spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

mercoledì 18 settembre 2013

FUKUSHIMA LE RADIAZIONI SI DISPERDONO NELL'OCEANO

Fukushima, incubo infinito: acqua radioattiva in mare


Scritto il 13/8/13 



Ora a Fukushima il quadro della grande onda radioattiva è chiaro. Tragicamente chiaro. L’Agenzia di Regolamentazione Nucleare, che fa capo al governo giapponese, ha dichiarato che si è prodotta una situazione di emergenza per il rilascio di acqua radioattiva nell’Oceano Pacifico. Si è anche capito perché l’acqua contaminata finisce in mare. La Tepco, la società proprietaria della centrale nucleare in triplice meltdown dal marzo 2011, ha avuto circa un mese fa l’ideona di bloccare le perdite di acqua fortemente radioattiva provenienti dai sotterranei allagati iniettando in profondità nel suolo una barriera di sostanze solidificanti ed imperbeabilizzanti. L’acqua radioattiva si è accumulata contro questo “muro” di contenimento, l’ha rotto e/o bypassato ed ora, oltre a riversarsi in mare, minaccia di traboccare anche verso l’alto e di trasformare rapidamente in una palude il terreno attorno a Fukushima.
Come pensa di rimediare la Tepco? Con altre iniezioni di sostanze solidificanti per creare una seconda barriera un po’ più vicino al mare. C’è Fukushimapoco da ridere: è proprio così. Intanto la già alta radioattività nell’acqua della falda sotterranea attorno a Fukushima è ulteriormente aumentata di 47 volte in cinque giorni. L’Agenzia di Regolamentazione Nucleare ha da poco tempo deciso di giocare un ruolo attivo nella crisi di Fukushima e ha chiesto alla Tepco di pompare via l’acqua per prosciugare il “lago” sotterraneo accumulatosi contro il muro di contenimento. Tuttavia – e qui intervengo io – non è mica una cosa tanto semplice. Dove mettere tutta quell’acqua, cosa farne? La Tepco è già in difficoltà e a corto di spazio perché deve ininterrottamente estrarre dai sotterranei della centrale l’acqua di falda, che vi penetra al ritmo di 400 tonnellate al giorno. Ovviamente quando questa acqua trova una via per infiltrarsi nel suolo porta con sé la radioattività che si propaga nella falda sotterranea e di lì all’oceano, sulle cui rive sorge l’impianto. Dovesse mai anche prosciugare il “lago” sotterraneo, il già difficile problema di stoccare l’acqua contaminata diventerebbe ancor più arduo.
Intanto ieri la Tepco ha diffuso i risultati delle analisi su un campione d’acqua di falda prelevato da un pozzo che si trova fra il reattore numero 1 e il mare. Rispetto alle precedenti analisi, effettuate il 31 luglio nello stesso luogo, la radioattività è salita a 56.000 becquerel al litro: è cioè aumentata di 47 volte. La radioattività nell’acqua di falda sta velocemente aumentando da alcune settimane. L’Agenzia di Regolamentazione Nucleare ha ordinato alla Tepco di rendere più frequenti le analisi sia sull’acqua di falda sia su quella del mare. Le autorità locali di governostanno cominciando a preoccuparsi sul serio: il viceprefetto di Fukushima ha chiesto per iscritto all’Agenzia di Regolamentazione Nucleare che il governo intervenga direttamente nella gestione della crisi (leggi: che la Tepco sia completamente esautorata) e ha affermato che alcune azioni decise dalla società hanno in realtà aumentato il rischio di nuove perdite radioattive. Probabilmente l’idea di realizzare un secondo muraglione impermeabile sotterraneo più vicino al mare lascia alquanto perplesso anche il viceprefetto.
(Maria Ferdinanda Piva, “La radioattività va nell’oceano, Fukushima è ufficialmente in situazione di emergenza”, da “Blogeko” del 6 agosto 2013).