spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

venerdì 8 novembre 2013

SIAMO ALLA RESA DEI CONTI TRA BARBARA BERLUSCONI E ADRIANO GALLIANI

SIAMO ALLA RESA DEI CONTI



Il Milan è alla resa dei conti. La sconfitta per 3-1 in casa del Barcellona, oltre a dimostrare l’inadeguatezza di una rosa che ha visto nel solo Kakà il giocatore in grado di tenere testa ai blaugrana, ha manifestato, qualora ce ne fosse stato ancora il bisogno, lo scontro interno alla dirigenza rossonera tra Adriano Galliani eBarbara Berlusconi. Una faida interna che rischia di mettere in pericolo l’integrità della società.
Chievo Verona-Milan - Serie A Tim 2010/2011
L’INGRESSO NEL CDA DEL MILAN - Il rapporto tra i due è iniziato in pompa magna il 20 aprile 2011, quando venne annunciato l’ingresso di Barbara nel Consiglio d’Amministrazione della società rossonera. All’epoca l’amministratore delegato salutò l’arrivo della primogenita del matrimonio tra Silvio Berlusconi e Veronica Lario con parole a dir poco di miele:
«L’ingresso di Barbara Berlusconi significa un rinnovato impegno della famiglia Berlusconi, impegno che non è mai mancato. Il presidente Berlusconi non può occuparsi della Società, perchè c’è una legge che glielo impedisce, ma la famiglia è sempre più presente nella Società, oltre che con il fratello Paolo, oggi con la figlia Barbara».
Secondo i piani iniziali, quindi la ragazza avrebbe dovuto portare in dote il cognome proteggendo l’attività presente e futura di Galliani, che di fatto è diventato il presidente occulto della società. Perché ricordiamo che la carica di presidente nel Milan è ancora vacante.
CHI È ADRIANO GALLIANI - Del resto il geometra (o dottore, come viene chiamato anche se è privo di laurea), può contare su un rapporto solido e duraturo con il gran capo. I due si conobbero il 31 ottobre 1979, quando Galliani era proprietario della società Elettronica Industriale, specializzata in antenne. Il papà comprava appezzamenti di terreno montani ed Adriano che con i suoi apparati di ricezione spostava la tv svizzera fuori frequenza, costringendo chi voleva vedere Rsi in Italia a comprare gli apparecchi di Elettronica Industriale. I due fecero affari e sfondarono insieme nella tv. L’attività di Galliani nel mondo delle antenne s’interruppe il 24 febbraio 1986, ovvero quando viene piazzato da Berlusconi al Milan. Ed al Milan fece da parafulmine del Presidente a Marsiglia, quando ritirò la squadra per colpa di un riflettore, e quando si prese la colpa per i fondi neri dell’affare Lentini.
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IL SOGNO INFRANTO IN MONDADORI - La dedizione e l’amicizia tra i due ha fatto si che il sodalizio durasse fino ai giorni nostri. Oggi però è in pericolo a causa dell’ingresso in società di una ragazza nata nel 1984 e che ha intenzione di entrare a piedi uniti nel Milan e non solo per via del suo cognome, Berlusconi. Del resto Barbara aveva altre mire. Grazie ai suoi studi classici all’Università Vita e Salute del San Raffaele, sperava di poter entrare un giorno in Mondadori. La presenza ingombrante della sorellastra, Marina, ha però bloccato questo suo piano ed il Milan è rimasta l’unica ancora di salvezza alla quale aggrapparsi, visto e considerato il destino che attenderà i fratelli più piccoli, Eleonora e Luigi. In pochi mesi si è però compresa l’impossibilità delle due nuove anime rossonere di poter coesistere.
