spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

sabato 24 agosto 2013

BALMER LASCIA MICROSOFT

Ballmer dice addio a Microsoft

Il CEO annuncia che passerà la mano entro 12 mesi. Avviate le pratiche per individuare il suo successore. La scelta di Steve per sostenere il cambiamento a Redmond
Roma - Con l'uscita di scena di Steve Ballmer è un po' come se sparisse la vecchia Microsoft, quella degli albori di Basic e MS-DOS: Ballmer ha annunciato oggi, a Borsa ancora chiusa, che lascerà la carica di CEO entro 12 mesi, non appena un'apposita commissione appena istituita individuerà il suo successore. "Non è il mai il momento giusto per questo tipo di transizioni, ma ora è il momento giusto" ha dichiarato lo stesso Ballmer nella nota ufficiale con cui Redmond ha comunicato la sua partenza.

Steve Ballmer"Abbiamo avviato una nuova strategia con una nuova organizzazione e abbiamo un incredibile team di manager. La mia ipotesi iniziale sulle tempistiche del mio ritiro avrebbero voluto che avvenisse nel mezzo della trasformazione della nostra azienda in un'azienda di device e servizi. Abbiamo bisogno di un CEO che stia qui su basi più durature per questo nuovo obiettivo": la dichiarazione di Ballmer, nella nota ufficiale e nellalettera spedita ai dipendenti, lascia trasparire che la decisione di annunciare il suo pensionamento non sia stata del tutto pianificata, che potrebbe essere quindi il risultato di una evoluzione inaspettata degli eventi. In passato Ballmer aveva parlato dell'arrivo al college del suo ultimo figlio come data utile per il suo pensionamento, ovvero una data che si aggirava attorno al 2018.

La già citata commissione istituita per designare il nuovo CEO, composta da Bill Gates, Chuck Noski, Steve Luczo e presieduta da John Thompson, valuterà ora i potenziali candidati interni all'azienda, e altre figure non ancora inserite nell'organigramma di Redmond, per raccogliere le redini: fino ad allora Ballmer resterà al suo posto, con la benedizione di Gates stesso che afferma che l'intera Microsoft è "fortunati ad avere Steve nel suo ruolo fino a quando il nuovo CEO assumerà le sue mansioni".
Tra i candidati interni più accreditati figurano senz'altro i nomi di Julie Larson-Green (che ha guidato la divisione Windows dopo l'abbandono di Sinofsky, un nome che spesso era stato accostato al titolo di CEO di Microsoft nel passato, e ora gestisce lo sviluppo dei device funzionali al rilancio promosso da Ballmer stesso), quello di Satya Nadella che è a capo degli sforzi cloud di Redmond, ma anche l'ascesa di Terry Myerson che ora guida il centralissimo gruppo "Operatin System Engineering" potrebbe non arrestarsi se la commissione dovesse optare per una guida più tecnica e meno economica per l'azienda. Tentare di indovinare il nome giusto, tuttavia, è un'impresa improba: Microsoft è una delle più grandi aziende del mondo, e occorrerà un autentico fuoriclasse per garantire un futuro solido e il successo del cambiamento avviato da Ballmer nel medio-lungo termine. I nomi con queste caratteristiche si contano sulle dita di una mano, ma è troppo presto per formulare ipotesi sensate: persino un ritorno di Stephen Elop da Nokia o di quello che sarebbe il figliol prodigo Steven Sinofsky sarebbe  possibile.

Steve Anthony Ballmer è stato l'erede designato del fondatore Bill Gates per molti anni, fino a quando non gli è succeduto alla guida di Microsoft nel 2000. È un figlio di Detroit, suo padre è stato un dirigente della Ford, e ha contribuito alla crescita e al successo di Microsoft con le sue competenze in fatto di economia e management. È stato il primo business manager di Microsoft (30simo assunto), e la sua ascesa al seggio di amministratore delegato è coincisa con la fase di piena maturità e successo per l'azienda: ha sempre delegato ad altri la "visione tecnologica", restando un CEO dedito ai numeri e alla gestione economica, noto al grande pubblico soprattutto per la sua capacità esplosiva di intrattenimento e motivazione sui palchi delle mega-conferenze che Microsoft organizza in giro per il mondo. Sotto la sua guida, Redmond ha dato prova di una crescita notevole sotto il profilo economico e dell'offerta, con i numeri che collocano Ballmer tra i CEO più efficienti della storia.

Alla gestione di Ballmer corrispondono alcuni dei più grandi successi di Microsoft: Windows XP, Xbox, l'acquisizione e il rilancio del CRM Microsoft Dynamics, l'esplosione di Office, la chiusura dei procedimenti antitrust su entrambe le sponde dell'Atlantico. Dello stesso spessore altre esperienze non proprio fortunatissime come Windows Vista, Zune, Bing e Surface: in ogni caso, il fatturato sotto la sua gestione è cresciuto enormemente arrivando a oltre 70 miliardi di dollari in un anno. Oggi Ballmer lascia una Microsoft più grande di quando aveva cominciato, con interessi in più settori e con prospettive molto diverse: il pacchetto Office 365 segna il passaggio verso la fornitura di servizi via cloud computing anche per i consumatori finali, ed è in quella direzione che poche settimane fa lo stesso Ballmer ha messo in rotta la nave, puntando sulla capacità pressoché unica al momento di BigM di realizzare un'esperienza utente unica in un ecosistema completo fatto di device e software progettati dagli stessi uomini della stessa azienda.