spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

venerdì 28 giugno 2013

LAVORO- i nuovi schiavi

I nuovi schiavi e il segreto di Pulcinella

Di Giorgio Venturi

Se in passato erano i lavoratori provenienti dal sud a colmare le esigenze di cui la costa adriatico romagnola necessitava, oggi, con l’apertura delle frontiere, sono gli stranieri ha sostituire in gran parte i “vecchi schiavi”, perpetrando così uno sfruttamento che dura da più di 30 anni. Il cosiddetto segreto di Pulcinella, dove tutti vedono, tutti sanno ma dove il tempo dei diritti dei lavoratori continua a rimanere fermo a fine 800. Il sistema dello sfruttamento lavorativo degli stagionali in Romagna è infatti endemico, chiunque nasca qui lo respira come fosse ossigeno al punto da interiorizzare perfino sensi di colpa al sol pensare di rimanere a casa per malattia o infortunio, al punto da considerare un privilegio il giorno libero e una sigla insignificante il tfr a fine stagione. Tutto ciò perché convinti che tutto sommato la paga è buona anche perché attraverso l’assegno di disoccupazione, maturato dopo 78 giornate lavorative che ti garantiscono poi nell’anno nuovo il 40% della busta paga, il salario estivo sarà integrato e che in fin dei conti conviene ingoiare la pillola amara. Gli orari sono massacranti, si arriva fino a 70-80 ore alla settimana, senza giorno libero, spesso in condizioni di vitto e alloggio mediocri per una paga oraria che si aggira sui 4-5 euro all’ora. Di conseguenza la professionalità è diventata un optional il cui costo, di fronte a tali opportunità, non risulta vantaggioso. Con l’arrivo dei nuovi schiavi, il sistema continua la sua folle corsa verso il passato, corsa che allontana sempre di più i diritti più basilari dei lavoratori in una regione che però paradossalmente, è rossa e da sempre.