spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

mercoledì 26 febbraio 2014

M5S VERSO LA SCISSIONE

M5S: Web 'espelle' i 4 dissidenti Aria di scissione, 10 si dimettono




(AGI) - Roma, 26 feb. - I militanti del blog di Beppe Grillo decidono di espellere dal MoVimento i 4 senatori dissidenti Luis Alberto Orellana, Francesco Campanella, Fabrizio Bocchino e Lorenzo Battista, gia' votata ieri sera dall'assemblea in una drammatica riunione in streaming (a singhiozzo): "29.883 hanno votato per ratificare la delibera di espulsione. 13.485 hanno votato contro. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato".
  Cosi' su twitter Beppe Grillo annuncia il risultato della votazione on line che ha decretato l'espulsione dei 4 senatori dissidenti. Sul sito si legge che "hanno partecipato alla votazione 43.368 iscritti certificati al Movimento 5 stelle". Oggi una nuova assemblea a Palazzo Madama ha di fatto confermato una divisione interna fortissima e una scissione imminente. Prima della sentenza (attesa) del blog di Beppe Grillo, in quattro avevano già ufficializzato le proprie dimissioni da senatori: tre dei quattro dissidenti (Orellana, Bocchino e Battista) più Maurizio Romani.
Quest'ultimo su Facebook ha scritto: "Oggi rassegno quindi le mie dimissioni da senatore della Repubblica per lealtà e fedeltà allo Stato e alle Sue istituzioni, agli ideali stessi del Movimento 5 stelle e alla mia coscienza di uomo e di cittadino. Questo e' quello che ho detto in assemblea dei Senatori". Aggiunge pero': "E' iniziata una discussione registrata che e' stata sospesa per arrivare, dopo l'aula a riunirsi, sentire cosa gli altri pensano della mia decisione e solo allora deciderò se la mia coscienza mi consentirà di proseguire in questo cammino intrapreso con tutti voi". Fabrizio Bocchino e Luis Alberto Orellana lo hanno poi annunciato a Skytg24. Orellana ha spiegato: "Il simbolo e' di Grillo, lui ci tiene a queste cose e allora... La decisione e' presa e rimane questa - assicura - l'amarezza e' troppa".
Stasera ci sara' una nuova riunione dei senatori 5 stelle e "spero che si faccia un passo avanti e che si faccia un passo indietro di questo processo che ha una rabbia immotivata che si vuole sfogare". Cosi' a Skytg24 la senatrice 5 stelle Serenelle Fucksia tiene a precisare: "Democrazia e libertà sono le premesse e noi le difendiamo sempre, poi si può sempre sbagliare..". "La tempesta - ha detto Fucksia - è stata ieri e il tempo brutto nei mesi precedenti.. Certo, qualche problemino c'era ma e' anche normale che in un Movimento reale, non finto, emergano e noi abbiamo anche il lusso di farli discutere questi problemi...". La senatrice 5 stelle ribadisce che "ieri l'assemblea congiunta ha anticipato la riunione dei senatori perché noi siamo andati li' senza aver potuto condividere le nostre idee. Il problema non sono i soldi - dice sicura - sono tutte persone che lavoravano e guadagnavano prima. Basta parlare di soldi e scontrini". Fucksia non vuole criticare Grillo ma ammette: "Io non condivido perché al suo posto avrei chiamato. Pero' bisogna vedere cosa e' arrivato a Grillo.. Ieri in assemblea sono stati presentati atti falsi. Grillo comunque non decide, decide la Rete".
Il suo intervento sul blog, al momento di aprire al votazione, "era legittimo come lo e' il mio adesso e come lo sono quelli degli altri senatori". Il malumore nel MoVimento 5 stelle e' fortissimo e i dissidenti crescono di ora in ora (si parla di circa 30 senatori), cosi' con me gli annunci di dimissioni. "Sono peggio dei fascisti". Cosi' una senatrice 5 stelle, tra quelle ormai considerate dissidenti e che per questo preferisce restare anonima, accusa quella parte del gruppo M5S che con "metodi antidemocratici e brutali" vuole l'espulsione dei 4 finiti nel mirino di Grillo. Ma i senatori 5 stelle, che si sono spaccati tra urla, parolacce e lacrime in una sofferta riunione a Palazzo Madama, non mollano: insistono nel chiedere la non validità della congiunta di ieri sera - che ha votato per l'espulsione di Orellana, Campanella, Battista e Bocchino - sottolineando il "non rispetto delle regole perché prima dovevamo riunirci noi senatori e solo successivamente la congiunta" ma anche criticando il fatto che "su un totale di 160 parlamentari alla fine ieri soltanto 70 hanno detto si' ed e' inaccettabile".
Tra l'altro, criticano, "per quale reato? Per aver espresso delle critiche?". Ma sotto accusa finisce anche il capogruppo Maurizio Santangelo "per come ha gestito tutta la vicenda". "La verita' - spiega avvelenato un senatore - e' che tutto e' deciso dall'alto. Sono Grillo e Casaleggio che gli hanno detto di farci fuori. L'ordine e' questo". E a confermarlo, secondo molti senatori 5 stelle, ci sarebbe il fatto che la votazione in corso sul blog prevede un unico voto per espellere o salvare tutti e 4 i dissidenti. Quindi, cosi' non c'e' la possibilità di salvarne uno: tutti assolti o tutti espulsi. "E invece - lamenta un senatore molto critico - ieri in assemblea ci era stato detto che le votazioni sarebbero state differenziate". Tra l'altro uno dei fedelissimi, proprio due giorni fa, ipotizzava che la Rete avrebbe 'salvato' Orellana, unico tra i quattro.
Ma a questo punto, considerando il voto per il 'pacchetto' dei 4, non sara' possibile. Le fibrillazioni ci sono anche alla Camera anche se li' i deputati a disagio sono comunque di meno. Ad esporsi soprattutto Alessio Tacconi che ha chiesto a gran voce di essere considerato il quinto da espellere, ribadendo la sua solidarietà ai 4 dissidenti. E' probabile che la prossima richiesta di espulsione sara' per lui. Dopo il voto sul blog, i senatori 5 stelle si riuniranno di nuovo per decidere cosa fare. Al momento dovrebbero essere confermate le dimissioni di almeno 6 senatori e il numero potrebbe crescere. Dal momento che pero', per prassi, l'aula del Senato respinge le dimissioni almeno alla prima votazione, e' possibile che i 10 dissidenti costituiscano un loro gruppo autonomo: i numeri ci sarebbero.
 
