spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

mercoledì 22 maggio 2013

LA FIAT SCAPPA A LONDRA PER NON PAGARE LE TASSE


Fiat, Marchionne vuole la cittadinanza fiscale britannica per i camion Iveco

Il ministro Lupi: "l’ipotesi di trasferimento deve non solo preoccupare, ma deve anche stimolarci a pensare a creare le condizioni perchè le imprese restino in questo Paese”

“Noi chiediamo che il nuovo governo convochi immediatamente un tavolo per fermare il processo che sta portando le attività e la testa della Fiat fuori dall’Italia”, afferma il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, mentre per il ministro delle Infrastrutture e trasporti, Maurizio Lupi, l’ipotesi di trasferimento della sede fiscale “deve non solo preoccupare, ma deve anche stimolarci a pensare a creare le condizioni perchè le imprese restino in questo Paese”.
La quotazione a Wall Street della società olandese era già prevista nel progetto di fusione, approvato a febbraio dai consigli di amministrazione di Industrial e Cnh e Sergio Marchionneaveva indicato come termine la fine del terzo trimestre 2013. Mancano ancora le date delle assemblee straordinarie, che dovrebbero essere convocate entro giugno.
La novità è l’ipotesi di trasferimento della sede fiscale in Gran Bretagna, che non dovrebbe modificare il tax rate del gruppo in quanto le società nazionali continueranno a pagare dove producono reddito. L’obiettivo è favorire gli azionisti con un regime fiscale analogo a quello dei competitor della società. Nel prospetto si precisa che “non c’è garanzia sulla decisione finale relativa alla sua domiciliazione fiscale” e si spiega che “se Fi Cbm dovesse essere trattata come un soggetto fiscale residente in Italia, pagherebbe le tasse in Italia sul suo reddito mondiale complessivo e sarebbe soggetta ad altri oneri e/o obblighi di reporting, che potrebbero portare costi addizionali”.
Al termine dell’operazione di fusione gli attuali azionisti di minoranza, che oggi detengono il 13% di Cnh – sempre secondo quanto riportato nel prospetto – avranno il 99% di Fi Cbm, la holding degli Agnelli Exor controllerà il 27% e Fiat Spa il 2,6%. In base al meccanismo di diritti di voto doppi, permesso dalla legge olandese, Exor potrà raggiungere una quota massima del 43% dei diritti di voto.

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