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mercoledì 6 agosto 2014

IL CONSIGLIERE REGIONALE VITO GIUZIO E' INCOMPATIBILE?

IL CONSIGLIERE REGIONALE VITO GIUZIO E' INCOMPATIBILE?

C'è qualcuno in Regione pronto a valutare la questione?

di Redazione Basilicata24
Sab, 05/07/2014




Dopo l’ancora non vagliata ipotesi di incompatibilità del consigliere regionale Pd Vincenzo Robortella, toccherebbe ad un altro suo compagno di partito affrontare la medesima questione: Vito Giuzio.

 Infatti è pubblicato sul sito del Consorzio Industriale di Potenza l’avviso di affidamento del servizio di trattamento rifiuti liquidi speciali, progettazione ed esecuzione lavori, appalto aggiudicato all’Ati “Antonio & Raffaele Giuzio s.r.l. per un importo di 23.262.000,00 euro oltre IVA, ma per fare cosa? A migliorare la depurazione e la capacità di trattamento dei rifiuti liquidi speciali nell’impianto di depurazione di San Nicola di Melfi con “il potenziamento della capacità di depurazione e trattamento dei rifiuti liquidi speciali”.
 Ma in una terra già contaminata si penserà comunque al miglioramento della resa energetica
degli impianti a servizio delle aree industriali della Provincia di Potenza, includendo nel progetto l’impianto di depurazione di Balvano. In barba alla dichiarazioni rassicuranti del Presidente Pittella
e dell’assessore Berlinguer, in Basilicata si provvede già da tempo al potenziamento del “comparto disidratazione fanghi”, quali fanghi? Quelli del petrolio ovviamente, in aumento vuoi per l’evoluzione o forse qualche “resistenza geologica” incontrata in Val d’Agri dall’Eni e sicuramente in vista di ciò che produrrà Tempa Rossa.




Il Consigliere Regionale Vito Giuzio potrebbe essere incompatibile in virtù della legge (dlgs n. 165 del 30/03/2001) che prevede per i rappresentanti pubblici il divieto di interferire con interessi privati
parentali nell’espletamento del proprio incarico pubblico. Il Consigliere Giuzio potrebbe trovarsi un domani a dover votare in aula un provvedimento afferente agli interessi familiari, così come strano è altresì il suo recente comunicato stampa apparso su Basilicatanet il 17 giugno scorso relativamente alla bonifica dei siti SIN di Tito e Val Basento e relativi ritardi, nonché la sospensione dei lavori consiliari richiesta da Giuzio durante la seduta del 25 giugno proprio durante la trattazione della
problematica Tecnoparco.


Chi è Vito Giuzio. Vito Giuzio è stato vice presidente del Cda Banca Mediterranea quando alla presidenza vi era un certo Somma (Tecnoparco) e lo ritroviamo in società Ati con la ditta
di cui Vito Giuzio è fondatore denominata Antonio e Raffaele Giuzio, esattamente l'appalto sopra menzionato.
Nel 2009 venne presentata una Cnr contenente tra le altre cose la modalità di smaltimento di acque contaminate provenienti dalla zona gessi di Tito Industriale con smaltimento all'impianto di San Nicola di Melfi (Potenza), impianto che non era autorizzato allo smaltimento di quei rifiuti e la cui
gestione era ed è sempre in capo alla ditta f.lli Antonio e Raffaele Giuzio di Potenza ovvero i fratelli del consigliere regionale in carica Vito.

Andando a ritroso nella storia della famiglia Giuzio emerge non solo il carattere economico dell’incompatibilità attuale, ma un’incompatibilità più morale che politica in senso stretto,
infatti il 10 dicembre 1994 Raffaele Giuzio viene condannato a tre mesi di arresto e 40 milioni di ammenda per violazioni alle norme di tutela ambientali “legge Galasso” nella esecuzione di lavori sul bacino del fiume Agri e del torrente Sauro tali opere erano state realizzate in difformità di legge e con fondi europei FIO (fondi investimenti occupazione), ma non basta. Nella conferenza di servizio relativa al Sin di Tito del 22 dicembre 2008, presso la sede del Ministero dell’Ambiente in Roma alla presenza del Direttore Gen. - Dr. Gianfranco Mascazzini emergono una serie di omissioni (la gestione dell'impianto di trattamento dei reflui era già affidata alla ditta Antonio e Raffaele Giuzio)
relativamente alle modalità di smaltimento delle acque contaminate da rifiuti pericolosi, emunte dai pozzi per il prelievo delle acque di falda presenti nel sito di Tito, e che per stessa dichiarazione del Ministero dell’Ambiente risulta essere illegale.

Infatti nel verbale il Dr. Mascazzini riferisce che “Il Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Potenza ha smaltito quantitativi di acque industriali presso l’Impianto di
proprietà del Consorzio a San Nicola di Melfi, utilizzando il codice CER 16.10.02” indicante soluzioni acquose di scarto diverse da quelle di cui alla voce 16.10.01 che indica soluzioni
acquose di scarto contenenti sostanze pericolose. Il Dr. Mascazzini, nel verbale della conferenza di servizi del 22 dicembre 2008, contesta la modalità di smaltimento in quanto le acque prelevate dai pozzi sono da considerarsi appartenenti al gruppo di rifiuti identificati dal codice CER 19.13 ( rifiuti pericolosi), indicante tutti i rifiuti prodotti dalle operazioni di bonifica di terreni e risanamento delle
acque di falda, per il quale l’impianto di San Nicola di Melfi non possiede alcuna autorizzazione allo smaltimento.

Pertanto emerge lo spostamento di sostanze pericolose da un luogo contaminato ed oggetto di bonifica ad un’altra area che viene contaminata a causa della inadeguatezza della struttura ricevente (impianto di depurazione del Consorzio Asi della provincia di Potenza – unità locale di San Nicola di Melfi). Ci sarà qualcuno in Consiglio Regionale pronto ad avanzare richiesta ufficiale di valutazione delle presunte incompatibilità dei consiglieri regionali ad oggi eletti e convalidati?

(Articolo scritto da Giuseppe Di Bello, Direttivo Liberiamo la Basilicata, Giorgio Santoriello)

fonte:http://basilicata.basilicata24.it/cronaca/consiglierie-regionale-vito-giuzio-incompatibile-14425.php