spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

lunedì 11 novembre 2013

Quando Berlusconi tentò di avvelenare Vittorio Feltri

Quando Berlusconi tentò di avvelenare Vittorio Feltri...






Non è chiaro se sia stato un avvelenamento. Ma il sospetto che Berlusconi «volesse disinnescare il direttore del giornale concorrente che stava rubando copie al suo» è sempre rimasto. Oppure se anche i cuochi di villa San Martino, in quel di Arcore, ogni tanto, nel loro piccolo, sbagliano. Fatto sta che Vittorio Feltri ha rischiato di brutto dopo un pranzo con il Cavaliere ad Arcore. Era il 15 agosto 1994 e Berlusconi cominciò il corteggiamento dell’allora direttore de La Voce per risollevare le sorti de Il Giornale di famiglia.

E oggi a Feltri si deve la prima vera descrizione delle toilette di villa San Martino. Nulla a che vedere con le sintesi di quelle di palazzo Grazioli ad opere di alcune signorine ospiti...

«A un certo punto, preso dalla disperazione più cupa, mi decido a chiedere dov’è il bagno» scrive Feltri nella “sua” parte di una storia d’Italia scritta a quattro mani con Gennaro Sangiuliano (Una repubblica senza patria, ed. Mondadori).«E finalmente mi introducono in una specie di reggia, una vera dimora reale fatta di ori e sugheri ed altri materiali sfarzosi ed elegantissimi (...)[/CAP3] Usarlo mi costò tantissimo... non meritava quella profanazione. Ma potete capirmi: ci sono momenti in cui lo stomaco rimorde più della coscienza. Nei suoi confronti poi non avvertivo alcun obbligo. A parte naturalmente il piccolo scrupolo di avergli profanato il cesso...». 

Senza nulla togliere all’insieme del libro - la storia dall’8 settembre ai giorni nostri vista sicuramente da destra e attraverso episodi forse minori ma significativi di un paese senza, appunto, il senso di patria - spuntano fuori qua e là alcuni cammei deliziosi. Uno di questi è certamente il capitolo finale, «Il demonio Berlusconi». E il ritratto anomalo, inedito, totalmente dissacrante, che Feltri fa di colui che è stato per vent’anni il suo editore.