spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

domenica 11 agosto 2013

FEDERAZIONE MOVIMENTI ANTIEURO

IL MOVIMENTO DEMOCRATICO SOVRANISTA ESISTE, ADESSO NON ABBIAMO PIU’ SCUSE





Di ritorno dalla II Assemblea Nazionale dell’ARS, Associazione Riconquistare la Sovranità, tenutasi a Pescara dal 15 al 16 Giugno, sentivo l’esigenza di fare un breve resoconto per descrivere le mie impressioni e sensazioni. Innanzitutto è stato molto piacevole e stimolante incontrare personalmente e stringere le mani di persone che prima avevo conosciuto solo attraverso il blog o i social networks: malgrado utilizzi internet per fini divulgativi e informativi, non ho mai creduto e mai crederò ai rapporti virtuali, men che meno alla possibilità di creare un partito/movimento politico sfruttando solamente le piattaforme informatiche e le adesioni di account che non si trasformano mai in facce, mani, gambe, piedi, i quali poi esistono soltanto nella nostra immaginazione e non incontrano mai le nostre facce, mani, gambe, piedi. E questo secondo me è il principale elemento distintivo che qualifica l’ARS e la rende diversa da tutto il resto dei movimenti sovranisti, antieuristi, antieuropeisti che sono disseminati per la rete internet: all’ARS ci si incontra e si fanno piani strategici, programmi di promozione, che possono pure partire e nascere dalla rete ma poi si svolgono e includono la vita reale.


All’ARS si parla dei vari programmi e piani di intervento specifici (finanza, scuola, pubblica amministrazione, rapporti internazionali etc) con una dovizia di particolari e serietà di analisi difficili da trovare altrove: l’ARS non sarà mai un contenitore vuoto dove si gridano soltanto alcune parole d’ordine come “moneta sovrana!” e “fuori dall’euro!”, senza analizzare con la dovuta attenzione e precisione tutte le conseguenze politiche, economiche e sociali che ogni scelta comporta. E questo viene testimoniato dal fatto che per ogni settore vengono chiamate a scrivere programmi e proporre emendamenti persone che hanno elevate competenze e parecchia passione e voglia di cambiamento. A Pescara non ho visto né pressapochismo né sterile pedanteria, ma uomini e donne combattenti e combattive che hanno vissuto in prima linea tutte le assurde anomalie e ingiustizie che questo sistema economico e politico europeo ci impone da trenta anni. Si è parlato di ciò che si potrebbe fare concretamente ora e subito e non di ciò che si vorrebbe scrivere nel nostro ideale libro dei sogni: parlare senza cognizione di causa di uscita dall’euro e ritorno alla lira è come perdersi appresso alla leggendaria mitologia degli Stati Uniti d’Europa. Un sovranista che non ha chiaro tutti i difficili passaggi intermedi che bisogna percorrere e governare per riconquistare la nostra piena sovranità non è molto diverso dal piddino che vaneggia intorno ad irrealizzabili sogni paneuropei. E il ruolo dell’ARS è appunto quello di essere un interlocutore politico credibile ed affidabile che sia capace di guidare il periodo di transizione che presto o tardi dovremo affrontare. Volete per caso che il processo di transizione e di uscita dall’euro venga gestito dagli stessi che i problemi ce li hanno imposti e creati? Credete davvero che ci sia un modo solo per uscire dall’euro? Chi vi assicura che uscendo dall’euro gli oneri e i vantaggi saranno davvero automaticamente, equamente e giustamente ripartiti?

Ecco perché nasce oggi l’esigenza di strutturarsi e organizzarsi per tempo per impedire che gli stessi che hanno edificato questo sistema iniquo e criminale possano riciclarsi e riposizionarsi per costruirne uno ancora peggiore. Sicuramente, a meno di improbabili espulsioni ed esili forzati, i vari D’Alema, Amato, Monti, Draghi, Prodi, Letta, Bersani, Berlusconi, Tremonti saranno ancora lì anche quando l’euro scomparirà o si frantumerà e non saranno tanto disponibili a lasciare i loro posti di comando e le loro servili funzioni di procura dei grandi potentati economici e finanziari. Lasciarli fare senza muovere un dito sarebbe come lasciare in affidamento un tenero agnellino ad un lupo. Per non parlare poi di tutta la disinformazione mediatica che cercherà di fare passare indenne la vecchia classe dirigente attraverso i marosi della Tempesta Perfetta che presto travolgerà tutti i paesi che sciaguratamente hanno deciso di aderire all’euro e di castrarsi di tutte le loro sovranità democratiche. Sarà insomma un periodo di grossa confusione e caos sotto il cielo, dove il bianco diventerà nero, il nero diventerà bianco e non mancheranno gli atti violenti di sciacallaggio e predazione dei soliti noti. E l’ARS fin d’ora deve prefiggersi di diventare un faro sicuro per tutti coloro che sono in cerca di punti di riferimento e dopo anni e decenni di inarrestabile distruzione e devastazione vogliono seriamente collaborare e partecipare alla ricostruzione dalle fondamenta del nostro paese.