Psicodramma M5S: tra i senatori c'e' chi teme "morte di un sogno"
Il rischio e' che "un sogno stia svanendo". E' quanto sarebbe stato sottolineato nell'assemblea del Movimento 5 Stelle del Senato riunita oggi dopo la congiunta che ieri ha deciso l'espulsione di quattro dissidenti. Una riunione ad alta tensione con diversi senatori in lacrime e, soprattutto, l'annuncio di alcuni fra gli eletti a palazzo Madama di voler rassegnare a loro volta le dimissioni. Nella riunione, piu' d'uno ha preso la parola per cercare di dissuadere i senatori da questo intendimento. Ma, poi, c'e' chi chiosa: "La situazione e' difficile, di crisi". L'assemblea, chiesta al capogruppo da Maurizio Romani, proseguirà al termine della seduta d'aula, in corso a palazzo Madama. "Il mio 'Io' mi dice che io non sono cosi'", dice al giornalista che lo interpella il senatore Romani, parlando di quanto e' accaduto ieri sera in assemblea. Romani ricorda che, prima dell'inizio di questa avventura parlamentare, aveva già manifestato l'intenzione, nel caso in cui qualcosa non fosse andata per il verso giusto, di dimettersi e in nessuno modo di passare al Misto.

http://www.agi.it/politica/notizie/201402261934-pol-rt10234-m5s_web_espelle_dissidenti_aria_di_scissione_10_si_dimettono
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