spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

martedì 4 marzo 2014

PUTIN MINACCIA DI LASCIARE IL DOLLARO COME MONETA DI RIFERIMENTO.

Ucraina, Putin blocca offensiva militare. Usa applicano sanzioni alla Russia

Gli Stati Uniti hanno sospeso ogni impegno bellico con l'esercito di Mosca. Il Presidente russo ha ordinato il ritiro delle truppe impegnate sul confine in manovre che avevano coinvolto circa 150mila uomini

Ucraina, Putin blocca offensiva militare. Usa applicano sanzioni alla Russia

La borsa crolla e Putin cerca di correre ai ripari. Il presidente russo ferma le esercitazioni militari al confine con l’Ucraina e subito il mercato reagisce in positivo registrando un rialzo di oltre il 4% (dopo il crollo dell’11 per cento di ieri). Resta alta però la tensione con gli Stati Uniti. Il Paese dell’ex blocco sovietico, dopo la fuga del presidente Ianucovich, affronta la difficile fase di transizione. E la lotta resta in mano alle grandi potenze. Mentre gli Usa da una parte interrompono la cooperazione militare con l’esercito russo, Putin annuncia che, se da Obama arriveranno sanzioni, sarà costretto a lasciare il dollaro per altre valute e creare il proprio sistema di calcolo e pagamenti. “Il tentativo di imporre sanzioni alla Russia”, dice il consigliere economico del Cremlino Serghiei Glaziev, “si trasformerà in un crollo di tutto il sistema finanziario americano, che porterà alla fine del dominio Usa nel sistema finanziario mondiale. In quel caso saremmo costretti a riconoscere l’impossibilità di restituire i crediti concessi, perché le sanzioni sono un’arma a doppio taglio: se gli Usa congelano i nostri asset, automaticamente saranno congelati attivi e passivi delle nostre organizzazioni in dollari, quindi le nostre banche e aziende non restituiranno i crediti alle banche Usa”. Frasi subito sconfessate dalla Russia: “Il consigliere stava parlando a titolo personale”. Oggi il segretario di Stato americano John Kerry è atteso a Kiev, mentre il commissario Ashton incontrerà il ministro degli esteri Lavrov nel tentativo di portare avanti un’azione che sia in primo luogo diplomatica. 
La preoccupazione principale per Putin è quella che riguarda le ripercussioni economiche dell’intervento militare. Il difficile andamento della borsa ha influenza la decisione del Presidente russo che ha ordinato alle truppe impegnate sino a ieri in una maxi esercitazione militare nei distretti centrale e occidentale del Paese, anche ai confini con l’Ucraina, di rientrare nelle loro sedi permanenti. Le manovre, iniziate il 26 febbraio, avevano coinvolto 150mila uomini, 90 aerei, 120 elicotteri, 880 carri armati, oltre 1200 mezzi di vario genere e sino a 80 navi della flotta del Nord e del Mar Baltico.
Dagli Usa intanto è arrivato il primo congelamento ufficiale dei rapporti. Il portavoce della Difesa Usa, John Kirby, ha annunciato che sarà sospeso ogni impegno di collaborazione militare con l’esercito della Russiain conseguenza del comportamento di Mosca in Ucraina. E ha spiegato che la sospensione riguarda anche esercitazioni, incontri bilaterali, visite dei porti e conferenze in programma. Il Pentagono, ha aggiunto il portavoce, apprezza i rapporti sviluppati con l’esercito russo negli ultimi anni, ma ribadisce l’invito degli Usa affinché le forze in Crimea tornino alle loro basi. Inizialmente Washington stimava che in Crimea fossero stati dispiegati circa seimila soldati russi, ma la missione dell’Ucraina all’Onu ha fatto sapere ieri che i militari russi sul campo sono 16mila.
L’Ucraina nel frattempo resta terreno di scontro e rappresaglie. Le forze pro Russia che hanno preso il controllo della base aerea di Belbek, nella penisola ucraina di Crimea, hanno sparato dei colpi di avvertimento in aria dopo che circa 300 soldati ucraini che prima gestivano la base, non armati, hanno provato ad avvicinarsi richiedendo indietro il loro lavoro. A guardia di Belbek c’erano in piedi una decina di soldati russi, che hanno intimato agli ucraini di non avvicinarsi, minacciando che se avessero continuato a marciare verso la base spareranno contro le persone e non più in aria. L’Ucraina accusa la Russia di avere compiuto un’invasione militare. Mosca, che non riconosce l’autorità della nuova leadership ucraina, sostiene la legittimità del proprio intervento sostenendo che sia a difesa dela maggioranza russofona che vive nella regione.
fonte: ilfattoquotidiano.it