spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

mercoledì 21 agosto 2013

L'AVVOCATO DEL DIAVOLO

L’avvocato del diavolo: chi piazza bombe pone questioni.





È morto a 88 anni Jacques Vergès, una delle figure più controverse di Francia. Nato in Thailandia da padre francese e madre vietnamita, crebbe sull’isola di Reuniòn. Esponente della resistenza anti-nazista accanto a De Gaulle, divenne avvocato, approdò al comunismo maoista, strinse amicizia con Pol Pot e si distinse nell’impegno a favore dell’anticolonialismo.
Dal ‘70 al ‘78 disparve nel nulla senza che mai alcuno sia riuscito a sapere dove fosse vissuto nei cosiddetti “anni misteriosi”. Ricomparso sulla scena civile legò la sua fama all’attività forense in difesa di noti criminali. Iniziò col terrorista libanese Georges Ibrahim Abdallah e con l’ex capo della Gestapo Klaus Barbie, conosciuto anche come “il macellaio di Lione”.

Non si contano, in seguito, i nomi di soggetti discussi, di cui Vergès ha assunto la difesa: dal negazionista Roger Garaudy a Kieu Samphan, leader dei Jacques Vergès, "l'avvocato del diavolo"kmer rossi; dal terrorista venezuelano Ilich Ramírez Sánchez (alias “Carlos lo sciacallo”) all’ivoriano Laurent Gbagbo. Se non difese effettivamente Slobodan Milosevic, fu solo perché l’ex dittatore serbo finì per declinare l’invito del penalista francese. Vergès fu così soprannominato “avvocato del diavolo”, “avvocato del terrore”, “cavaliere delle cause perse”. Egli preferiva definirsi un “brillante bastardo” e così motivava il suo impegno a favore di clienti “particolari”: «Quelli che pongono le bombe non fanno altro che porre delle questioni».


Celebre un’altra dichiarazione, che Vergès rilasciò al quotidiano “France Soir”, quando si profilò la possibilità (rimasta in seguito irrealizzata) che egli assumesse la difesa di Saddam Hussein: «Difendere Saddam non è una causa persa. Difendere George W. Bush è, invece, una causa persa». Sul presidente americano aveva fra l’altro detto che l’avrebbe difeso (cosa che avrebbe fatto anche con Hitler, se avesse potuto) a condizione che l’allora numero uno della Casa Bianca arrivasse a dichiararsi colpevole.

(Francesco Lepore, “Jacques Vergès, l’avvocato Del Diavolo, è morto A 88 Anni. Difese Barbie, Carlos, Garaudy…”, dall’“Huffington Post” del 16 agosto 2013).