spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

lunedì 30 settembre 2013

IL MAGGIORDOMO FABIO FAZIO

Grillo vs Letta: “Falsità sul Porcellum” e il premier: “E’ lui che mente”

Il leader del Movimento 5 Stelle, che ha incontrato il dg Gubitosi, ha improvvisato un comizio fuori la sede della Rai per lamentarsi dell'intervento del premier alla trasmissione "Che tempo che fa".Poi l'attacco ai giornalisti: "Zerbini, camerieri, lobbisti". Ma il presidente del Consiglio su Fb replica: "E' l’unico sistema che può consentirgli di avere voce in capitolo, di vincere o di essere comunque l’ago della bilancia". Il deputato Giachetti smentisce il primo ministro: "Letta chiese al Pd di non votare la mozione"






Grillo contro Letta, la Rai e i giornalisti. Il leader del Movimento 5 Stelle ha improvvisato un comizio fuori la sede della tv pubblica per lamentarsi dell’intervento del premier alla trasmissione “Che tempo che fa”“La Rai, e quindi il dg Gubitosi, deve intervenire sul presidente del Consiglio Letta che ieri su Rai3, davanti a 5 milioni di spettatori, ha detto una cosa falsa. Non siamo noi ad aver votato il Porcellum, ma lui”. Sul blog Grillo aveva scritto: “Letta ieri sera dal suo maggiordomo Fabio Fazio ha detto in televisione che è a favore del Mattarellum e che per colpa di Grillo non si è potuto tornare a quella legge. Sappiamo bene, invece, che la verità è l’esatto opposto. Il deputato del Pd (menoelle) Giachetti propose il ritorno alMattarellum che fu bocciato a pieno titolo da Letta, dalla Finocchiaro e da tutto il Pd (menoelle) che votò contro. Il M5S compatto – spiega ancora Grillo – votò a favore. Ci sono gli atti della Camera che lo testimoniano. Questa è una menzogna che meriterebbe non solo una denuncia per diffamazione ma un intervento da parte di Roberto Fico in qualità di presidente della Vigilanza Rai soprattutto per l’accomodante comportamento di Fazio che non poteva non sapere che quella era una balla colossale e non è minimamente intervenuto smentendo ciò che Letta stava asserendo. Come è possibile vedere da questo pezzo in evidenza Letta fu il primo a votare contro il ritorno al Mattarellum”.  Il premier ha replicato, ma il deputato Pd dà ragione a Grillo. 
Letta replica su Facebook: “Grillo mente, dimostra di volere lui per primo il Porcellum”.  Ma all’ex comico, che ha poi ha incontrato il direttore generale, ha subito risposto Enrico Letta su Facebook.  della Rai a Viale Mazzini. “Grillo ancora una volta mente. Soprattutto dimostra di volere, lui per primo, il Porcellum. Non mi stupisce: è l’unico sistema che può consentirgli di avere voce in capitolo, di vincere o di essere comunque l’ago della bilancia. Ieri a Che Tempo che fa ho ribadito di voler cambiare la legge elettorale, di preferire un ritorno al Mattarellum,ma di essere consapevole che in Parlamento non ci sono i numeri per abolire il Porcellum. Ad oggi, tanto il Pdl quanto il MoVimento 5 Stelle non vogliono quella legge elettorale che, com’è noto, restituirebbe il diritto di scelta ai cittadini. La mozione Giachetti è stata contestata, nel metodo, non nel merito, dal Pd – aggiunge Letta – perché focalizzava l’attenzione (e precipitava il confronto) solo sulla legge elettorale, mentre il dibattito urgente e necessario doveva riguardare l’intera materia delle riforme istituzionali per il cambiamento dell’articolo 138 della Costituzione. Dunque, in prospettiva, non solo il sistema di voto, ma anche, tra l’altro, la riduzione del numero dei parlamentari e il superamento delle storture causate dal bicameralismo paritario. Del resto già il 22 agosto, sul suo blog, scriveva: ‘Con il Porcellum vinciamo noi. Pdl e Pd sanno che con il Porcellum il rischio che il M5S vinca le elezioni e vada al governo è altissimo. Solo qualche ‘anima bella’ pensa di poter correggere ora il Porcellum. E‘ necessario tornare immediatamente alle elezioni. Per la casta, ora, è fondamentale una legge elettorale contro il M5S. Io, a differenza sua voglio una legge elettorale che restituisca agli italiani il potere di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. E deve essere proprio il Parlamento ad approvarla. Naturalmente continuerò a lavorare in questa direzione, come ho sempre fatto, senza certo temere le accuse e le mistificazioni di Grillo”.  
