spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

sabato 28 settembre 2013

DECADENZA BERLUSCONI: SOSPENSIONE DEL GIUDIZIO E RICUSAZIONE

Decadenza, Berlusconi ricusa i componenti della Giunta: “Copione già scritto”

Nel documento si chiedono le dimissioni dei senatori che hanno già espresso una posizione e, in subordine, la sospensione del giudizio e la ricusazione. Per primi sono citati il presidente appunto e il capogruppo del M5S in Giunta Mario Giarrusso. La Giunta è composta da 22 senatori più il presidente e il bilancino è a sfavore di Berlusconi per almeno 15 voti: quelli del Pd e quelli del M5S





Lo aveva già fatto con molti giudici, ma adesso il Cavaliere ci prova anche con i colleghi senatori che dovranno ratificare la sua decadenza: la ricusazione.
A cinque giorni dalla riunione di Giunta il senatore Silvio Berlusconi ha depositato nella segreteria della Giunta delle Elezioni e delle Immunità parlamentari del Senato la propria memoria difensiva, ma quello che dovrebbe essere uno strumento per difendere le proprie ragioni si trasforma in un attacco in particolare con il presidente Dario Stefàno (Sel) e altri senatori. Nel documento di 26 pagine si chiedono le dimissioni dei senatori che hanno già espresso una posizione e, in subordine, la sospensione del giudizio e la ricusazione. Il Cavaliere non si presenterà in aula:
Nessuna utilità vi potrebbe essere nel partecipare a un giudizio del quale si sia già previamente conosciuta la sua conclusione. La presenza delle parti, dell’interessato o di un avvocato non sarebbe che una mera sceneggiata in un copione già ampiamente scritto”.
Eppure proprio il senatore Stefàno in qualità di presidente aveva accolto con soddisfazione la presentazione del documento: “Spero che questa scelta del senatore Berlusconi possa servire a svelenire il clima.
Presentare una memoria difensiva, nel rispetto dei termini regolamentari, mi auguro che indichi la scelta, nel solco della strada sinora tracciata e seguita nei lavori della Giunta di tutelare – aveva detto – le proprie ragioni nella sede istituzionale propria e nell’ambito delle prescritte procedure. Ho chiesto e ottenuto dal presidente Grasso – ha continuato Stefàno – l’autorizzazione alla diretta audio-video della seduta pubblica del 4 ottobre, anche perché le ragioni della difesa possano essere conosciute direttamente da tutti, dai cittadini e dalla stessa comunità dei giuristi. Il mio auspicio – ha concluso – è che si possa proseguire a lavorare con serenità e con l’impegno responsabile di tutti, a partire da me quale presidente della giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari” .
Nel documento quindi viene chiesta la ricusazione dei membri della Giunta e vengono rivolte critiche dimancanza di imparzialità nei confronti dei componenti della Giunta, per primi sarebbero citati il presidente appunto e il capogruppo del M5S in Giunta Mario Giarrusso. Nella memoria si ribadisce l’obbligo dei relatori di non esprimere giudizi diretti o indiretti, anche a mezzo stampa. Nella relazione, datata 28 settembre e firmata da Silvio Berlusconi, il Cavaliere chiede le dimissioni dei senatori, membri della Giunta,Stefàno, Pezzopane, Pagliari, Buccarella, Casson, Crimi Cucca, Fucksia e Moscardelli per aver manifestato il proprio pensiero.
Nel documento presentato questa mattina in Giunta, il leader del Pdl, qualora non ci fossero le dimissioni volontarie dei commissari citati, chiede che la documentazione venga inviata alla Giunta per il regolamento del Senato che dovrà decidere sulla “astensione e ricusazione” dei membri che hanno reso palese la loro intenzione di voto prima che la giunta si esprimesse, e dunque della loro sostituzione. La Giunta è composta da 22 senatori più il presidente e il bilancino è a sfavore di Berlusconi per almeno 15 voti: quelli del Pd e quelli del M5S. 
Ma nella compagine c’è anche chi pensa che la legge Severino non possa essere retroattiva: ”Perseverare nel far dipendere la decadenza di Silvio Berlusconi dalla legge Severino – dichiarato il senatore Enrico Buemi, capogruppo Psi – vuol dire rischiare di incorrere in un possibile invalidamento da parte della Corte di Strasburgo, cui Berlusconi ha fatto ricorso. Tanto più che, nello suo stesso collegio elettorale molisano, Marcello Miniscalco, segretario regionale Psi, dichiarato incandidabile alle ultime regionali per una condanna passata in giudicato nel 2001, ha già presentato un analogo ricorso alla Cedu.
Se le ragioni di Miniscalco venissero accolte da Strasburgo – ha continuato Buemi – anche l’incandidabilità di Berlusconi potrebbe essere invalidata. Per uscire da questo cortocircuito, l’Operazione Concordia da me suggerita in Giunta, che collega la decadenza di Berlusconi all’imminente interdizione della Corte d’Appello di Milano, è l’unica via certa e giuridicamente corretta”.
Che la Severino vada modificata noi del Psi ne siamo certi – conclude Buemi – tanto che abbiamo già presentato in Parlamento una Proposta di Legge di modifica. Per queste ragioni, Miniscalco si è rivolto al Presidente del Senato, Pietro Grasso, al Presidente della Giunta delle Elezioni e delle Immunità parlamentari, Dario Stéfano e al Presidente del Comitato della Giunta di cui all’articolo 18 del Regolamento,Stefania Pezzopane, per invitarli a riflettere sul possibile accoglimento del suo ricorso alla Cedu che farebbe da apripista a Berlusconi e invitarli a intervenire perché la Giunta percorra, a scanso di equivoci, la via maestra, quella prevista dalla procedura ex art 18 del regolamento della giunta”.
Intanto venerdì 4 ottobre i 23 senatori dovranno esprimersi anche se sostanzialmente le loro intenzioni di voto sono palesi da giorni. Stefano voterà sì alla decadenza, i vicepresidenti Stefania Pezzopane (Pd), sìGiacomo Caliendo (PdL) no. Sono per la perdita del seggio anche i segretari Isabella De Monte (Pd) eBenedetto Della Vedova (Sc). Maria Elisabetta Alberti Casellati (PdL), l’ex relatore Andrea Augello(Pdl), Nico D’Ascola (Pdl) e Mario Ferrara (Gal), Lucio Malana (PdL) e  Carlo Giovanardi (Pdl) che si è rifiutato di firmare le dimissioni da senatoreErika Stefani (Lega) voteranno no. Sono per la decadenza tutto il gruppo del M5S Maurizio BuccarellaVito CrimiSerenella Fucksia, Michele Giarrusso. Per la decadenza i democratici Felice CassonGiuseppe Cucca, Rosanna FilippinDoris Lo MoroClaudio MoscardelliGiorgio Pagliari. Buemi, dato per incerto, fino a pochi giorni fa potrebbe invece votare contro la perdita dello scranno a Palazzo Madama per Berlusconi.