spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

lunedì 4 novembre 2013

UN'ANALISI SULLE PROSSIME PROSPETTIVE POLITICHE

La casta farà fuori il Movimento Cinque Stelle?

alfano_renzi_01Lo stallo politico italiano continua e sembra che Napolitano stia indirizzando il paese verso una proroga del governo Monti, al fine di poter eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, che così potrà sciogliere le Camere ed indire nuove elezioni. Ora in questo articolo vogliamo proporre il rischio per il Movimento Cinque Stelle di rimanere intrappolato negli stratagemmi usati dalla tradizionale casta politica (PDL, PD E CENTRO).
Sono essenzialmente tre gli scenari che si prospettano se si torna al voto:
1) Si torna al voto con l’attuale legge elettorale e senza ricambio generazionale nei partiti maggiori (quindi Berlusconi per il PDL e Bersani o qualcun’altro della vecchia guardia per il PD), oppure con una nuova legge elettorale ma sempre senza ricambio nei vertici dei partiti.
2) Si torna al voto con l’attuale legge elettorale ma con vertici rinnovati (quindi primarie per il PDL o direttamente Alfano e primarie per il PD o direttamente Renzi).
3) Si torna al voto con una nuova legge elettorale e con i vertici rinnovati come nel punto 2.
Bene ad eccezione del punto 1, gli altri due scenari rischiano di eliminare definitivamente dalle scene il Movimento Cinque Stelle e vogliamo subito spiegarne il perché.
Se si verifica il punto 1 quindi si ripropone una sfida Berlusconi- Bersani, o una sfida simile,  il Movimento farà di nuovo il pieno e forse potrebbe addirittura ambire al premio di maggioranza alla Camera e, se la nuova legge elettorale fosse per una delle due Camere, il doppio turno alla francese o qualcosa di simile, il M5S potrebbe avere un successo clamoroso e vincere in entrambe le Camere.
Nello scenario 2 invece, tornando alle urne con l’attuale legge elettorale, ma con il centrodestra senza Berlusconi e il centrosinistra con Renzi come candidato premier, i recenti sondaggi dicono che Grillo sarebbe fortemente svantaggiato e potrebbe ridimensionarsi verso un 15-16%. Un risultato del genere lo renderebbe ininfluente in entrambe le Camere e si aprirebbero le porte ad un governo stabile guidato da Renzi, oppure ad un “inciucio” Renzi-Monti-Alfano che a differenza di un Berlusconi-Bersani ha molte più chance di durare. A quel punto il Movimento Cinque Stelle sarebbe in minoranza e si sgretolerebbe e si spaccherebbe nelle diverse votazioni per leggi diverse, data la varietà di pensiero politico all’interno del Movimento stesso.
Lo scenario
3 sarebbe il peggiore in assoluto, perché se viene fatta una legge elettorale, sarebbe studiata in modo da fare più male possibile a Grillo e il M5S potrebbe diventare come il Fronte Nazionale francese che con il 15-20% dei voti elegge pochissimi parlamentari. E il Movimento non avendo una base ideologica radicata come il Fronte Nazionale francese probabilmente rischierebbe di sparire o di frantumarsi in diversi partitini.
Quindi escludendo del tutto lo scenario 1, dato che avvantaggerebbe troppo Grillo e poi è molto difficile che Bersani venga riproposto candidato premier dopo aver fallito ed essendo che Berlusconi ha sempre detto che contro Renzi non avrebbe gareggiato, gli scenari 2 e 3 potrebbero colpire in maniera definitiva il M5S e neutralizzarlo del tutto.
Quindi il M5S potrebbe fare la fine del Fronte dell’Uomo Qualunque e dopo un’iniziale successo estinguersi altrettanto rapidamente.
Se si verificassero gli scenari 2 o 3 che ritengo salvo sorprese, i più probabili, le carte da giocare per l’ex comico genovese diventerebbero poche. Al tempo stesso, fino ad ora il tandem Grillo-Casaleggio non ha commesso nessun errore strategico e non è caduto nel grossolano errore di formare un governo con il centrosinistra e perdere metà dei propri voti. Ora come ora il M5S è probabilmente al massimo dei propri consensi ma se alle prossime elezioni si presentassero dei leader giovani per centrodestra e centrosinistra (Angelino Alfano o Giorgia Meloni per il centrodestra e Matteo Renzi per il centrosinistra), la disfatta sarà inevitabile. Diverso sarebbe stato se si fosse formato un governo tecnico o un governo Berlusconi-Bersani, perché in tal caso, appena fosse caduto, alle elezioni il Movimento Cinque Stelle sull’onda della crisi e dell’antipolitica avrebbe fatto il pieno anche contro Renzi o chiunque altro, ma come detto prima adesso il discorso è diverso ed anzi, sentendo tra la gente, c’è una leggera delusione verso il Movimento e molti si sono “pentiti” di averlo votato.
Se voteranno un Presidente della Repubblica escludendo il M5S e se voteranno una legge elettorale per disinnescare il movimento, sarebbe sicuramente una storpiatura della democrazia, che anche chi non sostiene Grillo dovrebbe condannare.
La situazione rimane comunque molto tesa e come abbiamo detto prima fino ad ora Grillo e Casaleggio non hanno commesso errori strategici, quindi hanno forse ancora un asso nella manica… e nel nostro prossimo articolo di sabato vi illustreremo quale potrebbe essere.