UN RAPPORTO DIFFICILE CON LA STAMPA - Parlare di Milan è difficile, più di quanto non si possa pensare. Non è esagerato parlare di un pensiero unico che viene dettato direttamente da Via Turati. La storia è piena di esempi, da un giornalista di Sky allontanato da Milanello per aver criticato l’operato di Milan Lab fino ai difficili rapporti all’interno di Milan Channel, con l’addio dopo una puntata dell’Avvocato Federico Buffa e confermati da una lettera aperta del giornalista Luca Serafini che annunciava le dimissioni dal canale dopo 14 anni, spiegando quanto fosse difficile esprimere concetti che andassero contro l’attuale dirigenza:
Un conto è il confronto dialettico, la polemica, la critica, altro discorso è non riconoscersi più in una linea così lontana di una società che ci pare stanca e scarsamente entusiasta e un Canale che necessita naturalmente di esporne le strategie condividendole comunque, a prescindere. Una questione di ruoli che merita rispetto, lealtà, onestà e per questo è corretto farsi da parte. Ne parliamo soltanto adesso perché il direttore Mauro Suma ha provato nel frattempo a ricomporre la situazione, ma in quel momento sono intervenuti altri fattori (immagino da Milanello o da via Turati), per cui a maggior ragione sento di aver fatto la scelta giusta, per quanto dolorosa
LA LOTTA DI POTERE - Chi esprime un concetto diverso viene messo alla porta, quindi. Stessa lettura confermataci da una fonte già molto vicina agli affari del Milan, e per questo desiderosa di proteggersi con l’anonimato, che ci ha dato una lettura di quanto sta accadendo in questi mesi nella società rossonera: «Nel Milan non trovi nessuno, impossibile. Chi parla in società viene fatto fuori». Ma perché? Semplice, si sta consumando una lotta di potere tra due fazioni: «Barbara vorrebbe portare Maldini che è il peggior nemico di Galliani, il quale non a caso ha insistito per tenere Allegri in modo tale da poterlo guidare come vuole». In quest’ottica va poi letto l’allontanamento di Seedorf, che avrebbe rappresentato il nuovo corso del Milan.

AC Milan v UC Sampdoria - Serie A
QUELLI CHE NON VOGLIONO PAOLO MALDINI - In quest’ottica Galliani può contare sul sostegno della Curva Sud Milano, l’organo che nacque dopo lo scioglimento della Fossa dei Leoni, un fatto legato ad una denuncia alla Digos di un furto di striscioni occorso in un Milan-Juventus di qualche anno fa sul quale non sì fatta molta chiarezza e che, secondo alcune voci, riceverebbe soldi dalla dirigenza. I tifosi starebbero con Galliani anche a causa dell’impossibilità da parte loro di vedere Paolo Maldini in dirigenza, perché colpevole di essersi macchiato di parole dure ed infamanti nei confronti della tifoseria che rispose il giorno del ritiro del numero tre rossonero con due striscioni. Il primo: «Grazie capitano: sul campo un campione infinito ma hai mancato di rispetto a chi ti ha arricchito». Il secondo: «Per i tuoi 25 anni di gloriosa carriera sentiti ringraziamenti da chi hai definito mercenari e pezzenti»,  con lui che rispose a stretto giro di posta: «Orgoglioso di non essere uno di loro».
E SACCHI SPINGE DEVIS MANGIA - Da segnalare poi come la presenza di Allegri rappresenti la prova della Longa Manu di Galliani, nonostante le critiche feroci provenienti da parte della tifoseria. E qui c’è un secondo nodo da sciogliere. Nei giorni scorsi Arrigo Sacchi, sempre preso in grande considerazione dalle parti di Arcore, avrebbe proposto Devis Mangia come nuovo allenatore del Milan qualora Allegri non avesse dovuto fare punti contro Barcellona e Chievo Verona. Arrivata la prima sconfitta, ora tocca al secondo ostacolo. Lo stesso ex Ct dell’Under 21 scelse di non rinnovare il contratto che lo legava alla Figc nonostante il fantastico Europeo di categoria. Certe voci lo vedevano accasato allo Spezia ma la verità a quanto pare doveva essere un’altra. E nel caso di un ritorno in auge a mò di consigliere di Sacchi, appare evidente che il margine d’azione di Galliani si riduca sempre di più.
