spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

martedì 7 maggio 2013


Minuto di silenzio per Andreotti: Ambrosoli esce dall'aula

Il figlio dell'eroe borghese non può dimenticare i rapporti tra il defunto senatore e Sindona: ci sono dei lati oscuri sui quali ognuno ha le sue sensibilità.

martedì 7 maggio 2013 11:48
"Non è il caso di fare polemica, ma è il caso che chi fa parte delle istituzioni faccia i conti con la sua coscienza". Così Umberto Ambrosoli, figlio dell'eroe borghese Giorgio, ha motivato la sua decisione di uscire dall'aula del Consiglio regionale lombardo, durante il minuto di silenzio in ricordo di Giulio Andreotti. "E' comprensibile che uomini delle istituzioni commemorino un uomo delle istituzioni, ma le istituzioni sono fatte di persone ed è legittimo che ognuno faccia i conti con il significato delle storie personali", ha continuato Ambrosoli.

"Ci sono alcuni lati oscuri della vita di Andreotti verso i quali ciascuno ha una sensibilità diversa: questi elementi convivono nel momento del ricordo", ha proseguito Ambrosoli. "Negli ultimi 40 anni tutte le cose che si dovevano capire, le abbiamo capite, la storia scriverà, di segreto non c'è più nulla", ha continuato.

Ma a cosa si riferiva Ambrosoli? Ai rapporti emersi in diversi processi tra Andreotti e Michele Sindona, condannato all'ergastolo per l'omicidio del padre. In particolare, il senatore a vita di Giorgio Ambrosoli, commissario della Banca privata italiana, disse: "Era una persona che in termini romaneschi se l'andava cercando". E poi spiego': "Intendevo fare riferimento ai gravi rischi ai quali il dottor Ambrosoli si era consapevolmente esposto con il difficile incarico assunto".

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