spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

lunedì 23 settembre 2013

LE LARGHE VEDUTE, MA TUTTO DEVE RIMANERE UGUALE.

Renzi: il governo sia di larghe vedute e non di piccoli interessi


Ancora: "l'esecutivo è come una bici: sta in piedi se corre", ha detto il sindaco stamani ad Omnibus. Poi attacca il Pd: "l'assemblea è stata una brutta figura. Il gruppo dirigente è rancoroso".






"Il governo Letta-Alfano è come una bici: sta in piedi se corre". Con i campionati mondiali di ciclismo che arrivano a Firenze, non poteva mancare il richiamo alla bici del rottamatore toscano, stamani ospite di Omnibus.
Renzi intervistato sul governo Letta non si tira indietro: "nessuno di noi ha mai detto a Letta: o fai come diciamo noi o te ne vai. Quello lo fa Brunetta non il Pd. Il problema Letta-Alfano è che è un governo nato su una base di difficoltà: le larghe intese. Questo ha un senso se fa delle cose, non se le rinvia. Se fa una bella riforma elettorale, fa un servizio al Paese; se sistema i conti o fa la riforma della burocrazia fa un piacere al Paese. Mi piacerebbe, continua Renzi, che ci fosse la serietà di dire le cose in faccia. Non si può continuare con il politichese.
Quando il governo Letta ha parlato del parametro del 3%, indicatore di natura economica che si è impegnato a rispettare e dopo 5 mesi scopriamo che questo indicatore è ancora messo in discussione. Se allora Letta avesse detto che l'indicatore si può cambiare io non ci avrei trovato nulla di male. E invece se lui dice che la colpa è 'l'instabilità politica'...Tu devi dire che la colpa è del fatto che l'indicatore è sbagliato, non diamo la colpa agli altri".
Renzi è molto critico sull'assemblea del Pd ("abbiamo fatto una brutta figura ") e sul gruppo dirigente del suo partito ( "rancoroso, ha cercato di buttare tutto in caciara. Non vogliono fare nè il congresso nè le primarie perchè poi sanno che si volta pagina"). Si salva Cuperlo: "lo stimo, il confronto con lui non è necessariamente scontro, lo ascolto volentieri. L'altro giorno ha detto cose interessanti, ma su una non sono d'accordo: la crisi di questi anni non è solo colpa della destra". 
E ancora, a chi gli chiedeva se non temeva di fare la stessa fine di Romano Prodi messo a fare il premier dai partiti e da loro stessi fatto cadere due volte, risponde: "non farò la foglia di fico. O uno di noi, chiunque sia, viene chiamato a fare un progetto di cambiamento radicale, o non si va da nessuna parte. Il giochino di alcuni era: il Pd lo teniamo noi e tu fai il premier. A me non interessa fare il premier in se, voglio cambiare l'Italia. E il Pd deve essere lo strumento per cambiare l'Italia. Se invece resta lo strumento per cambiare le regole del congresso mi cadono le braccia".