spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

venerdì 21 febbraio 2014

Renzi alle 16 al Colle con lista dei ministri

Governo, Renzi al Colle con lista ministri. Padoan all’Economia

CRONACA ORA PER ORA - Il premier incaricatoal Quirinale con la squadra di governo. Casson (Pd): "Inaccettabile allargamento a destra della maggioranza". Tensione nel vertice notturno tra il segretario Pd e Alfano





Il presidente incaricato freme, come il centista che ai blocchi ai nervi a fior di pelle in attesa dello sparo.Matteo Renzi ha già in mano la lista dei ministri ed è già pronto a illustrarla al presidente della RepubblicaGiorgio Napolitano: alle 16, secondo alcune fonti, è atteso al Quirinale. Ma il rischio è che, proprio come il velocista, lo tradisca la voglia di esplodere l’energia sui primi passi che può portare anche a una falsa partenza. Il motto del capo del governo continua ad essere “fare e fare presto”. Ieri sera – dopo un inconcludente vertice di maggioranza – ha affrontato a muso duro Angelino Alfano: “O resti vicepremier o ministro dell’Interno”. E si è liberato dai freni a mano dei 9 partitini che lo circondano (e che però sono basilari per avere la fiducia del Parlamento). “Basta con il rilancio – avrebbe aggiunto il segretario del Pd – io domani vado al Colle, fatemi sapere la vostra scelta”. Il leader del Nuovo Centrodestra avrebbe scelto il Viminale, ma intanto fa buon viso: “Il mio unico obiettivo, insieme a Ncd, è fare un lavoro utile per l’Italia. Sono abbastanza soddisfatto. Ci sono le condizioni per fare una buona squadra”. Di certo Ncd non molla l’osso: “La presenza di Alfano all’interno del governo è una conditio sine qua non – chiarisce Fabrizio Cicchitto - Come il Partito democratico vuole il suo leader anche noi vogliamo una rappresentanza del nostro partito forte. Alfano deve rimanere vicepremier”.

