spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

domenica 25 agosto 2013

Il male vince perché i ‘buoni’ si sfiniscono

Barnard: perché il male ci assedia e alla fine vince sempre.




Il male vince perché i ‘buoni’ si sfiniscono. Il ‘male’ del mondo, la banalità che ottunde, la burocrazia idiota, il piombo delle cose che non migliorano mai, persino gli orrori, esistono perché la lotta è fra chi prova a migliorare le cose – pochi – e chi resiste al miglioramento – tutti gli altri. I secondi, poi, sono immensamente più resistenti dei primi. E’ come immaginare la lotta di una confezione di cotton fioc imbevuti di diluente che vorrebbero ripulire una petroliera colma di colla. C’è gente che ci ha provato, chi per un mese, chi per due anni, chi per trent’anni… e parlategli. Salvo casi decisamente rarissimi, l’hanno sempre presa in quel posto dalla marea di colla. Porte in faccia come piovesse, milioni di nulla di fatto, tutta fatica per nulla, tutte maree di colla imbattibili. Perché il ‘male’ fa così, fa muro di colla, pachidermico, inamovibile, è ostinato come una zecca immortale.

Il ‘male’… cioè i potenti, i burocrati, la casta, ma soprattutto i milioni di piccoli attori del ‘male’, gli indifferenti, la massa, quelli che non hanno fatto Vmai nulla per il ‘bene’. I pochi che ci hanno provato, poveracci, si sono sfiniti, sono distrutti, sfiancati, desolati, scoraggiati, nauseati, annullati. La colla fa la colla, e vince. Sempre. Io non vedo altro che ex combattenti del ‘bene’ che mollano. Non ci credono più, non ce la fanno più, Cristo, non cambia mai nulla! Poi c’è il maggior danno sommerso della colla, e cioè le schiere di cittadini che hanno provato ad emettere un vagito di reazione, qualche volta, ma anche questi l’hanno presa in quel posto, hanno cioè visto che i muri di colla non si spostano mai di mezzo millimetro, qualsiasi cosa si faccia. E allora si rinchiudono dentro l’apatia di casa e, peggio, spargono il verbo che “tanto è inutile, non si ottiene mai niente”, stroncando altri milioni di vagiti reattivi prima che vedano la luce. E la colla vince, vince, vince. Sempre.

Uno come Noam Chomsky dice che in termini storici le cose, invece, sono migliorate. Ma ignora che in proporzione ai mezzi tecnologici a nostra disposizione oggi, quel miglioramento non c’è, in realtà. Il mondo dovrebbe stare mille volte meglio. Noi dovremmo stare mille volte meglio. Inoltre, nessuna legge naturale sancisce che se da 10 secoli le cose lentamente sono andate migliorando, questo significa che miglioreranno anche nei prossimi 10. Magari peggioreranno. Chi può dirlo? E comunque il lasso di tempo storico, s’intendono i secoli, ci interessa relativamente. Noi ci sfiniamo oggi, e molliamo oggi. Questo è il problema. Quindi: se una confezione di cotton fioc vuole ripulire una marea di colla, be’, sarà meglio che trovi una chiave chimica assai più efficace del diluente. Qualcuno ha suggerimenti? Io no, sono alla frutta. Candita.

(Paolo Barnard, “La colla non perde mai. Consigli?”, dal blog di Barnard del 30 luglio 2013).