spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

giovedì 6 marzo 2014

IL GRUPPO M5S PERDE 13 PARLAMENTARI.

Grillo: “Fuori i 5 senatori dimissionari”. Busta con proiettili a Battista e Orellana

Espulsi via blog Bencini, Bignami, Casaletto, Mussini e Romani che avevano annunciato l'addio da Palazzo Madama per protesta dopo l'allontanamento dei "dissidenti". Il leader: "Non ci possono più rappresentare". Gli ex: "Obiettivo resta schieramento autonomo". I numeri ci sono: dall'inizio legislatura il gruppo M5s ha perso 13 parlamentari. Lettera con proiettili a Battista e Orellana

Grillo: “Fuori i 5 senatori dimissionari”. Busta con proiettili a Battista e Orellana
La tensione in generale resta molto alta. Come se non bastasse, secondo una notizia riportata dal quotidiano Il Giorno, una busta indirizzata “Al Parlamento Piazza Montecitorio, Roma” che conteneva dei proiettili è stata intercettata al centro di smistamento di Roserio (in provincia di Milano). I destinatari sono i senatori Lorenzo Battista e Luis Orellana. Nella lettera si citano anche Fabrizio BocchinoFrancesco Campanella e Paola De Pin, quest’ultima uscita dal movimento sei mesi fa.
Grillo: “Gesto politico in conflitto con quanto richiesto dal territorio”
La nota pubblicata sul sito del leader dei Cinque Stelle ricorda che “questo gesto non è stato motivato da particolari situazioni personali, familiari o di salute, come solitamente avviene in questi casi, ma come gesto politico in aperto conflitto e contrasto con quanto richiesto dal territorio, stabilito dall’assemblea dei parlamentari M5S, confermato dai fondatori del M5S e ratificato dagli iscritti certificati in Rete, in merito ai quattro senatori espulsi”. “E’ stato loro chiesto – prosegue – se confermassero o meno la propria posizione e l’hanno ribadita. I senatori dimissionari si sono pertanto isolati dal Movimento 5 Stelle e non possono continuare ad esserne rappresentanti ufficiali nelle istituzioni. Sono fuori dal M5S”.
Romani: “No comment”. Bignami: “Movimento 5 Espelle”
“Solo due parole: no comment” è la replica all’agenzia LaPresse di Maurizio Romani, senatore fiorentino noto anche per i suoi duelli a distanza con l’allora sindaco del capoluogo toscano Matteo Renzi. Usa il fair play Laura Bignami: “Grazie Beppe senza di te non avrei mai fatto questa esperienza! Non ti curare ti ho già perdonato”. Poi ribattezza: “Questo è il “Movimento 5 Espelle“.
Allo stesso tempo i fedelissimi quasi esultano. Per il capo della comunicazione dei Cinque Stelle al Senato, Claudio Messora, ”i dimissionari M5S sono stati accontentati”. “Abbiamo bisogno di energie sane per rivoluzionare il Paese – dice il deputato Riccardo Fraccaro – siamo un organismo vivo ed è purificante liberarsi di qualche tossina. La nostra opposizione sarà solo più forte e compatta”. I giornalisti chiedono invece a Bartolomeo Pepe se valga ancora la regola “uno vale uno” e lui risponde: “Grillo è pur sempre il capo”. La tensione nel gruppo sembra rimanere alta: è scuro in volto per esempio Mario Michele Giarrusso. Cosa sta succedendo nel M5S?, gli chiedono i cronisti parlamentari. “Chiedete a Santangelo”. Decide Grillo senza passare dalla rete? “Chiedete a Santangelo”.
Battista: “Grillo highlander”. Campanella: “Avranno difficoltà per una briscola”
Sarcastici i senatori già espulsi. Scrive Lorenzo Battista: “Beppe Grillo Highlander! Resterete tu e Roberto. Ottima prova di democrazia”. Francesco Campanella aggiunge: “Licenziati da Beppe Grillo altri cinque di noi. Alla fine avranno difficoltà ad organizzare una briscola”. E dopo provoca: “Ma se i 5 stelle fedeli allo staff diventano meno di 10? Vanno loro al gruppo misto?”.
