spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

mercoledì 9 aprile 2014

L'eterna trincea di Brunetta

Forza Italia, uno contro tutti
L'eterna trincea di Brunetta

Di Federica Fantozzi
8 aprile 2014

«Italicum entro Pasqua o salta tutto». Alzi la mano chi non ha pensato all’ennesima fuga in avanti del pirotecnico Renato Brunetta, l’onnisciente capogruppo forzista che esterna a tutto campo dalle spese di Gubitosi a Viale Mazzini al golpe sull’abolizione delle province, dal job act alla satira di Crozza. 






Eppure, quando il prudente Giovanni Toti gli ha dato ragione, si è capito che la linea di Berlusconi, fino a quel momento era incendiaria, o quanto meno, che gli premeva alzare il tiro per impedire a Renzi e alla Boschi di "trattarli da scolaretti che prendono appunti", come si lamenta un dirigente forzista. 

Strano destino quello del veneziano Brunetta, un passato socialista e un presente azzurrissimo senza tentennamenti, falco a intermittenza, mani di forbice tanto contro travet «fannulloni» e medici assenteisti quanto contro i dipendenti del suo partito, economista e professore, polemista e opinionista (ai giornali su cui non scrive commenti, invia lunghe e dettagliate lettere), vulcanico demiurgo di un Mattinale 2.0 che da anonima rassegna stampa si è fatto foglio politico pungente e talvolta attaccabrighe, figlio di un venditore ambulante diventato ministro della Pubblica Amministrazione grazie alla sua intelligenza e, come non manca di sottolineare, al rapporto di fiducia con l’ex Cavaliere. 

Curiosa sorte, si diceva, perché di Brunetta si sente spesso parlare per le poltrone a cui ambirebbe e per quelle da cui lo si vorrebbe rimuovere. Eppure, lui resta saldo al suo posto: a presiedere e convocare i deputati di Forza Italia, spaesati come pecorelle smarrite finché il leader di Arcore resta inabissato. 

Come si è visto quando sulla depenalizzazione del reato di immigrazione clandestina Fi si è spezzata in tre tronconi. E i malumori, dato che prendersela con il capo è tabù, si sono concentrati sul parafulmine «Renato». Che ci è abituato. 

http://www.unita.it/politica/brunetta-berlusconi-forza-italia-falco-verdini-guerra-leader-successione-colombe-1.562194