spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

lunedì 29 luglio 2013

ABBATTERE IL PIL

Crisi: per uscirne, "stampare denaro e aggirare trattati"

di: Daniele Chicca  pubblicato il 23 luglio 2013









NEW YORK (WSI)

Si accende il dibattito tra liberisti e keynesiani su come abbattere il debito pubblico italiano, giunto ieri sopra la soglia limite dell'insolvibilità del 130%, e rilanciare un'economia anemica, in recessione da ormai sei trimestri consecutivi. 

Secondo l'economista e giornalista Piergiorgio Gawronski in Europa siamo sotto il dominio dell'asse Draghi-Merkel-Bisin (con quest'ultimo inteso come sineddoche dell'elite di economisti liberisti), il cui scopo e' ridurre il ruolo dello stato nell'economia o forse "difendere un loro sistema di pensiero con cui hanno fatto carriera". 

Le politiche contradditorie degli economisti neoliberisti e dei fautori dell'austerity sono state smentite dagli eventi degli ultimi cinque anni, secondo l'ex consulente economico presso la Presidenza del Consiglio. Per uscire dalla crisi l'Eurozona dovrebbe invece stampare denaro, oppure ricorrere a una soluzione "a velocita' giapponese". Per farlo occorrerebbe pero' approfittare di una falla presente nei Trattati.

Obiettivo numero uno dovrebbe essere iniettare liquidita' nel sistema non per finanziare le banche, bensi' la spesa pubblica. Tokyo ha registrato un rialzo del Pil che continua ancora oggi grazie alle politiche monetarie eterodosse. Quella e' la via maestra, secondo i keynesiani: "E' quello che diciamo da cinque anni noi economisti keynesiani: si puo' uscire stampando denaro per alimentare la domanda". 

L'opinione di Gawronski, che scrive per Il Fatto Quotidiano, Corriere della Sera e Il Sole 24 ore, circa le soluzioni all'emergenza debito si discosta nettamente da quella dell'economista Alberto Bisin, intervistato da WSI. "L'unica cosa in cui sono d'accordo e' che vendere il patrimonio pubblico non serve a nulla, puo' fare solo danni". 

La causa della crisi, secondo il neoliberista Bisin, viene dai problemi di offerta e quindi la soluzione va ricercata nelle riforme strutturali, meno spesa pubblica e un altro tipo di austerita'. Ma in realta' "le spese correnti sono calate", fa notare Gawronski citando i dati ufficiali. "Non e' vero che continuano ad aumentare. Al netto degli interessi la spesa e' scesa di circa oltre 20 miliardi dal 46,5% al 45,5%" (fonte Ministero Economia e Finanze).

"Ora ha cambiato idea e dice che la causa della recessione e' la depressione della domanda, con cui siamo d'accordo". Il crollo dei consumi e della domanda dal crac di Lehman e' sotto gli occhi di tutti. La soluzione che offre Bisin, tuttavia, ha lasciato "basito" Gawronski.

L'ex candidato alle primarie del PD nel 2007 si lamenta di essere considerato come una sorta di rivoluzionario - o reazionario, a seconda dei punti di vista - mentre "la mia posizione rispecchia le politiche del presidente statunitense Barack Obama".

Per enunciare la sua teoria Gawronski cita i casi di tre paesi come Usa, Spagna e Regno Unito che nel 2008 erano nella stessa situazione, alle prese con una crisi immobiliare. L'America ne e' uscita meglio grazie all'iniezione di liquidita' nel sistema monetario. "E' un problema di domanda, non di offerta: nessuno compra". La loro ricetta (dei neoliberisti, NdR) e' dunque "in contraddizione con la diagnosi della crisi". 

Quanto al debito pubblico che continua a gonfiarsi, "l'aumento e' dovuto alla recessione. Loro si basano su modelli neoliberisti che prevedono che la caduta della domanda sia sempre a breve termine e si risolva da sè" (come spiega bene anche Bisin nell'intervista). "Ma sono passati cinque anni e la ripresa della domanda non si vede". 

"Bisin chiede ancora austerity, ma questo va contro l'evidenza empirica". 

WSI: C'e' austerita' e austerita': i tagli alla spesa potrebbero essere in principio curativi, secondo l'economista della New York University.

"Si, ma solo in piena occupazione. In tempi di recessione bisogna fare il contrario di quello che dice Bisin. Le tasse sono distorsive dell'offerta, ma oggi non c'e' questo problema. 

WSI: Come curerebbe i problemi strutturali dell'Italia, perche' possa arrivare a un ripianamento delle finanze pubbliche a lungo termine? Svendita patrimonio, cessione riserve auree, patrimoniale?

PG: E' molto pericoloso svendere patrimonio pubblico. Usare le riserve auree sarebbe invece una idea drammatica, perche' entra in un meccanismo della banca centrale e lo sconvolge. E io sono a favore di soluzioni estreme.

WSI: Cosa intende quando parla di una soluzione di uscita dalla crisi ‘a velocità giapponese’? Qual e' il vuoto clamoroso nei Trattati europei di cui approfittare a cui fa riferimento? 

PG: Sui Trattati, e' meglio non aprire la porta a delle idee che vanno realizzate a sorpresa e quindi preferisco non essere esplicito e spiegare quali sono i buchi presenti nei Trattati. 

Tokyo stampa moneta e la usa non per alimentare il circuito finanziario, come fa la Bce, bensi' per finanziare spesa pubblica. Da quando ha adottato questa politica, il Pil e' schizzato al rialzo e continua a crescere. E' quello che diciamo da cinque anni noi economisti keynesiani: si puo' uscire stampando denaro per alimentare la domanda. 

WSI: Draghi questo pero' non lo fara' mai, perche' ha le mani legate dalla Germania.

PG: Le teorie liberiste sull'inflazione della Germania avremmo dovuto capire da tempo che non servono a nulla.