spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

martedì 27 agosto 2013

GEOPOLITICA, RIEQUILIBRIO MILITARE E POLITICO DELLE FORZE MILITARI SUL PIANETA E LA PACE


Chi teme il riarmo russo, la nostra vera speranza di pace


Scritto il 27/8/13 

ndr: sono d'accordo con il contenuto del post, il riequilibrio dei poteri militari può essere l'unico deterrente per evitare nuove catastrofiche guerre che potrebbero in questo momento, considerata anche la forza militare cinese, diventare cosi distruttive che resterebbe poco o niente per ricominciare a riprogettare una vita sul pianeta.


L’orso russo è più forte e più potente di quanto sia mai stato, anche se la maggior parte degli americani non se ne rende conto, e crede ancora che la Russia sia quella “ex-superpotenza” quasi insignificante che era diventata alla fine della guerra fredda. A quei tempi la Russia di Eltsin era proprio un paese nel mezzo di un disastro economico: «Ebbi la possibilità di andare laggiù nei primi anni ’90 – racconta Michael Snyder – quando la valuta russa valeva così poco che ci scherzavo sopra, dicendo che con una banconota da 20 dollari avrei comprato il Cremlino». Ma la Russia ha “ruggito” di nuovo: da quando Vladimir Putin è diventato presidente, l’economia russa ha iniziato a crescere molto rapidamente. Oggi Mosca è una potenza economica «benedetta da una vera abbondanza di risorse naturali». Il debito pubblico in rapporto al Pil è irrilevante, anzi ogni anno si registra un avanzo commerciale. E inoltre (per nostra fortuna, checché ne pensi Snyder) la Federazione Russa dispone tuttora del secondo esercito più potente del pianeta.
«Sottovalutare la Russia, in questo momento, significa fare un errore enorme», scrive Snyder in un post su “The Truth Seeker”

Vladimir Putin«L’orso russo è tornato, e oggi è un avversario più formidabile di quanto lo sia mai stato durante la Guerra Fredda». Basta dare uno sguardo alle statistiche che spiegano come la Russia, secondo il blogger, stia rapidamente avvicinandosi agli Stati Uniti: Mosca è «il maggior produttore petrolifero del pianeta», mentre «gli Stati Uniti sono al terzo posto». La Russia, inoltre, è «il secondo esportatore mondiale di petrolio», mentre gli Usa sono i maggiori importatori mondiali di oro nero. Sempre in materia di energia, Mosca è il maggior produttore mondiale di gas, mentre gli Usa sono al secondo posto.
Grazie alla sua posizione geografica, sono proprio i russi a fornire all’Europa il 34% del suo fabbisogno di gas naturale.
Idem per la finanza statale: se il debito pubblico di Washington raggiunge il 101% del Pil, quello russo arriva appena all’8%. Situazione speculare a quella del debito estero: lo scorso anno, gli Stati Uniti avevano un deficit commerciale che superava il mezzo trilione di dollari; la Russia, al contrario, è in attivo: ha sempre un grande surplus commerciale. Potenti i riflessi sull’occupazione: negli Usa la disoccupazione è al 7,4%, contro il 5,4 della Russia. «Dopo che Putin è diventato presidente – aggiunge Snyder – l’economia russa è cresciuta ad un ritmo molto rapido», vedendo aumentare il proprio Pil con una media del 7% all’anno. In termini di prodotto interno lordo, la Federazione Russa è diventata così la sesta economia del mondo. «Nel 2007, il Pil della Russia ha superato quello del 1990, il che significa che ha recuperato tutti i danni devastanti della recessione degli anni ‘90».
Durante il mandato di otto anni di Putin, l’industria è cresciuta del 75% e gli investimenti sono aumentati del 125%, così come la produzione agricola e le costruzioni. I redditi reali sono «più che raddoppiati» e il salario medio «è aumentato di otto volte», da 80 dollari a 640. Inoltre, «il volume del credito al consumo tra il 2000 ed il 2006 è aumentato di 45 volte». E, durante lo stesso periodo di tempo, «la classe media è passata da 8 a 55 milioni di persone, con un incremento di 7 volte, mentre le persone che vivono al di sotto della soglia di povertà sono passate dal 30% del 2000 al 14% del 2008». Secondo “Bloomberg”, negli ultimi dieci anni la Russia ha aumentato le sue riserve in oro di 570 tonnellate. «Negli Stati Uniti, nessuno può dire quanto oro sia realmente stoccato nella Federal Reserve». Secondo Snyder, Mosca è la seconda città più cara del mondo: ci vivono «più miliardari che in Gelo tra Putin e Obamaqualsiasi altra città del globo». Infrastrutture avanzate: «La metropolitana di Mosca surclassa completamente quelle di Washington e New York».
Snyder teme apertamente il riarmo russo, come se non “vedesse” che si tratta di una strategia difensiva, di fronte all’invadenza del pericolo rappresentato dall’inaudito dispiegamento bellico americano in tutto il pianeta: non è la Russia a schierare truppe in tutti continenti, ma l’America. Lo stesso blogger scrive anche che «Barack Obama sta cercando di neutralizzare l’arsenale nucleare strategico degli Stati Uniti», ma sappiamo che così non è: al contrario, Obama ha clamorosamente rilanciato il programma nucleare statunitense. E Paul Craig Roberts, già “mente” economica di Reagan, ha recentemente denunciato la messa a punto di un piano militare per il bombardamento atomico della Cina. «Purtroppo – si lamenta Snyder – ogni volta che scrivo un articolo sulla Russia, la maggior parte delle persone non capisce quello che voglio dire e commentano con affermazioni come “la Guerra Fredda è finita” o “La Russia è nostro amico”. Tutte osservazioni che dimostrano una completa e totale mancanza di conoscenza della situazione geopolitica di oggi». Viene da chiedersi su quale pianeta viva, Michael Snyder. Certo, non su quello di Edward Snowden.