Medio Oriente:
armi americane in chiave anti-iraniana

Un nuovo accordo sugli armamenti sta per essere firmato fra gli Stati Uniti e i loro alleati in Medio Oriente, cioè Israele, gli Emirati Arabi e i Sauditi, segno che Washington non esclude la possibilità di una prossima guerra con l’Iran. Inoltre, gli USA hanno aumentato la loro presenza navale e aerea nel Golfo.
Gli emirati e i sauditi riceveranno aerei da combattimento, munizioni e sistemi di lancio a lunga gittata e alta precisione. Israele riceverà aerei per il rifornimento di carburante in volo: quello che occorre per poter mandare i propri aerei a colpire a lunga distanza (l’Iran è a 2500 km da Israele) senza atterraggi di rifornimento. Riceverà anche missili anti-radiazioni, che neutralizzano i radar nemici a terra, sistemi radar posizionabili sui caccia e un nuovo tipo di aereo stabile anche nelle acrobazie. L’accordo riguarda inoltre radar ad alta tecnologia per i caccia israeliani e un non precisato numero di convertiplani Osprey V-22, entrambi utili in caso di atacco all’Iran.
Questo non significa che un attacco ai siti nucleari dell’Iran potrebbe avere successo, ma che in caso estremo si potrebbe tentare. La consegna delle armi richiederà un tempo considerevole, perciò queste forniture sono più un segno di determinazione che una concreta minaccia di attacco.
Gli emirati e i sauditi riceveranno aerei da combattimento, munizioni e sistemi di lancio a lunga gittata e alta precisione. Israele riceverà aerei per il rifornimento di carburante in volo: quello che occorre per poter mandare i propri aerei a colpire a lunga distanza (l’Iran è a 2500 km da Israele) senza atterraggi di rifornimento. Riceverà anche missili anti-radiazioni, che neutralizzano i radar nemici a terra, sistemi radar posizionabili sui caccia e un nuovo tipo di aereo stabile anche nelle acrobazie. L’accordo riguarda inoltre radar ad alta tecnologia per i caccia israeliani e un non precisato numero di convertiplani Osprey V-22, entrambi utili in caso di atacco all’Iran.
Questo non significa che un attacco ai siti nucleari dell’Iran potrebbe avere successo, ma che in caso estremo si potrebbe tentare. La consegna delle armi richiederà un tempo considerevole, perciò queste forniture sono più un segno di determinazione che una concreta minaccia di attacco.
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