I punti di scontro emersi dall’incontro tra Alfano e Renzi sono chiari: programma e composizione della squadra. Un punto di fondamentale importanza quello dell’Italicum legato al cosiddetto emendamento Lauricella, che, per l’appunto, unisce il nuovo sistema di voto al ridimensionamento dell’aula di Palazzo Madama. Il motivo? Se collegate, le due riforme non permetterebbero di andare al voto prima di un determinato arco temporale (almeno un anno e mezzo), timing che farebbe molto piacere ad Alfano, a dir poco preoccupato dalla possibilità di essere fagocitato alle urne da un Silvio Berlusconi in cerca di vendetta dopo il tradimento di Ncd e del suo ex fido Angelino. Di maggioranze variabili o alternative non vuol sentir parlare Schifani, che ha fiutato il pericolo prima di tutti. “Renzi ha tutto l’interesse a partire bene e con una coalizione coesa – dice Renato Schifani -intenzionata a fare sul serio nei prossimi anni” ha spiegato il senatore siciliano, secondo cui “ragionare su maggioranze variabili avrebbe un ritorno negativo sulla stabilità dell’esecutivo. E non gioverebbe al Paese”.
Ministri, fonti Pd: Padoan all’Economia, Gratteri alla Giustizia, De Vincenti allo Sviluppo
Il borsino dei ministri comincia ad avere il fiato grosso: si bruciano nomi ogni minuto. Tuttavia la lista in mano a Renzi, secondo fonti del Pd, vede l’ossatura seguente: al ministero dell’Economia Pier Carlo Padoan (presidente dell’Istat e ex vice direttore generale dell’Ocse), al ministero della Giustizia Nicola Gratteri, al ministero della Cultura Dario Franceschini, al ministero dell’Interno resta Angelino Alfano. La vera sorpresa sarebbe al ministero dello Sviluppo Economico dove Claudio De Vincenti (nominato per la prima volta nel governo Monti e poi confermato da Letta) sarebbe promosso da vice a titolare del dicastero. Tutti confermati i ministri del Nuovo Centrodestra: oltre ad Alfano, resterà a Infrastrutture e TrasportiMaurizio Lupi e alla Salute Beatrice Lorenzin.
I numeri del Senato: i Popolari di Mauro e i “civatiani”
Nel frattempo, poiché alla fine tutto ciò che conta sono i numeri del Senato, qualche scricchiolio si sente arrivare dai Popolari per l’Italia: “L’unica certezza è che al momento, al Senato, Renzi non ha la maggioranza” dice Tito Di Maggio, senatore della pattuglia che Mario Mauro ha staccato da Scelta Civica. Parole che gettano nel panico non tanto Renzi, quanto gli stessi senatori del gruppo di Di Maggio: “Siamo certi che il lavoro del presidente incaricato, Matteo Renzi, darà un governo serio al Paese. Al di là delle legittime valutazioni personali, il nostro sostegno è fuori discussione” dice Aldo Di Biagio, vicecapogruppo a Palazzo Madama. 
E più ancora contano le parole dell’unica minoranza rimasta dentro al Partito democratico, quella guidata da Pippo Civati: ”C’è un problema politico di fondo, e cioè che la maggioranza che si va profilando non è affatto quella indicata dal documento della direzione del Pd” avverte il senatore Felice Casson, definendo “inaccettabile l’allargamento a destra” della maggioranza. 
La “rottamazione” di Renzi anche per i dirigenti. A partire da Befera
Ma oltre ai responsabili dei nuovi dicasteri il presidente del Consiglio incaricato è a lavoro – secondo una ricostruzione dell’agenzia politica Public Policy, che cita fonti del Pd – “anche per un ‘repulisti’ generale dei dirigenti e dei tecnici nei ministeri”. Il primo nome in bilico – dice la fonte – è quello del Ragioniere generale dello Stato Daniele Franco, “che non piace a Renzi”. Ma non solo, perché nel mirino del nuovo esecutivo ci sarebbe, a quanto riferisce un’altra fonte Pd, anche l’Agenzia delle entrate. Il primo nome che potrebbe essere cambiato “è quello del direttore generale Attilio Befera“. Certo è che Matteo Renzi in questi giorni ha lavorato non solo alla nuova compagine di Governo ma anche a possibili nuove nomine di capi di gabinetto e di dirigenti. Tra i ministeri che potrebbero subire più cambiamenti – dice un deputato renziano – “ci sono quello dell’Economia e per i Rapporti con il Parlamento”. Per quest’ultimo non verrà riconfermatoDario Franceschini, che – dicono alcune fonti a lui vicine – avrebbe invece optato per il ministero dei Beni culturali (anche se oggi fonti Pd parlano del dicastero della Giustizia). Ma quel ministero – dicono – “è il cimitero degli elefanti, per questo è più verosimile che Renzi lo collochi o alla Giustizia o al ministero dell’Interno”.
CRONACA ORA PER ORA 
