spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

mercoledì 8 maggio 2013


Debiti Pubblica amministrazione, il fondo ad hoc è già in rosso di due miliardi

Il decreto Monti-Passera di aprile puntava a dare una boccata di ossigeno alle imprese con un tesoretto di 4 miliardi destinato ai comuni per anticipare i debiti scaduti. Ma hanno sbagliato i conti e appena partiti i rimborsi sono arrivate 1500 richieste in 20 giorni per sei miliardi

Debiti Pubblica amministrazione, il fondo ad hoc è già in rosso di due miliardi
Da qui, informa la nota del Mef, la necessità di procedere a un “riparto delle somme richieste” che significa, presumibilmente, non erogare tutti gli importi ma distribuire le anticipazioni secondo i criteri stabiliti, a partire dai debiti più anziani. Un nodo da sciogliere rapidamente perché le erogazioni, secondo il decreto, dovranno essere concesse a partire dal 15 maggio prossimo, con perfezionamento dei relativi contratti. Ma il primo dato è che il fondo è stato preso d’assalto e certifica – una volta di più – come l’emergenza dei crediti scaduti sia stata ampiamente sottovalutata. E il dato potrebbe anche essere peggiore di quello diffuso oggi: le procedure di registrazione e le modalità di invio telematico dei dati hanno infatti provocato alcuni ritardi rispetto alla scadenza del 30 aprile, termine ultimo di presentazione delle domande e delle istruttorie. Nel dettaglio, sono pervenute 1.500 richieste dai Comuni per un importo pari a 5,8 miliardi, 15 dalle amministrazioni provinciali per altri 110 milioni, 25 tramite gli altri enti locali per ulteriori 53 milioni di euro. Ora si apre la partita che conta, quella sul totale dei crediti che – secondo diversi studi condotti negli ultimi mesi – potrebbero oscillare tra un minimo di 90 e massimo di 130 miliardi.
Quanti siano davvero, infatti, nessuno ancora lo sa. Per questo, contestualmente, il decreto avvia il censimento del debito effettivo e complessivo della pubblica amministrazione verso i privati (a valere fino al 31 dicembre 2012), che terminerà il 15 settembre prossimo. Sulla base del debito reale scatterà la terza fase dell’operazione con l’attivazione di linee di credito trentennali ai tassi attuali del Btp a 5 anni con Cassa Depositi e Prestiti. Entro il 31 maggio gli enti territoriali, oramai a conoscenza degli importi di cui dispongono, dovranno comunicare alle imprese creditrici il piano dei pagamenti. Anche le banche dovranno verificare l’ammontare dei crediti che sono stati loro ceduti con la precedente procedura di rimborso. Solo così si potranno valutare le ulteriori tranche di rimborso. Il 15 ottobre, dopo il check up dei debiti, il governo stabilirà con la prossima legge di stabilità le modalità di rimborso delle tranche successive, anche attraverso l’emissione di specifici titoli di Stato. I rimborsi diventano così effettivi. Ovviamente questi pagamenti scattano dal 2014. 

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