Povertà, Istat:
“Un italiano su quattro
è in condizione di deprivazione o
disagio economico”
“Un italiano su quattro
è in condizione di deprivazione o
disagio economico”
Intanto il fisco pesa sempre più sui bilanci familiari: ''L'incidenza delle imposte correnti sul reddito disponibile delle famiglie è salita al 16,1%, si tratta del livello più alto dal 1990"

Erano quasi 15 milioni a fine 2012 gli individui in condizione di deprivazione o disagio economico. Una somma che rappresenta circa il 25% della popolazione italiana (40% al Sud). Il dato emerge dal rapporto Istat, in cui si sottolinea che in grave disagio sono invece 8,6 milioni di persone, cioè il 14,3% del totale, con un’ incidenza più che raddoppiata in 2 anni (6,9% nel 2010).
I segnali di disagio sono nove: non poter sostenere spese impreviste, non potersi permettere una settimana di ferie all’anno lontano da casa, avere arretrati per il mutuo, l’affitto, le bollette o per altri debiti come per esempio gli acquisti a rate; non potersi permettere un pasto adeguato ogni due giorni, cioè con proteine della carne o del pesce (o equivalente vegetariano); non poter riscaldareadeguatamente l’abitazione; non potersi permettere una lavatrice; un televisore a colori; un telefono; un’automobile.
In particolare, rileva l’Istat, continua a crescere in modo consistente la quota di individui che dichiarano di non potersi permettere un pasto adeguato (16,6%), quota triplicata in due anni. Le persone che affermano di non poter riscaldare adeguatamente l’abitazione (21,1%) sono raddoppiate in due anni e coloro che dichiarano di non potersi permettere una settimana di feriein un anno rappresentano ormai la metà del totale (50,4% rispetto al 46,7% del 2011).
Gli individui che vivono in famiglie che non possono sostenere spese impreviste di un importo relativamente contenuto raggiungono il 41,7% (erano il 38,6% nell’anno precedente). Il divario tra il Mezzogiorno e il resto del Paese continua ad aumentare anche nel 2012. Nelle regioni delMezzogiorno la deprivazione materiale, aumentata di oltre tre punti percentuali, colpisce il 40,1% della popolazione, mentre la grave deprivazione, con un aumento di oltre cinque punti, riguarda ormai una persona su quattro (25,1%).
Nel 2012 si conferma una tendenza già evidenziata nel 2011: la grave deprivazione materiale comincia a interessare non solo gli individui con i redditi familiari più bassi ma anche coloro che dispongono di redditi mediamente più elevati. Nel 2012, circa il 48% degli individui che cade in condizione di severa deprivazione materiale proviene dal primo quinto di reddito equivalente, ma più di un quarto di essi nell’anno precedente si collocava nei quinti di reddito più elevati (dal terzo in poi).
Intanto il fisco pesa sempre più sui bilanci familiari. ”L’incidenza delle imposte correnti sul reddito disponibile delle famiglie è salita al 16,1%”, si legge nel rapporto che precisa che si tratta del livello più alto dal 1990.”Se al prelievo fiscale corrente si aggiungono le altre imposte, rappresentate essenzialmente dall’Imu, l’incidenza del prelievo sul reddito disponibile sale al 16,5% con un incremento di 1,3 punti percentuali rispetto al 2011”, si spiega nel documento. “Considerando icontributi sociali effettivi e figurativi, l’incidenza del carico fiscale e contributivo corrente sul reddito disponibile tocca il 30,3% a fronte – sottolinea l’Istat – del 29,4% del 2011”.
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