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martedì 26 novembre 2013

Decadenza, Boccia accredita versione B. su revisione processo: “Valutare rinvio voto”

Decadenza, Boccia accredita versione B. su revisione processo: “Valutare rinvio voto”

LA CRONACA ORA PER ORA - Dopo il leader centrista Casini che aveva chiesto una pregiudiziale per “congelare” la votazione, ora il deputato Pd apre al Cavaliere: "In un Paese normale si sarebbe aspettata la delibera della Corte sull'interpretazione della legge Severino". Intanto l'ex premier ribadisce: "No alle dimissioni". Il Senato deciderà alle 19 del 27 novembre.




Silvio Berlusconi lo ripete per la seconda volta: “Non lascerò il Senato prima del voto di domani”. Il voto in questione è quello sulla sua decadenza da senatore. Fisicamente il Cavaliere non sarà presente: troppo umiliante la possibilità che il presidente Grasso chieda ai commessi di accompagnarlo alla porta. Assente quindi, ma combattivo. E soprattutto convinto di poter realmente far riaprire il processo Mediaset, costatogli quattro anni di condanna definitiva per frode fiscale. “Verrà presentato il ricorso non appena avremo tutte le testimonianze che sono state annunciate”, ha detto Berlusconi durante La telefonata su Canale 5, riferendosi a quanto già anticipato ieri in conferenza stampa sull’esistenza di sette nuovi testimoni. Testimoni che però sono già stati contraddetti in partenza dalle carte del processo.
“A tendere la mano a Berlusconi per un rinvio del voto sulla decadenza alla luce delle nuove rivelazioni provenienti dagli Usa, era stato ieri Pier Ferdinando Casini che aveva chiesto una pregiudiziale per “congelare” la votazione, subito esaltata dal senatore forzista Sandro Bondi. Ora, ad aprire uno spiraglio è il deputato Pd Francesco Boccia a Mix24 (Radio24) di Giovanni Minoli: “Se fosse così mi aspetto una revisione del processo come per qualsiasi altro cittadino – ha spiegato a proposito delle nuove carte sulla condanna di Berlusconi – In un Paese normale si sarebbe aspettata la delibera della Corte sull’interpretazione della legge Severino“. Un alt immediato arriva dal capogruppo Pd alla Camera Roberto Speranza: “La legge Severino è chiara: “Dopo il terzo grado di giudizio, in caso di sentenza dei condanna, si decade da parlamentare. Punto”. Nessuno spazio per un rinvio anche secondo il responsabile giustizia del Pd, Danilo Leva: “Irricevibile la proposta di Casini”, ha detto a Radio Città Futura.
12.33 – Berlusconi a Studio aperto: “Da carte Usa prova mia innocenza” – “Nelle carte Usa ci sono testimonianze da parte di una ex dirigente di primissimo piano del gruppo Agrama che provano la mia estraneità al meccanismo messo in atto – afferma Silvio Berlusconi a Studio Aperto – Io non sono mai stato socio occulto di Agrama ma sono stato anzi parte lesa di questa operazione che ha procurato a Mediaset il danno di numerosi milioni di dollari”. Le sette nuove testimonianze annunciate ieri sono “atti ufficiali che ristabiliscono la verità su una vicenda legata al processo Mediaset. Una verità sistematicamente negata” che “mi ha visto condannato per fatti che non ho commesso” e “con una fretta inaudita di un processo pieno di forzature e teoremi surreali”. “Un processo farsa” condotto da “giudici di estrema sinistra. Queste nuove testimonianze mi consentiranno di chiedere la revisione del processo alla Corte d’Appello di Brescia”.
12.29 – Casini: “Mia proposta rinvio non è né irricevibile né strana” - “Con grande rispetto verso tutti i colleghi, la mia proposta non è né irricevibile né strampalata, come sostiene l’ottimo Dario Stefano. È semplicemente condivisibile o meno, e io rivendico l’individuazione di una strada lineare che evita ogni tensione e determina da parte del Senato la presa d’atto di una interdizione già decisa dalla magistratura. Comunque ciascuno si assumerà le proprie responsabilità, come sempre. Com’è avvenuto per la scelta di non adire alla Corte costituzionale (cosa sostenuta da eminenti giuristi come Violante, Capotosti e Onida) o di applicare il voto palese (ancora oggi ritenuta dal socialista Nencini una lesione grave)”, scrive Pier Ferdinando Casini, presidente della commissione Affari esteri del Senato.
