spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

martedì 13 agosto 2013

Casini,un politico per tutte le stagioni

 Casini si ricicla bipolare

P.F. Casini
Per anni ha vagheggiato il 'terzo polo'. Ma a febbraio ha scoperto che non esisteva. Poi ha litigato pure con Monti. E adesso smentisce tutto: vuole solo due schieramenti. Di cui uno moderato. Con a capo lui, ovvio
(12 agosto 2013)
Pierferdinando Casini, l'uomo del «terzo polo», vuole un «nuovo bipolarismo». Che quello vecchio non gli piacesse, del resto, è cosa nota. Peccato si fondi sulla legge elettorale attuale, il Porcellum. Che, affermava il padre della 'porcata', Roberto Calderoli, a novembre 2012, «fu una legge figlia del ricatto di Casini». 

A scorrere gli archivi, poi, si comprende come fosse il bipolarismo in Italia in sé a non convincere affatto il leader centrista. Casini infatti ha fatto di tutto per destreggiarsi tra le sirene di destra e sinistra, praticando la famosa «politica dei due forni»: un po' di qua, un po' di là. Ma ora che le esperienze con Gianfranco Fini e Francesco Rutelli, prima, e con Mario Monti, poi, si sono rivelate fallimentari, si torna a guardare a uno schieramento solo. Quello di origine: il centrodestra. 

Così l'ex presidente della Camera, dopo aver condannato la «mitologia» del bipolarismo, avergli imputato la ragione del successo di Idv e Lega - oggi infatti sostanzialmente scomparsi - e averne decretato a più riprese il «fallimento» e la «morte», al Corriere della Sera parla di «andare verso il bipolarismo del futuro», di «creare nuove convergenze» con il Pdl, sedotto e abbandonato a partire dal 2008, «in nome delle comuni appartenenze europee del Ppe». 

Perché se c'è un vuoto a destra, come gli fa notare l'intervistatore, «noi siamo pronti ad assumerci la responsabilità di scegliere». Chissà, magari anche quella di spiegare che significhino dunque gli strali anti-bipolarismo che l'Espresso riporta qui di seguito per i suoi lettori. 

«Senza l'Udc questo Paese non si sarebbe salvato, staremmo ancora a contemplare il bipolarismo» (22 febbraio 2013). 

«Il bipolarismo esce da questa campagna elettorale morto e sepolto» (15 febbraio 2013). 

«C'è un fatto nuovo nella politica italiana: il bipolarismo è finalmente morto e sepolto e oggi abbiamo in competizione quattro aree e non più due. Per noi questo è un grande successo» (13 febbraio 2013) 

«Siamo stati i primi a capire che il bipolarismo non funzionava, i primi a capire che bisognava cambiare e oggi pensiamo di essere anche i primi a capire che gli italiani vogliono nuove offerte politiche» (4 maggio 2012). 

«Il bipolarismo lo hanno archiviato Lega e Idv» (21 dicembre 2011).

«Il Terzo Polo è nato per pacificare l'Italia, non per dividere mettendo insieme forze diverse. Il sostegno al governo Monti è la prova più consistente e credibile della svolta impressa alla politica italiana. Il bipolarismo primitivo di coalizioni grandi messe insieme per vincere, ma non per governare, non funziona più» (18 dicembre 2011).

«Se vuole riconquistare il centro della scena, la politica deve approfittare di questo scorcio di legislatura per superare il bipolarismo perfetto» (11 dicembre 2011).

«Oggi la nostra vittoria non è il parlamentare in più o in meno che viene da noi. E' la vittoria di una linea. Si tratta della scommessa del 2008 sulla fine del bipolarismo» (30 novembre 2011). 

«Bisogna finirla con questa mitologia del bipolarismo, che prevede ammucchiate che non riescono a governare» (3 ottobre 2011).

«Dobbiamo discutere in Parlamento della nuova legge elettorale che superi il bipolarismo e ridia ai cittadini la possibilità di scegliere i propri parlamentari. Il bipolarismo ha fatto danni inenarrabili» (30 settembre 2011). 

«Occorre superare la cosiddetta Seconda Repubblica con il suo bipolarismo e dar vita alla Terza Repubblica» (22 luglio 2011, alla prima convention del «Terzo Polo»). «Stiamo rafforzando una idea diversa di fare politica e il nome stesso 'terzo polo' fa schifo. Dovremmo dire 'nuovo polo', il bipolarismo stesso è fallito, lo si capisce, è vuoto» (28 febbraio 2011). 

«L'alleanza del terzo polo nasce da un'analisi della situazione italiana, da un bipolarismo che non funziona» (25 dicembre 2010). 

«Chi ci aveva detto che la soluzione era il bipolarismo e poi addirittura il bipartitismo è stato smentito dai fatti» (21 novembre 2010).