spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

sabato 28 settembre 2013

LA CAPITALE E' SULL'ORLO DEL FALLIMENTO

Marino: 867mln di debiti, Roma non può fallire
Appello del sindaco di Roma: esecutivo ci salvi da bancarotta


28 settembre, 18:02






ROMA - Appello del sindaco di Roma Ignazio Marino al governo perché salvi Roma dalla bancarotta. "L'analisi ci dice che abbiamo 867 milioni di debiti. Noi vogliamo un confronto con il governo affinché la Capitale abbia ciò che le spetta", ha detto in una conferenza stampa sul bilancio della capitale.

"Faccio un appello a chi ha senso di responsabilità - ha aggiunto Marino - l'obiettivo è salvare Roma e lo dobbiamo fare insieme. O si è con Roma o contro. Il governo deve fare gli stessi sforzi che stiamo facendo noi".
"Nelle prossime ore chiederò a tutti i parlamentari eletti a Roma di aiutarci nel dialogo con il governo. La Capitale d'Italia non può fallire e non fallirà". Così il sindaco di Roma Ignazio Marino durante una conferenza sul tema bilancio. "Stiamo comunque lavorando su diverse ipotesi - aggiunge - da un lato senza aiuti del governo, dall'altro con".

Marino, per salvare bilancio cessione immobili e tagli - Il Campidoglio è pronto a vendere i propri immobili per salvare le casse dal default. E non solo. Si lavora anche alla liquidazione di società considerate inutili, a rivedere i contratti con le aziende partecipate ma soprattutto sono in arrivo tagli che riguarderanno anche il gabinetto del sindaco, secondo quanto riferito da Ignazio Marino: il fondo a disposizione di 7,3 milioni di euro scenderà a 500 mila euro. ''Anche noi faremo la nostra parte per quanto riguarda il bilancio - ha affermato Marino -. Dalla cessione del patrimonio immobiliare dovrebbero arrivare 200 milioni di euro. Liquideremo le società inutili, quelle che si trovano in Guatemala o che sono state costituite da cinque persone solo per dare 170 mila euro di stipendi agli amministratori''. ''Rivedremo i contratti di servizio con le aziende partecipate e taglieremo il costo degli affitti che il Comune paga e da questo pensiamo di ricavare 105 milioni di euro l'anno - ha proseguito il sindaco di Roma.
 Ma i tagli toccheranno anche i fondi inutili alla politica. Dei 7,3 milioni di euro a disposizione del gabinetto del sindaco ne rimarranno solo 500 mila euro. Un taglio di 15 volte a quello che era forse in passato il centralino delle prebende''.


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