11.25 – Voto decadenza alle 19 del 27 novembre - Domani alle 19 inizieranno le votazioni dell’Assemblea di palazzo Madama, sugli ordini del giorno relativi alla decadenza di Silvio Berlusconi. Il presidente del Senato Pietro Grasso, intervenendo in assemblea, annuncia che si terrà una seduta unica (tra le 14 e le 15 è stata fissata la sospensione). A partire dalle 19 verranno votati gli ordini del giorno alla relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulla decadenza si Silvio Berlusconi da senatore. Secondo quanto stabilisce il regolamento di palazzo Madama non sarà votata la relazione, ma saranno le votazioni sugli odg a stabilire la decadenza o meno di Berlusconi dalla carica di senatore. L’assemblea, si legge nel regolamento del Senato, “discute e delibera sulle proposte della giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari” riguardanti le proposte di “sopravvenuta incompatibilità” della carica di senatore. Fino alla chiusura della discussione in Assemblea, almeno venti senatori possono formulare proposte in difformità dalle conclusioni della giunta, mediante la presentazione di ordini del giorno motivati, “in mancanza dei quali l’assemblea non procede a votazioni, intendendosi senz’altro approvate le conclusioni della giunta”.
11.20 – Speranza (Pd) – “Legge chiara: se si è condannati, si decade”. ”Noi dobbiamo rispettare il lavoro della magistratura – ha detto Roberto Speranza, capogruppo durante la trasmissione Prima di tutto su Radio1 – La legge Severino venne promulgata lo scorso anno allorché di fronte a vari scandali che avevano investito la politica, tutto il mondo politico, compreso il Pdl, decise che servisse un argine, regole più ferme , paletti più saldi. Nella Severino c’è scritta una cosa semplicissima: dopo il terzo grado di giudizio, in caso di sentenza dei condanna, si decade da parlamentare. Dobbiamo applicare quella norma. Punto e basta. Sarebbe molto grave se non applicassimo quella norma solo perché riguarda un cittadino importante come Berlusconi. Se poi Berlusconi dovesse portare carte che inducano alla revisione del processo, lo devono, eventualmente, stabilire i giudici. Non certo la politica”.
10.57 – Bondi: “Ministri Pdl assecondino richiesta Casini” – “Mi chiedo quale rapporto abbiano i ministri del nuovo centrodestra con il Pd e quali siano i loro reali intenti. Possibile che la loro forza contrattuale si esaurisca in formali quanto sterili dichiarazioni di principio a favore del Presidente Berlusconi? Visto che non hanno avuto la forza o la volontà di porre al Consiglio dei ministri la corretta interpretazione della legge Severino sul punto della retroattività, almeno cerchino di convincere il Pd sull’opportunità di soprassedere al voto in attesa della decisione della Cassazione”, ha detto Sandro Bondi, senatore di Forza Italia.
10.51 – Boccia (Pd): “Se fosse così mi aspetto una revisione del processo”. A dirlo il deputato Pd Francesco Boccia a Mix24 di Giovanni Minoli su Radio 24, a proposito delle nuove carte e testimonianze sulla condanna di Berlusconi. Inoltre, aggiunge, “in un paese normale si sarebbe aspettata la delibera della Corte sull’interpretazione della legge Severino”.
10.27 – Il responsabile giustizia del Pd, Danilo Leva: ”Non c’è spazio per rinvii” - La proposta del presidente Casini di far slittare il voto sulla decadenza di Berlusconi è irricevibile”. Così questa mattina il responsabile Giustizia del Partito democratico, Danilo Leva intervenuto a Radio Città Futura. Per l’esponente democratico “si confondono i piani: una cosa è l’interdizione dai pubblici uffici, sanzione accessoria di natura penale, un’altra è la decadenza, ovvero una semplice conseguenza dell’incandidabilità prevista dalla legge Severino. Sono due percorsi distinti, autonomi. E’ ora – ha proseguito Leva – che la politica si assuma le sue responsabilità”.
7.22 – Passaporto russo? “Pure fantasie” – Intanto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha definito ”pure fantasie” le voci diffuse nei giorni scorsi dalla stampa italiana secondo cui Vladimir Putin avrebbe voluto concedere un passaporto russo all’amico Berlusconi rimasto senza quello italiano dopo la condanna Mediaset. Ieri era stato lo stesso Berlusconi a smentire l’eventualità: “E’ un’ipotesi che non ho mai considerato, desidero che la mia innocenza venga fuori a tutto tondo. Io sono italiano al cento per cento e non prevedo scappatoie straniere. Nessuna offerta di passaporto, nemmeno per sogno né dalla Russia né da altri Paesi”.