Battista aveva anche lasciato intendere che i fuoriusciti dal gruppo del Senato del Movimento Cinque Stelle avrebbero l’intenzione di formare un nuovo gruppo che riunirebbe tutti coloro che – volontariamente o no – hanno abbandonato il M5s al Senato dall’inizio della legislatura. Ipotesi che il senatore ribadisce: “Il desiderio è quello ma adesso i numeri non ci sono” dichiara a Radio Città Futura. Per Fabrizio Bocchino ”Grillo non ha la cultura del dissenso, questo è il problema principale – dice il senatore ora iscritto al gruppo misto ad Agorà (Rai3) – Noi non sappiamo perché siamo stati cacciati, possiamo solo dedurre che tutto sia dovuto a un comunicato, comparso qualche giorno prima, in cui criticavamo il colloquio tra Renzi e Grillo, in modo peraltro moderato. Il pensiero critico in un movimento così variegato, che prende consensi da destra e da sinistra, è fondamentale”.
Fuori dal gruppo M5s 13 senatori in un anno
Nel corso dei mesi i Cinque Stelle hanno infatti perso 13 senatori. Il primo espulso (per colpa di varie partecipazioni al talk show di Barbara D’Urso) fu Marino Mastrangeli. Poi in tempi diversi Fabiola AnitoriPaola De Pin e Adele Gambaro (quest’ultima colpevole di aver criticato la linea politica di Grillo all’indomani di una tornata di elezioni amministrative andate così così). La scorsa settimana è stato il turno dei 4 “dissidenti” Battista, Bocchino, Campanella e Orellana che da tempo erano le voci più critiche e sempre in contrasto con la voce ufficiale. Infine, oggi, i 5 espulsi. Difficile dire ora, però, se tutti loro finiranno in un unico gruppo per formare il quale, al Senato, serve un minimo di 10 senatori (altrimenti si va nel misto). Le dimissioni da parlamentare, per inciso, sono una missione quasi impossibile perché le Aule sia della Camera che del Senato per approvare una richiesta di dimissioni pretendono sempre motivazioni ben fondate: le dimissioni devono essere discusse e poi approvate. La Costituzione vieta il vincolo di mandato e l’Aula del Senato – per parlare del caso specifico – non voterebbe mai a favore di dimissioni motivate dal fatto di essere stato espulso da un movimento. Ma il capogruppo del M5s alla Camera ci crede: “Vogliamo un gesto di coerenza – dice a RaiNews24 – da parte loro per fare entrare altri senatori che sono rimasti più indietro perché hanno ricevuto meno voti”. 
Il Pd: “M5s alternativa? Sì, alla democrazia”
Dal Partito democratico arrivano le provocazioni: “Se dovessero essere espulsi i 5 senatori dal M5s, sarebbero 13 senatori su 54 in un anno, il 24%, uno su quattro. Un’ottima media” scrive su Twitter il responsabile Comunicazione Francesco Nicodemo. ”M5S alternativa? Sì certo, un’alternativa alla democrazia – rincara la dose Edoardo Fanucci – Non saprei come altro definire un movimento che censura le opinioni dei suoi eletti e passa alle punizioni: prima la gogna, poi gli insulti sui social network, i referendum al citofono per decidere la sorte dei contrari all’ortodossia grillina e infine l’espulsione online”.Francesco Scalia aggiunge: “Grillo punta a succedere a Kim Jong-un”. “Sembra la casa del Grande Fratello” sintetizza Francesco Russo.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/06/grillo-fuori-i-5-senatori-dimissionari-busta-con-proiettili-a-battista-e-orellana/904241/