13.31 – Governo, Renzi al Quirinale da Napolitano
16.23 – B: “Renzi vinse elezioni a Firenze con 111mila voti, io 172 mln in 20 anni”
“Renzi ha vinto le elezioni a Firenze con 111 mila voti, io sono stato votato 172 milioni di volte in 20 anni”. Lo evidenza Silvio Berlusconi parlando a 200 giovani dei club Forza Silvio, riuniti questo pomeriggio nella sede di Fi a Piazza San Lorenzo in Lucina. L’intervento del Cavaliere viene diffuso sul twitter ufficiale di Forza Italia.
16.20 – Bray: “Grazie a tutti, questa storia come tutte ha una fine”
“Questa storia come tutte le storie ha un fine. Grazie al personale del @Mi_BACT e ai cittadini che, come me, ci hanno messo cuore e passione”. Così il ministro per i Beni culturali Massimo Bray su Twitter. Negli ultimi giorni è andato in scena un vero e proprio ‘Tweetbombing’ diretto al premier incaricato che ha prodotto più di 4000 differenti appelli perché Bray resti al suo posto e possa continuare sulla strada intrapresa.
15.46 – Padoan al Sole24Ore: mi hanno chiamato per fare il ministro dell’EconomiaPier Carlo Padoan, al G20 come vice segretario dell’Ocse, ha dichiarato al Sole 24 Ore: «Sono in partenza per Roma. Mi hanno chiamato a fare il ministro dell’Economia». Padoan ha lasciato i lavori di Sidney per rientrare a Roma.
15.28 - Governo, Cei: “Affronti le urgenze, no alle unioni civili”
“Famiglia e giovani” sono le priorità che deve affrontare il governo Renzi; se invece decidesse di affrontare la questione delle unioni civili “sarebbe una perdita di credibilità. In questo momento affronti i veri problemi della gente, che non sono questi”. Lo afferma ai microfoni di Radio Vaticana mons. Giancarlo Maria Bregantini, presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro e arcivescovo di Campobasso. 
15.24 – Popolari per l’Italia: “No a fiducia? Notizia priva di fondamento”
La notizia che i gruppi parlamentari dei Popolari Per l’Italia sarebbero orientati a non votare la fiducia al nuovo governo per motivi di ‘poltrone’ è totalmente infondata”. Lo dichiara in una nota il capogruppo dei Popolari ‘Per l’Italià alla Camera, Lorenzo Dellai.
14.57 – Governo, verso squadra di 16 ministri. Metà donne
Un Governo snello: 16 ministri, tra cui la metà donne. E’ lo schema che, secondo quanto si apprende da fonti della maggioranza, Matteo Renzi dovrebbe presentare al Quirinale, anche se non si esclude che nelle trattative dell’ultima ora il numero dei ministri possa arrivare anche a diciotto, numero oltre il quale il premier incaricato non vuole andare. All’Economia si fanno sempre più insistenti le voci della nomina di Padoan. Ncd avrebbe confermato i suoi tre ministri: Alfano all’Interno, ma non più vicepremier.
14.31 – Fonti Ocse alla Reuters: “Padoan sarà ministro”Pier Carlo Padoan è ripartito dal G20di Sidney, alla volta di Roma. E’ quanto si apprende da fonti Ocse, dove Padoan ha ricoperto il ruolo di capo economista e vice segretario generale, secondo le quali sarà lui il prossimo ministro dell’Economia. 
14.12 – Grillo: “Cosa ne penserebbe Berlinguer?”
Renzi ” eletto dal Gabibbo con votazioni farsa come segretario del Pd. Per fortuna sua Berlinguer non è più tra noi. Il Partito Comunista, pur con mille difetti e problemi, era mosso da degli ideali, ora è diventato un comitato di affari”. Così Beppe Grillo sul suo blog torna ad attaccare il segretario del Pd.
14.12 – Casini: “Si sta navigando”
“Si sta navigando. Spadolini diceva che si naviga a vista. Io ho detto che si sta navigando e significa qualcosa di più”. Lo ha detto riferendosi al governo Renzi, Pier Ferdinando Casini a margine del congresso Udc.
14.01 – Landini: “Meglio che sindacalisti o ex non facciano ministri”
“Non ho ricevuto alcuna telefonata e penso che in questa fase sindacalisti ed ex sindacalisti è meglio che non facciano i ministri”. Lo ha affermato il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, rispondendo alla domanda se gli è stato proposto il ruolo da ministro. E comunque, ha aggiunto, questa ipotesi “non esiste”.
13.49 – Crosetto (Fdi): “Se i nomi sono questi, governo di serie C”
“Mi auguro che i nomi che stanno uscendo per il Governo siano bufale perché altrimenti ci troveremo davanti ad un esecutivo di serie C partorito non per guidare l’Italia ma per rispettare con il bilancino le quote degli azionisti. Nomi di persone che hanno già dato e hanno deluso, nomi di altre che partono non essendo in grado di reggere nemmeno per una settimana un dicastero”. È quanto dichiara il coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia, Guido Crosetto.