amfAR Milano 2013 Gala Event - Dinner
I CORI OFFENSIVI ALLO STADIO - I prodromi di questa guerra vengono però da lontano, ovvero da quando Galliani perse la faccia a causa del mancato acquisto di Carlos Tevez, che sarebbe arrivato solo dopo la cessione di Pato al Paris Saint Germain per 30 milioni di euro. Una cifra a dir poco interessante, specie se consideriamo che venne pagato all’Internacional 17 milioni. Allora Barbara disse di no, giustificando la sua decisione con l’amore. Certo, Galliani intervenne dicendo che fu lui a bloccare il trasferimento, ma l’ingerenza di Barbara nell’affare che poi saltò creò non poche ruggini anche nel rapporto con la tifoseria. E qui analizziamo il terzo punto. Dal gennaio 2012 infatti sono molti i cori che hanno come protagonista la figlia di Silvio, con i tifosi che ancora oggi ironizzano sui frequenti infortuni di Pato e su presunte passioni della ragazza (ma parliamo ovviamente d’illazioni curvaiole).
«GALLIANI? UN MAESTRO» - Ad aggravare la situazione il fatto che poi i due si siano lasciati e che Pato ora stia per tornare in Europa per vestire la maglia del Tottenham. Una decisione che sa di beffa per i tifosi. Nelle interviste di rito delle settimane successive Barbara ha difeso Galliani, probabilmente su imbeccate dall’alto, definendolo un maestro, ma certo queste parole non possono nascondere quanto accaduto nell’immediatezza dell’affare Tevez e le frizioni successive. Torniamo a Maldini. Il 20 gennaio 2012 l’Espresso riportò la notizia delle pressioni della ragazza nei confronti del padre per dare una poltrona da dirigente all’ex capitano che, come Leonardo, aveva osato criticare la proprietà. E già allora ci si rese conto che Galliani avrebbe potuto salutare la baracca, ma Silvio non l’avrebbe mai permesso. Perché?
Festa per i 25 anni della presidenza Berlusconi al Milan
IL PROBLEMA DELLA BUONUSCITA - Semplice, perché in 27 anni non è stata creata un’alternativa. Adriano Galliani e Ariedo Braida rappresentano il Milan, con Mauro Tassotti che è l’uomo per la squadra, e non è possibile privarsi di loro. Senza contare poi la buonuscita economica. Il Tfr dell’Ad è oggi quantificabile in 12 milioni di euro, ai quali andrebbero aggiunti bonus per aver valorizzato il marchio. E questo discorso torna prepotente dopo che quattro giorni fa la figlia di Berlusconi aveva chiesto un cambio di rotta, chiedendo maggiori poteri ed il ritorno di Maldini in società in quanto ritenuto il contatto ideale tra staff tecnico e dirigenza. Viene allontanata l’idea di Inzaghi allenatore della prima squadra in caso di esonero di Allegri (altro segnale di discontinuità) e si parla già di un taglio di 40 dipendenti su 180, tutti uomini di Galliani.
I CONTRASTI DI MERCATO - Cambia anche la dirigenza, con Claudio Fenucci, ex Lecce ed ora alla Roma, incaricato di valorizzare il marchio, e di Michele Uva, oggi a Coni Servizi. Ma sopratutto, a mettere in pericolo il sodalizio Galliani-Berlusconi Silvio è la volontà della ragazza di far saltare le relazioni nate e maturate nel corso degli ultimi anni. Secondo Silvio Berlusconi, Galliani è il responsabile dello scudetto meno amato, quello di Zaccheroni, un tecnico mai troppo apprezzato ad Arcore. Non solo, Silvio negli anni ha assistito alle nomine di Tabarez e Terim senza riuscire ad esprime all’inizio il proprio disagio, così come per campagne acquisti mediocri, come quelle di fine anni ’90. La situazione è migliorata con l’arrivo di Ancelotti, accompagnato alla porta perché ormai troppo autonomo in società salvo tornare indietro.

