spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

sabato 27 aprile 2013


Giustizia, il piano del Cavaliere:
"Ora si possono congelare i processi"

Il centrodestra spera di creare un clima di pacificazione, con Berlusconi che punta alla nomina di senatore a vita. Trattativa più dura per le difficoltà del Pd su corruzione, prescrizione e anti-riciclaggio

di LIANA MILELLA

Silvio Berlusconi tratta per il governo con un occhio ai suoi guai giudiziari: i processi Mediaset, Ruby, Unipol, De Gregorio rischiano di arrivare a sentenza, una condanna che potrebbe voler dire carcere, domiciliari e interdizione dai pubblici uffici. Per questo la strategia dell'ex premier è quella di chiudere una volta per tutte queste partite: "Ora ci sono le condizioni per farlo".

Ma l'obiettivo non è la legge salvacondotto. La via "legislativo-giudiziaria" per evitare le sentenze e mettere nel nulla anni di inchieste si trasforma in una via "politico-giudiziaria". 
La strategia si regge su un assunto semplice: nelle ore in cui l'ex premier rende praticabile un governo di salute pubblica, che salva il Paese dal baratro di nuove elezioni, egli non può cadere per via dei suoi processi. In qualsiasi grado di giudizio si trovino, prossimi o lontani dalla sentenza che siano, i dibattimenti devono fermarsi. 

È questo il vero tema della trattativa di governo. Tema segreto, ovviamente. Coinvolge tutti, anche Napolitano, se è vero che proprio da lui Berlusconi si aspetta un passo molto importante, la sua nomina a senatore a vita. Un doppia nomina, in realtà. Nel progetto del Pdl il presidente della Repubblica dovrebbe scegliere Berlusconi, ma anche Romano Prodi, nel segno della grande pacificazione. Una mossa per chiudere, con un colpo solo, una guerra giudiziaria in atto da 20 anni. Ma la via è impervia.

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