spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

venerdì 7 marzo 2014

PIPPA RENZIE, IL SOGNO E IL CATTIVO RISVEGLIO

Era meglio la vera Peppa Pig



Matteo Renzi, alias Peppa pig, ha generato nel corso degli ultimi tre anni, alle spalle di governi tecnico-tattici che solo Arrigo Sacchi li ha capiti, un’aspettativa talmente tanto grossa che fino a pochi giorni fa sembrava troppo bella per non essere solo una aspettativa. Come ogni aspettativa in politica, detto fatto, abbiamo visto cosa produce. Incoerenza: “mai al Governo senza elezioni”, “#enricostaisereno” e dulcis in fundo “rottamare, cambiare passo” e soprattutto ” io volevo il voto di elettori di Berlusconi loro ora governano con Berlusconi, fosse per me, mai con loro”. La cena ad Arcore, le conoscenze nel mondo manageriale, i grandi direttori di giornali a favore, i grandi editori e gli opinion maker dalla propria parte non potevano che essere solo la premessa. E’ così che ti ritrovi una legge elettorale come presupposto di “santa alleanza”. Una ricetta sempre buona e valida a tutte le ore. Una spruzzata di “salva Lega”, basterebbero stranamente tre Regioni, magari Lombardia, Veneto e Piemonte (a meno di nuove mutande verdi per Cota) e tutto brillerà di più. Un pizzico di alleanze, il PDL magistralmente scomposto in una brand architecture per riposizionare un prodotto scadente, si troverà sugli scaffali come: Forza Italia, NCD, Lega Nord, The Simpson, Griffin e la carica dei 101 che porterebbero l’asticella dalla parte della coalizione di centro destra. Una grattugiata di UDC, detta anche Scelta Civica, per l’esattezza il partito che ha più ministri che elettori ed una infornata di volti nuovi, nuovi come Alfano, Padoan, Franceschini e Lupi Come i bambini che guardano i cartoni di Peppa Pig,  sognavamo la novità, la favola, la Peppa Pig di turno. Speravamo nelle elezioni di maggio con un Pd rinforzato dal segretario e che andasse al governo con una coalizione di centro-sinistra (ormai centro con al massimo un’abbondante dose di mancini a richiamare la tendenza in Parlamento). Sognavamo un centrodestra con le primarie, il tanto acclarato “basta con i nominati” di nuovo in malora e nascono i delfini-orca, i totani Toti e tutta la pescheria a servizio dei barbari amanti del-la trota. Allora cosa cambia? le promesse? uguali: riforme, cambiamento, sviluppo, occupazione, ricchezza, felicità e tanto amore. Cambiano gli assunti? no, le basi sono le stesse: “la gente non ne può più”, “gli italiani vogliono risposte”, “si fa fatica ad arrivare alla fine del mese” e al massimo i più audaci si spingono in un “non arrivano alla terza settimana”. Sono cambiati almeno i politici, no? No, chi comanda sono sempre i soliti George The King, Zilvio lo Zar, riabilitato dal magico tocco di Harry Lenza (fusione di Enrico Renzi Matteo Letta, che confusione) e Max D’Alema ed i suoi tentacoli insediati ovunque. La rottamazione?almeno quella? No, neanche, perchè l’unica cosa da rottamare era l’incompetenza, ed invece abbiamo rottamato il vecchio col nuovo, l’uomo per la donna ma l’incompetenza no, quella non si cambia mai. E’ come se la Fiat Ritmo l’avessero rottamata ma la nuova Punto, la Punto Evo e la 500 montino il motore della Ritmo, pensate che fallimento..già che fallimento. I ministri ? i ministri sono cambiati, hanno fatto un nuovo governo ci saranno nuovi governanti no? No, quattro sono i volti del precedente governo, almeno altri due, economia e giustizia sono stati posizionati da George, altri due, minimo, da Zilvio, altri due da MontonMonti, e gli altri un po per Max un po per il delfino-orca. Si, il toto-ministri, come le aspettative era la parte migliore di questo terzo governo deciso dal popolo, ovviamente quello delle libertà, il partito non certo dal popolo. Un sogno subito scomparso, il rimpasto del rimpasto dell’impasto. Speravamo davvero che fosse il momento per un magistrato antimafia, dalla schiena dritta e dall’illuminata ed illuminante azione contro la mafia calabrese come Grattieri. Si pensava davvero che all’agricoltura ci potesse andare un maestro della gestione dei marchi e della produzione nell’agroalimentare come Farinetti. Si sognava una donna di conclamata professionalità, serietà e capacità come Lucreazia Reichlin per non parlare di tutti quei nomi, Baricco, Montezemolo, Guerra, suggestivi, sin troppo per essere veri, quindi assolutamente falsi. Non si rottama tanto per rottamare, si rottama una macchina per un’altra macchina, una moto per un’altra moto e che importa se la marca di quell’auto o di quella moto facciano schifo. Avevamo l’aspettativa, siamo tornati con i piedi per terra. Al massimo adesso possiamo sperare, come sempre abbiamo fatto, pregare e sperare. Pregare i nostri Santi Patroni, potrebbe essere una soluzione, già come le più antiche del nostro Paese, non a caso siamo quel popolo capace di guardare al futuro solo con gli occhi del passato. Torniamo sulla terra, l’ennesimo leader al posto del gruppo di persone, l’ennesima favola elevata a retorica al quadrato. E’ evidente che l’effetto sogno, quello che conosciamo per ogni “discesa in campo” appare sempre di più un mondo inanimato, solo ideale, iperuranico. Allora, al posto di questo mondo vuoto, di questo teatrino inanimato e svuotato, era meglio Peppa Pig, cartone era cartone ma almeno era animato.

Tratto da: http://www.italianinsane.info/2014/era-meglio-la-vera-peppa-pig/