spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

venerdì 9 agosto 2013

L’Olanda è nella sua terza recessione dal 2009

L'Economia Olandese fa acqua e va incontro alla stagnazione

Il Wall Street Journal pubblica un articolo a tinte fosche sulla deriva della "rigorosa" Olanda  rispetto all'Europa "core". Già in aprile avevamo riportato il grido d'allarme dello Spiegel sullo scoppio della bolla immobiliare e il peso dell'enorme debito privato. Ma intanto il governo procede con l'austerità,  aggravando ulteriormente la crisi. 




Traduzione di Henry Tougha

L’Olanda è nella sua terza recessione dal 2009

di Maarten Van Tartwijk e Làra Hilmarsdòttir

AMSTERDAM—L'Albert Cuyp Market, famoso per la sua offerta di abbigliamento a  basso costo e cibi esotici, è uno dei mercati più affollati dell'Olanda.

Ma sebbene continui ancora ad attirare un sacco di clienti, questi sono sempre più attenti a come spendono i loro soldi, dice Nicolas Steur, un pescivendolo 50-enne. I ricavi della sua bancarella, dove vende merluzzo fresco, aringhe crude e altri tipi di pesce, sono crollati del 20% rispetto a quattro anni fa.

“Abbiamo ancora all’incirca lo stesso numero di clienti,” dice il signor Steur. “Ma spendono sempre meno. La gente sta tagliando le spese.”

Questi commenti contrastano nettamente con l’immagine dell’Olanda, uno dei paesi più ricchi dell’Unione Europea. Grazie all’ottimo rating del suo credito, ad un'economia competitiva e ad un livello di debito pubblico relativamente basso, l'Olanda è vista come uno dei “paesi core” dell’Eurozona.

Tuttavia, sotto la superficie, c’è una storia diversa. Secondo la Banca Centrale olandese, l’Olanda sta attraversando la sua terza recessione dal 2009 e si trova di fronte ad un periodo prolungato di stagnazione dell'economia.
 

Di conseguenza il governo – uno dei principali alleati  della Germania nelle richieste di austerità – sta combattendo per rispettare le regole di bilancio UE e deve affrontare crescenti pressioni verso l’allentamento della sua politica fiscale.

Il signor Steur non è l’unico imprenditore alle prese con una domanda debole. Un numero record di imprese sono andate in bancarotta nella prima metà del 2013 a causa di un crollo delle entrate.

“Il momento è molto difficile” dice Chris Drieman, un 57-enne venditore di prodotti tipici mediterranei come olive e pomodori secchi. “Adesso tagliare i costi è la cosa più importante. Ma si arriva al punto in cui si tocca il limite.”

I dati pubblicati alla fine della scorsa settimana evidenziano il problema. Secondo l’ufficio di statistica CBS, che utilizza la definizione dell’Organizzazione Internazionale per il Lavoroin giugno la disoccupazione è salita al 6,8% .

La fiducia dei consumatori, che è rimasta depressa per anni, in luglio si è deteriorata ulteriormente.

CBS ha inoltre detto, lo scorso venerdì, che in maggio la spesa delle famiglie è calata dell’1,8% su base annuale  ed è in diminuzione da due anni. La vendita di automobili è scesa in modo particolare, ma anche le vendite di abbigliamento, arredamento, elettrodomestici e prodotti per la casa  hanno registrato una netta flessione.

I problemi dell’economia olandese sono in larga parte di origine interna. Da quando il prezzo delle case ha cominciato a scendere, nel 2008, le famiglie hanno ridotto le spese per poter pagare i mutui.

Nel frattempo si sono trovate in ulteriori ristrettezze finanziarie a causa degli aumenti delle tasse, della crescente disoccupazione e dei tagli alle pensioni dovuti all’austerità.

Gli economisti non vedono alcuna rapida via d’uscita. L’Olanda soffre di una cosiddetta “balance-sheet recession” – cioè una recessione caratterizzata da alti livelli del debito che spinge le famiglie a risparmiare anziché spendere –  recessione tipicamente più lunga e più grave dei normali rallentamenti ciclici.

Mentre le famiglie stanno tagliando le spese per ridurre i propri debiti, le banche e il governo stanno a loro volta tagliando per sistemare le proprie finanze. Il risultato è che la domanda interna sta precipitando. 

“Ci siamo imbattuti nel paradosso della parsimonia”, dice Bas Jacobs, professore di economia all’Università Erasmus di Rotterdam. “Non è possibile che tutti i settori dell’economia comincino a risparmiare contemporaneamente, senza che ciò inneschi un tracollo della domanda aggregata.”

Le fosche prospettive lanciano l'allarme sul fatto che l’Olanda si sta allontanando dai paesi “core” dell’Eurozona, e potrebbe anche vedersi portare via la sua amata tripla A.

“Una lunga crisi da eccesso di indebitamento [del settore privato, ndt] con numerosi giri di vite di austerity, sempre più pesanti, solitamente conduce ad uno squilibrio di bilancio – e uno slittamento di bilancio è la tipica motivazione dei declassamenti,” hanno detto martedì gli analisti di Nordea in un report sull’Olanda.
La questione ha suscitato un acceso dibattito sulle misure di austerity adottate dal governo.

Le critiche, che vanno dai sindacati alle lobby imprenditoriali, chiedono al governo di allentare i suoi sforzi di riequilibrio dei conti e  lasciare più respiro a famiglie e imprese.

Tuttavia il primo ministro Mark Rutte, un convinto sostenitore della disciplina fiscale, è determinato a soddisfare le richieste dell’Unione Europea per il 2014.

Questo mese la sua coalizione di governo ha raggiunto un ampio accordo  su un pacchetto di 6 miliardi di euro tra tagli delle spese e aumenti delle tasse, che sarà completato dopo la pausa estiva.

La prospettiva di ulteriori tagli al bilancio sta dando il mal di testa agli esercenti.

“Sono molto preoccupato,” dice Ria van der Vlist, proprietaria di un negozio di integratori alimentari e vitamine a Rotterdam. “Abbiamo bisogno di uno stimolo per far andare l’economia, perché sta solo peggiorando. Il governo deve adottare un approccio diverso.”

Tornando all'Albert Cuyp Market di Amsterdam, il signor Steur, il pescivendolo, sta cercando di attirare soprattutto i turisti stranieri per compensare la debole domanda interna. Tuttavia, la sua impressione generale rimane ugualmente tetra.

“I clienti ora comprano solo 100 grammi di pesce invece di 200,” dice. “Penso che avremo da combattere per i prossimi quattro o cinque anni.”