spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

sabato 28 settembre 2013

LE AGENZIE DI RATING E L'EUROZONA

RATING, STANDARD AND POOR’S GIUDICA L’EUROZONA


Nelle prime due settimane di luglio l’agenzia di rating Standard and Poor’s (S&P) ha espresso numerosi giudizi sui Paesi dell’Eurozona, abbassando il rating di Portogallo e Italia e migliorando quello dell’Irlanda.
Il rating è un giudizio espresso da agenzie specializzate sulla capacità di un soggetto che emette di titoli (come ad esempio un Stato) di eseguire completi e puntuali pagamenti ai creditori che hanno comprato quei titoli sui mercati internazionali. Il voto dell’analisi del rischio di credito è alfanumerico su una scala che va da un massimo di AAA a C. Nelle graduatorie di rating viene fatta differenza tra obbligazioni a breve e lungo termine (ad esempio i bond triennali edecennali). In quest’ultimo caso, alla tripla A viene associato un livello minimo di rischio ossia un’elevatissima capacità di ripagare il debito, chiamata anche “gilt edged” (taglio dorato).  La C, per contro, rappresenta un rischio realistico di perdita del capitale, quindi una situazione di insolvenza dal parte del debitore che non riesce a pagare i debiti e che rischia un default effettivo.
Negli ultimi anni le agenzie hanno aggiunto all’analisi sui rischi del credito, strumenti di previsione attesa nel tempo come il “credit watch” e il “rating outlook”. I due strumenti ausiliari si basano sulle prospettive di sviluppo previste su un determinato paese, ma non offrono sicurezza assoluta su come cambierà il rating.
Le tre maggiori agenzie di rating al mondo sono Standard and Poor’s (S&P), Moody’s e la sorella minore Fitch. Le prime due sono statunitensi, mentre l’ultima ha doppia sede a New York e Londra ma è controllata dalla holding francese FIMALAC. Le più autorevoli sono S&P e Moody’s poiché la loro opinione è tenuta in conto da quasi tutti gli emittenti di debito, mentre Fitch viene interpellata sporadicamente, ad esempio quando S&P e Moody’s offrono pareri discordanti.
Rating Europa luglio 2013
Nella mappa degli ultimi rating di luglio 2013 è possibile notare una netta differenza tra i rating dei paesi “nordici” dell’Eurozona e i rating dei paesi più a sud. 

Portogallo (BB)
Il 5 luglio S&P ha rivisito verso il basso il rating del debito sovrano portoghese, portandolo da BB con outlook stabile, a negativo (questo significa che i titoli di Stato lusitani potrebbero essere presto declassati ancora). Le motivazioni del ribasso sono legate alla crisi di governo in Portogallo, dopo le dimissioni dei ministri delle Finanze e degli Esteri a causa dell’incapacità portoghese di mantenere gli impegni assunti verso i creditori internazionali. Nonostante le rassicurazioni del primo ministro Pedro Passos Coelho sulla tenuta della maggioranza, l’ultima crisi di inizio luglio ha sollevato numerosi interrogativi sulla diligenza del governo nell’applicare le misure di austerity, e sugli ulteriori tagli alla spesa pubblica chiesti dalla troika (ossia la Commissione europea, il Fondo monetario internazionale e la Banca centrale europea). S&P ha dichiarato in una nota che l’instabilità politica rischia di far uscire il Portogallo, entro fine 2014, dal piano di salvataggio di 78 miliardi di euro concesso dalla troika.
Italia (BBB)
La stessa sorte è toccata all’Italia il 9 luglio, quando S&P ha tagliato il rating da BBB+ a BBB con outlook negativo. L’instabile governo di grande coalizione di Enrico Letta è stato accusato di rallentare, a causa dei numerosi dissidi interni, le riforme che dovevano essere attuate per mantenere le finanze pubbliche sotto controllo. Oltre che il debito alto e la crescita bassa sul giudizio di S&P pesano la sospensione dell’Imu e il rinvio dell’aumento dell’Iva, perché hanno messo a rischio gli obiettivi di bilancio per il 2013.  Il parere dell’agenzia è che l’economia italiana si contrarrà dell’1.9% nel 2013.
Irlanda (BBB+)
Il 12 luglio S&P ha migliorato il rating dell’Irlanda portandone l’outlook da stabile a positivo. Ciò significa che, secondo l’agenzia, il rating dell’Irlanda potrebbe ancora migliorare nei prossimi due anni: il rapporto debito pubblico-Pil in Irlanda scenderà dal 122% al 112% entro il 2016. La crescita irlandese dovrebbe attestarsi al 2% annuo. Ha giovato alla stabilità dell’economia irlandese un panorama politico contraddistinto da un forte consenso tra i partiti politici del paese per l’attuazione di riforme per risanare il settore finanziario. L’agenzia S&P ha mantenuto l’outlook dell’Irlanda negativo fino a febbraio, mese in cui Dublino ha siglato un accordo atteso da molto tempo con la Banca centrale europea, che permette di convertire le cambiali in obbligazioni a lungo termine. Materialmente questo permetterà all’Irlanda di avere molto più tempo per ripagare i debitori che hanno salvato il sistema bancario nazionale.
Germania (AAA)
Accanto a Finalndia, Lussemburgo e Paesi Bassi, tra i virtuosi d’Europa, il 12 luglio S&P ha riconfermato la tripla A alla Germania con outlook stabile. Il voto più alto indica l’ottima capacità che il Paese ha di far fronte agli impegni finanziari contratti. Le finanze pubbliche della Germania continuano ad essere forti «dando l’idea di poter resistere ad eventuali choc economici e finanziar» secondo quanto scritto nella nota valutativa. La più grande economia europea è riuscita a sfuggire alla profonda recessione che ha investito in pieno gli altri paesi dell’eurozona dal 2008, anche se il protrarsi della crisi nella zona euro potrebbe colpire anche la Germania. La crescita tedesca nel 2012 è stata solo dello 0.1% nel primo trimestre 2013: gli analisti di S&P hanno previsto una crescita costante dello 0.4% per l’anno corrente, e sebbene modesto, un tasso di crescita all’1% nel medio periodo, fino al 2016. Nel rapporto pubblicato dall’agenzia di rating sul giudizio dell’economia tedesca si legge che «la Germania ha grande capacità di assorbire grandi choc economici e finanziati». Secondo S&P l’economia tedesca è moderna, altamente diversificata e competitiva, ed applica scrupolosamente politiche di bilancio statale prudenti e disciplinate, volute fortemente dalla cancelliera Angela Merkel.
Cipro (CCC)
Fanalino di coda europeo è Cipro con la tripla C che rientra nel grado di non investimento -speculative grade- cioè il Paese non riesce a far fronte agli obblighi assunti. L’acquisto delle obbligazioni di Cipro è fortemente sconsigliato. A fine giugno il rating delle obbligazioni cipriote è stato nuovamente declassato a causa di un peggioramento dell’economia. Il ministero delle finanze ha annunciato che avrebbe sostituito un miliardo di euro di bond in scadenza all’1 luglio 2013, con nuovi titoli di stato in scadenza a lungo termine. Sono state rilasciati 5 tipi di obbligazioni con scadenze da 6 a 10 anni, nel quadro del programma di aggiustamento economico voluto dall’Unione europea e dal Fondo monetario internazionale.