richieste di una società civile sempre più istruita, competente e a difesa dei propri diritti non è solo una questione di coraggio ed iniziativa. La competitività internazionale sembra infatti essere combattuta sull’abbassamento dei diritti civili e sulla demolizione dello Stato Sociale, piuttosto che sul miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini. Allora forse è bene che il documento dell’Isde sia piuttosto letto dai cittadini votanti, che ricordino quale è l’alternativa, quali le opzioni mai prese in considerazione sebbene possibili. E le tengano a mente non solo nel momento del voto, ma anche ogni giorno, quando si troveranno a subire sul loro territorio pratiche politiche miopi se non cieche. Perché è anche lì che l’Isde si propone di stare (e dove forse finirà per essere più utile): nella dimensione più locale del territorio, accanto ai cittadini che subiscono e combattono le nocività.
http://firstlinepress.org/lisde-difesa-ambiente-diritto-salute-i-consigli-agli-europarlamentari/