Tuttavia la caratteristica dell’ARS e dei suoi membri che mi ha più piacevolmente impressionato è il desiderio e la voglia quasi feroce di non rimanere ferma, statica, passiva di fronte agli eventi in attesa del peggio, ma di avere la capacità di anticiparli e di sapere rigenerarsi, evolversi, mettere in discussione ogni cosa raggiunta o ancora da raggiungere in tutte le occasioni in cui ciò si renderà necessario. Da buon ingegnere, ho colto all’interno dell’ARS la volontà di imparare dai propri errori e di saperli correggere in tempo, facendo in breve di questa positiva tensione verso il miglioramento continuo l’unica prerogativa di successo dell’intero progetto. Con ogni probabilità l’ARS cambierà pelle più volte e assumerà forme mutevoli per adeguarsi alle turbolente e rapide trasformazioni che avvengono nella società, ma mantenendo saldi i suoi principi ispiratori: la centralità dei contenuti, l’importanza dell’organizzazione e la concretezza dei programmi. Senza queste premesse, ogni tentativo di cambiamento sia interno di struttura che esterno di immagine si rivelerà vano ed infruttuoso. Senza quello spirito di collaborazione e cooperazione che anima tutte le imprese umane vincenti, anche il progetto dell’ARS si dissolverà come sabbia finissima nel deserto. E il suo obiettivo di incidere e avere peso nella vita politica di questo paese rimarrà lettera morta.


Questo è ciò che mi sentivo di dire dopo la bella esperienza di Pescara. Ma soprattutto ciò che mi sento ancora di dire a tutti coloro che scrivono e lasciano commenti chiedendomi cosa possano fare per difendere il proprio paese, la propria famiglia, i propri figli, il proprio lavoro, la propria persona, è solo un’ultima parola: ASSOCIATEVI. Intanto venite dentro, fatevi vivi agli incontri che organizzeremo nella vostra regione, andate nella pagina del sito dell’ARS dedicata alle adesioni e inviate un’e-mail con i vostri dati. Poi vedremo man mano di conoscerci meglio, di trovare un punto di incontro e di dialogo, capire cosa l’ARS rappresenta per voi e quali competenze, esperienze, conoscenze potete mettere voi al servizio dell’ARS. Sia chiaro fin dall’inizio che il tutto non si concluderà solo con lunghi scambi di mail, incoraggiamenti, richieste di chiarimento, ma ci sarà da camminare, correre, lavorare per fare in modo che il progetto si radichi ancora meglio nel territorio, che le persone a voi più care e più vicine sappiano dell’esistenza dell’ARS. Che tutto ciò che andiamo scrivendo e denunciando non rimangano parole al vento capaci di confortarci per qualche attimo e ricordarci poco dopo quanto siamo piccoli ed impotenti.


Noi in potenza possiamo diventare tutto ciò che vogliamo e desideriamo essere, ma senza quel fondamentale atto di volontà che rende attuali le nostre scelte, rimarremo sempre ciò che siamo. E una volta incancreniti e imbalsamati dentro le nostre prigioni puramente mentali, l’unico anestetico che ci rimane per sfuggire ai morsi dei sensi dei colpa, delle nostre fragilità, debolezze, frustrazioni, è continuare a lagnarsi, dolersi, lamentarsi perché la Vita e la Storia non si incamminano lungo le direzioni che noi vorremo percorrere e auspicare per i nostri figli. C’è un momento per leggere e uno per scrivere. C’è un momento per riflettere e uno per agire. C’è un momento per aspettare e uno per vivere. Non voglio con queste parole mettere fretta o convincere qualcuno a fare qualcosa che non si sente ancora di fare, ma solo chiarire che ARS c’è. Noi ci siamo. Quel Movimento Democratico Sovranista che crede nell’imprescindibilità fra Sovranità nazionale e Costituzione, Governo pubblico dell’economia e Diritti Umani, Giustizia sociale e Libertà, è nato e sta muovendo i suoi primi passi. E adesso ha bisogno anche del tuo aiuto (sì proprio del tuo aiuto, di te che leggi e non hai mai ragionato a fondo sulla tua importanza di Uomo e Cittadino) per crescere e diventare sempre più forte e sicuro. Ora non abbiamo più scuse o alibi alla nostra incapacità di cambiamento. Perché se il progetto ARS fallisce, la colpa sarà solo nostra.