Giachetti: “I fatti parlano chiaro, Letta chiese al Pd di votare contro la mozione”. “Siccome il mio amico Enrico Letta oggi mi chiama direttamente in causa, penso sia doveroso da parte mia uscire dall’amaro riserbo di queste ore e dire poche cose” scrive su Facebook Roberto Giachetti, primo firmatario a inizio legislatura di una mozione per riformare il Porcellum, a proposito della querelle tra Enrico Letta e Beppe Grillo. “I fatti -scrive Giachetti- purtroppo parlano chiaro: quando più di quattro mesi fa 100 deputati di quasi tutti i gruppi misero a disposizione del Parlamento la possibilità di passare dalle parole ai fatti, cioè di cancellare il Porcellum, Letta chiese al Pd di votare contro quella mozione, ponendo sostanzialmente una questione di fiducia; il Pd si sottomise a quella richiesta e quella mozione fu votata solo da Sel, dal Movimento 5 stelle, dal deputato Pdl Martino e dal sottoscritto. Questi sono i fatti. Avrei tanto voluto che i fatti stessero in altro modo. Oggi non saremmo in queste condizioni ed in questa trappola”. “Oggi Enrico, per replicare a Grillo, spiega che il Pd non era contro nel merito ma sul metodo. Mi viene da sorridere: l’accusa sarebbe quella che 4 mesi fa occuparsi di legge di salvaguardia sarebbe stata un’accelerazione impropria visto l’avvio del percorso delle riforme istituzionali”, aggiunge. “Il 28 maggio -sottolinea Giachetti- vi erano le condizioni per farlo e se non lo si è fatto è perché Letta, Franceschini, Finocchiaro e vertici del Pd non hanno voluto. La conseguenza, temo di non sbagliarmi, è che torneremo a votare con questa legge o con una peggiore”.
Grillo: “Fuori dalla Rai la politica e e le lobby, giornalisti zerbini”. Il leader del M5S è stato ricevuto, insieme con il presidente della commissione di Vigilanza Roberto Fico, dopo il presidio organizzato davanti alla sede Rai per portare “la politica e le lobby fuori dalla tv pubblica degli italiani”. In un volantino ilcahier de doleance: “La Rai ha 579 dirigenti, uno ogni 18 dipendenti, e 1.373 giornalisti. La Rai spende all’esterno 1,6 miliardi, il 60% dei suoi ricavi, per format e servizi che potrebbe sviluppare al suo interno valorizzando i suoi 10.476 dipendenti. La Rai ha perso nel 2012 245,7 milioni di euro a causa di una gestione che favorisce nomine politiche e appalti agli amici. Il Movimento 5 Stelle chiede che sia reso noto l’elenco dei fornitori della Rai; siano valorizzate le competenze e le professionalità interne; venga immediatamente sciolto il consiglio di amministrazione responsabile della perdita costante di valore della Rai e fatti decadere la presidentessa Tarantola e l’amministratore delegato Gubitosi; sia avviato un dibattito parlamentare per eliminare ogni ingerenza politica, sia predisposto un piano di rilancio in ottica multimediale e con respiro internazionale”.
Grillo prima di entrare si è lamentato dell’informazione e se l’è presa con i giornalisti: “Non abbiamo più tempo di ascoltare questa gente. Non possiamo affrontare la campagna elettorale o parlare di una politica che vuole cambiare il Paese, con un’informazione come questa che è la maggiore responsabile della catastrofe politica, economica e sociale del Paese. Se lo fa lo psiconano con le sue tv a me non interessa nulla. Mi interessa invece la Rai, che noi come cittadini paghiamo con il canone. Quelli della Rai non sono giornalisti, sono impiegati. Come gli autori, che sono tutti politicizzati. Fini e Casini non esistono più politicamente, ma hanno i loro referenti alla Rai”. “Parlo in particolare del direttore del Tg1 Mario Orfeo, che con il suo tg, il più ascoltato dagli italiani, ha un potere informativo enorme. Questi giornalisti non fanno il loro mestiere, fanno gli zerbini, i camerieri o i lobbisti. Ecco perché Casini, il cui partito è scomparso, continua a pontificare in tv. Voglio un incontro con i direttori dei tg. Parlo come cittadino ma anche come esponente di un movimento che ha preso 9 milioni di voti e quindi abbiamo diritto a un riconoscimento da parte dell’informazione. Né meglio né peggio rispetto agli altri”.
Grillo: “Pd e Pdl sono stati soci per 20 anni di un bandito”. “Questa gente non si deve più avvicinare alla legge elettorale e alla Costituzione. Devono andare via perché sono stati soci per 20 anni di un bandito” dice Beppe Grillo lasciando la sede Rai di viale Mazzini. “Il Pdl – dice Grillo dopo l’incontro con Gubitosi – ha governato 10.650 giorni, il Pd 10.200: c’è un differenziale dell’1%. Noi non patteggiamo nulla. Per noi devono decidere gli italiani” prosegue Grillo nel ribadire la chiusura a ogni ipotesi di partecipazione dei 5 stelle al governo e alla maggioranza. “Io non rispondo a queste domande sulla nostra partecipazione al governo, dovete finirla di inserirci in questo stagno, in questo pastone, con cui ci chiedete con chi ci alleiamo. Se andiamo alle elezioni possiamo vincere: ci prendiamo la presidenza europea e cambiamo l’Europa”.