spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

martedì 17 settembre 2013

STIAMO AFFRONTANDO UN DISASTRO EPOCALE

Grillo e l’alternativa all’ultimo mangime per polli: Renzi





«Caro Giulietto, perché non ti unisci a Beppe Grillo? In fondo la pensate allo stesso modo, e l’unione fa la forza». Appunto, replica Giulietto Chiesa su “Megachip” a un lettore del suo spazio Facebook, Christian Bata Batildi: proprio perché non basterebbe neppure il 51%, come disse Berlinguer dopo il golpe in Cile, serve un’alleanza più vasta del 25% di Grillo: «Troppo forte è il nemico e lo sono i mezzi che ha a disposizione, nazionali e internazionali: guai a sottovalutare la forza dei Padroni Universali e dei loro maggiordomi locali». Tra essi primeggia il sindaco di Firenze: «Che qualcuno possa seguire addirittura con stima e attenzione le sorti del signor Renzi, conferma solo l’inveterata abitudine di una parte degli italiani a fare la parte dei polli», taglia corto sempre su “Megachip” Paolo Bertolini. «Se la nuova politica passa di qui siamo finiti». Eppure, è proprio su Renzi che sono puntati, ogni giorno, i riflettori dei media. Mentre l’Italia sta affrontando un disastro epocale, senza via d’uscita.
Avvertenza: il paese va in pezzi, paralizzato dalle sempiterne vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi, «con un Napolitano garante di tutti i poteri forti e allergico alla sovranità del popolo». Sovranità che, ricorda Bartolini, «dovrebbe esercitarsi sulle basi proprio di quella Costituzione che alcuni vorrebbero stravolgere». E attenzione: a livello planetario assistiamo ad un passaggio storico di inaudita importanza, «laddove l’egemonia angloamericana perde colpi e rivela – qualsiasi cosa accada nelle prossime settimane – di aver ormai preso una china declinante inarrestabile». Ebbene, in mezzo a questa drammatica situazione, che meriterebbe «considerazioni politiche di alto livello, degne della Transizione che l’intera umanità sta iniziando ad attraversare», l’agenda politica italiana propone per il presente il mesto spettacolo del governo Letta, mentre per il futuro non c’è che Matteo Renzi, ovvero il Nulla.
Matteo Renzi«Dinnanzi a quel viso che strapperebbe schiaffi a Gandhi, alle sue uscite da rottamatore fuori tempo massimo, al monte di sciocchezze dette in questi anni su Marchionne, sui referendum dell’acqua e su qualsiasi altro tema potesse incidere sulla vita reale dei lavoratori e dei cittadini», Bartolini rivendica il diritto di disinteressarsi totalmente ai destini di «questo sindaco in libera uscita», considerandolo «l’ennesima truffa ai danni non solo dell’elettorato masochista del Pd, ma di tutta la democrazia rappresentativa italiana». Un paese piegato ai diktat della casta mondiale finanziaria: non una parola, da Renzi, sull’origine dei nostri problemi. Dunque, le “soluzioni” del futuro leader Pd sono soltanto slogan, che sarebbero ridicoli se lo scenario non fosse drammatico. Attorno, il niente assoluto. Con un’unica eccezione, il “Movimento5 Stelle” – che, riconosce Chiesa, «è oggi l’unica, decisiva, forza di opposizione». Problema: «Pensare di sconfiggere, da soli, tutti gli altri è un errore. È tutto molto semplice da capire, basta fare una Giulietto Chiesagiusta valutazione dei rapporti di forza. Beppe Grillo sembra non capire questa elementare verità».
Presidente del laboratorio politico “Alternativa”, nato per fare da ponte tra le forze disgregate dell’elettorato critico verso una possibile piattaforma comune, Giulietto Chiesa rispetta il programma grillino (anche se non lo condivide al 100%) e ha avanzato a Grillo una proposta chiara: un governo-ombra, per raffinare idee-forza da opporre alla narrazione ufficiale offerta dai “maggiordomi” italici, da Letta a Renzi. In pratica, si tratta di intavolare «consultazioni con una serie di personalità, fuori dai partiti, dotate di competenze essenziali». Figure «non ricattabili, moralmente al di sopra di ogni sospetto», capaci di tenersi pronti anche a prendere in mano l’Italia «in caso (assai probabile) di collasso del sistema politico». Idee e persone per un governo democratico della crisi. «Un’alleanza tra forze diverse (non intendo tra queste includere alcuno dei partiti esistenti) implica l’accettazione delle differenze e la definizione dei punti di convergenza», ribadisce Chiesa. «Un’alleanza non è un matrimonio indissolubile, ma può consentire di fare un tratto di cammino comune con altri». Poi si vedrà, ma intanto «sarà stato fatto un passo avanti». Altre opzioni non esistono. C’è solo il buio, illuminato dai media coi riflettori puntati sul replicante di turno, impegnato nel solito numero: fare spettacolo, per distrarre il pubblico.