spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

martedì 20 agosto 2013

PRONTI I RETROSCENISTI

M5S SULLE 'NUOVE' MAGGIORANZE: "QUALSIASI COSA PUR DI SALVARSI"



Nella politica d'agosto, in attesa che il Parlamento riapra ufficialmente i battenti fra due settimane, si parla a ruota libera del futuro del governo di larghe intese. Cade o non cade? Letta-bis o no?


L'ultima indiscrezione che rimbalza oggi dai "retroscenisti" politici, descrive un Pdl spaccato tra falchi e colombe, o meglio tra filo-governativi vicini a Napolitano (nonno di queste larghe intese) e fedelissimi dell'ex Cavaliere, disposti a rovesciare tavolo e governo se Berlusconi non dovesse ottenere una qualsiasi forma di salvacondotto.
In mezzo c'è il MoVimento Cinque Stelle. Tirato in ballo come stampella di un governo Tizio o Caio,ieri l'ex capogruppo al Senato Vito Crimi aveva lanciato un messaggio chiaro a Napolitano: "Se cade Letta, l'incarico di formare un governo (con premier estraneo ai partiti e al MoVimento) spetta a noi". 
Oggi, il successore di Crimi a Palazzo Madama, lancia un altro genere di messaggio. "Stiamo arrivando ad un punto di non ritorno, al momento decisivo - scrive Nicola Morra - Leggo che per blindare il governo Letta, qualcuno già starebbe sondando l'ipotesi di una ventina di senatori pdl disposti a sostenere cmq l'esecutivo, venendo fuori dal loro gruppo. Dopo aver sperato che il M5s si spaccasse, cedendo alle lusinghe del potere, di una responsabilità che avrebbe dovuto irretire tanti, le forze della conservazione provano disperatamente qualunque escamotage pur di salvarsi". 
"Noi adesso dobbiamo ancor più insistere - conclude il capogruppo che, contrariamente a Crimi, pare auspicare il ritorno alle urne - con un parlamento illegittimo, con pregiudicati che dettano l'agenda al presidente del consiglio, con questa gente che ha definito il semplice concetto di reddito di cittadinanza una 'nozione divisiva', non vogliamo avere a che fare. Che si consegnino al passato, che accettino il giudizio degli elettori, il più presto possibile e senza procurare altri danni". 
Intanto la seduta della Camera convocata per oggi (per "incardinare le norme sul femminicidio") è andata praticamente deserta. Presenti un centinaio di deputati su 630. Secondo il M5S una convocazione per "fini propagandistici" e dare la sensazione che il Parlamento stia lavorando nonostante la pausa estiva. La Presidente dell'Aula Laura Boldrini si è scagliata contro i pentastellati. "Si tratta di un dempimento espressamente dettato dalla Costituzione; un obbligo che si svolge secondo i principi dettati dall'ordinamento. Ci sono precedenti di convocazioni durante la pausa estiva o natalizia per l'annuncio della presentazione di decreti legge. Non vi è alcuna forzatura né può prestarsi a qualsiasi strumentalizzazione. Questi sono i fatti e le polemiche che sono seguite sono state del tutto pretestuose e nuocciono alle istituzioni".