spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

domenica 25 agosto 2013

la "casta" sempre più spendacciona, tanto paga pantalone.

Spese alla Camera, la Boldrini si difende. Ma i bilanci la smentiscono. Eccoli

Sulla sua pagina Facebook la presidente definisce "privo di fondamento" l'aumento delle spese nei primi sei mesi del 2013 rispetto all'anno precedente, documentato da ilfattoquotidiano.it. Ma basta andare sul sito di Montecitorio per scoprire che nei primi sei mesi del 2012 erano stati spesi 105 milioni di euro e in quelli del 2013 110 milioni

Laura Boldrini
Quanto all’articolo di ilfattoquotidiano.it su costi, sono i bilanci ufficiali pubblicati della Camera che dimostrano un aumento di 4 milioni di euro tondi nelle uscite di Montecitorio. Non tutte imputabili al suo mandato, perché in parte contratti nei mesi precedenti la sua elezione, tant’è che nel testo il suo nome non compare neppure.  E’ vero che le previsioni dicono che entro la fine dell’anno la spesa per Montecitorio dovrà contrarsi di 9 milioni. Peccato che le previsioni non corrispondano allo stato dell’arte, perché nel primo semestre le spese sono aumentate rispetto allo stesso periodo di un anno prima di 4 milioni di euro che corrispondono al 4,7% del bilancio.  
Lo dimostrano gli importi citati nel nostro articolo, desunti direttamente dai bilanci ufficiali depositati alla Camera e pubblicati sul sito, con la complicanza che per vedere quelli della scorsa legislatura tocca andare a ripescarli nel vecchio sito, mentre quelli della legislatura corrente sono lì disponibili per tutti. Le spese che ilfattoquotidiano.it ha elencato possono essere verificate una per una: i 27mila euro al mese per l’acquisto di giornali (mille euro al giorno), i 50mila euro mensili di acquisto mobilio tra i quali spiccano bei divani di marca Frau, la fattura da 93mila euro al solito fotografo di corte, i costi strutturali come le spese per condizionamento delle sale di Montecitorio (1,4 milioni), le affittanze mostruose a beneficio dei soliti noti (23 milioni) e così via. 
Ma soprattutto si può fare la fatica di andare in fondo ai due elenchi, già giù fino alla voce “totale” e scoprire che un anno fa il primo bilancio della Camera si era chiuso con uscite per 105.833.653,26scarica il bilancio I/2012) e che nei primi sei mesi del 2013 le uscite sono state pari a109.809.654,17 (scarica il bilancio I/2013).  Eccoli i quattro milioni tondi in più, ed è un fatto incontrovertibile. In definitiva è assolutamente auspicabile che al 31 dicembre del 2013 la Camera chiuda esibendo risparmi, ma che almeno il traguardo sia onesto: per dire che “ha risparmiato” non basterà più esibire una (previsione) di spesa inferiore del 5,47% che corrisponde ai “preventivati” 9 milioni di euro (ancora tutti sulla carta), ma toccherà spingersi oltre, tagliando un ulteriore 4,7% a copertura dei 4 milioni di euro già sforati nel primo semestre. Che non sono una previsione ma l’unico dato certo, ufficiale e pubblico. Restano soltanto quattro mesi per centrare l’obiettivo (quello vero).