AS Roma v AC Milan - Serie A
BASTA CON CERTI AFFARI - Fosse dipeso da Berlusconi, Massimiliano Allegri non avrebbe iniziato la stagione. L’austerità nei conti ha però imposto a Sua Emittenza di non versare i 2,5 milioni di euro di buonuscita previsti per il tecnico, con Galliani che trionfò anche in quell’occasione. Ma ora a quanto pare è arrivato il momento di dire basta, per Barbara. Il Milan costa alla Fininvest 70 milioni di euro l’anno. Troppi per la famiglia. L’obiettivo è quindi quello di ridurre i costi. Ma come? Semplice, distruggendo quella trama di relazioni che a Barbara non sono mai piaciute. Appare evidente che nella galassia rossonera la dirigenza fa gli affari con i soliti noti, come Mino Raiola, oltre a procuratori spagnoli che hanno fatto affari con i rossoneri per giocatori transitati come delle meteore, con Silvio che paga.
BALOTELLI, TRA TOP PLAYER E PANCHINA - Ed ancora alla giovane a quanto pare non va a genio quello strano legame creatosi tra Milan e Genoa, che ha portato a Milanello Constant, El Shaarawy, Amelia, Papasthatopulos e Boateng, pagato 15 milioni e rivenduto a 10 allo Schalke 04 per avere Matri, pagato 11 milioni, quando il buonsenso e la curva chiedevano un difensore vista l’endemica difficoltà del reparto arretrato nei calci da fermo. Rimanendo in ambito Genoa, dall’altra parte del Naviglio ancora s’ironizza su tali affari, visto che l’Inter portò via Milito e Thiago Motta, due giocatori leggermente diversi. Da un’analisi dei conti emerge poi che il Milan spende nel mercato quanto Roma e Fiorentina, solo che a differenza di queste due, i giocatori acquistati dai rossoneri non si dimostrano quasi mai all’altezza. E questo è il caso di Mario Balotelli. Il 30 gennaio 2013, commentando alla Gazzetta dello Sport l’arrivo del 45, Barbara ha dichiarato:
Il Milan può, come sempre, investire cifre importanti per l’acquisto dei giocatori  il Milan ha scelto, prima degli altri, di avere conti in ordine e un bilancio sostenibile. Grazie a questa forte programmazione di lungo periodo – conclude -, noi oggi possiamo non solo far crescere in casa i futuri campioni, ma anche permetterci qualche acquisto mirato importante Dichiarazioni però smentite nel dopo partita del Camp Nou da Massimiliano Allegri che ha detto come Balotelli sia all’Inter sia al Manchester City fosse una riserva. A dimostrazione di come ci sia qualcosa di profondamente sbagliato nell’organigramma societario e nella pianificazione degli affari.
FBL-ITA-C1-AC MILAN-CELTIC
IL FUTURO DI GALLIANI AL GENOA? - Probabilmente la prossima assemblea degli azionisti di aprile 2014 sarà l’ultima di Galliani, con Barbara che prenderà il suo posto rimettendo in piedi tutti i vecchi milanisti che a vario titolo vennero allontanati, come Albertini che potrebbe arrivare qualora Fenucci decidesse di restare a Roma. In tutto questo Berlusconi non ha ancora preso posizione anticipando solo che affronterà la questione con gli interessati nei prossimi giorni perché, per chiuderla con l’anonimo interno alla galassia Milan: «a Berlusconi del Milan non gliene frega più una mazza. È stanco e lo capisco pure. A Galliani deve tutto, ma i figli so’ piezz’e core. Barbara è interessata solo al Milan tra le aziende di famiglia, fosse per Marina il Milan sarebbe già stato venduto». Perché il Milan è l’ultima azienda rimasta libera e Barbara, dopo la delusione in Mondadori, sa di non avere più chance, così come Galliani che sa che il suo tempo a Milanello sta arrivando al termine con un futuro o alla Lega Calcio o al Genoa del suo amico Preziosi, con ufficio in quel di Pegli. (Photocredit Lapresse / Gettyimage