13.03 – Alfano: “Ci sono le condizioni per fare una buona strada”
“Il mio unico obiettivo, insieme a Ncd, è fare un lavoro utile per l’Italia. Sono abbastanza soddisfatto. Ci sono le condizioni per fare una buona squadra”. Lo ha detto Alfano lasciando il congresso Udc. I giornalisti gli hanno chiesto se manterrà entrambe le cariche anche nel governo Renzi: “Non si è posto questo problema. Non le ho mai chieste entrambe”.
12.55 - Sacconi (Ncd): “Mai posto un “problema Alfano”
“Non c’è mai stato un problema Alfano, né mai è stato posto o respinto. Non si è proprio discusso della compagine di governo” in quanto siamo “in presenza di nodi che non definirei programmatici. A questo proposito c’è stata solo un’intossicazione dell’informazione”. Lo afferma il capogruppo di Ncd al Senato, Maurizio Sacconi ospite a ‘La telefonata’ di Belpietro. 
12.34 – Santanchè: “Il programma di Ncd è tenere Alfano al governo”
“Stando a quello che leggo, capisco che i programmi per Ncd si riducono a un solo punto: Alfano deve entrare al governo. E per fortuna che hanno fatto credere agli italiani – grazie a Dio solo a pochi!- che quando hanno tradito Berlusconi, lo hanno fatto per senso di responsabilità nei confronti del Paese”. Così Daniela Santanchè (Fi). 
12.05 - Gratteri al lavoro in Procura: “Io alla Giustizia? Non dico nulla”
“Sono in procura e sto lavorando. Non posso dire nulla. Nè confermo nè smentisco”. Così il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri ha risposto all’Adnkronos sulle indiscrezioni che lo vorrebbero in corsa per la carica di ministro della Giustizia. Il magistrato è, come tutte le mattine, al sesto piano del Cedir dove si trova il suo ufficio. Non ha voluto rilasciare altre dichiarazioni sulle vicende governative di queste ore.
12.01 – Fonti Pd: “Matteo Renzi atteso alle 16 al Quirinale”
11.57 – Governo, tanto rosa nella squadra di RenziTante donne, come nella giunta comunale a Firenze e, in tempi più recenti, nella segreteria del Pd (anche se forse non proprio la metà, questa volta). Questa, secondo quanto si apprende da fonti dem, una delle caratteristiche della squadra che Matteo Renzi proporrà “nelle prossime ore” al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Si risolverà solo al ‘fotofinish’ il nodo che riguarda il ministero dell’Economia.
11.55 – I Popolari: “Il nostro voto di fiducia non è scontato”“L’unica certezza è che al momento,al Senato, Renzi non ha la maggioranza”. Lo ha sostenuto in occasione della riunione del gruppo Popolari per l’Italia di Palazzo Madama il senatore Tito Di Maggio. 
11.50 – LaPresse: “Alfano vicepremier senza dicastero” Confermata la presenza di Angelino Alfano nel nuovo esecutivo del governo di Matteo Renzi con la carica, secondo quanto apprende LaPresse, di vicepremier. Per lui però non sarebbe previsto nessun dicastero.
11.49 – LaPresse: “Cantone verso ministero della Giustizia”
Il magistrato anticamorra Raffaele Cantone, secondo quanto apprende LaPresse, diventerebbe nel nuovo governo Renzi ministro della Giustizia. Il 18 giugno 2013, l’allora premier Enrico Letta aveva nominato Cantone componente della task force per l’elaborazione di proposte in tema di lotta alla criminalità organizzata. 
11.35 – Fassina: “Delrio sarebbe un buon ministro dell’Economia”
“Tra gli elementi di discontinuità deve esserci anche il profilo politico del ministri dell’Economia: Delrio ha le caratteristiche per essere un buon ministro dell’Economia”. Lo afferma Stefano Fassina (Partito Democratico) intervistato per Agorà, Raitre.
11.27 – Formigoni: “Alfano deve rimanere vicepremier”
“Nel governo che sta nascendo, Alfanodeve essere vicepremier”. Lo afferma il senatore del Ncd Roberto Formigoni. 
11.17 – Cuperlo: “Bene Padoan. Da noi no problemi su fiducia”
“In un governo nato con queste caratteristiche il ministro dell’economia è un ruolo fondamentale. Renzi ha parlato di discontinuità rispetto al passato. Bene. Certo potrebbe servire un profilo più politico di quello che c’è stato finora. Ma è indubbio che quella di Pier Carlo Padoan è una figura di assoluta competenza che ha una grande esperienza e consuetudine con gli affari europei”. Lo ha detto Gianni Cuperlo, leader della minoranza del Pd, al ‘Caffè’ di Sky Tg24. A proposito del dibattito che si è aperto sulla fiducia al governo, Cuberlo osserva: da parte della “minoranza che rappresento non ci sarà nessun problema sul voto di fiducia.

fonte: ilfattoquotidiano.it