spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

sabato 29 giugno 2013

Mosca sta portando avanti un preciso piano di indebolimento dell’unità europea


il G8 e la nuova strategia russa in Europa.






Mentre l’attenzione dei media mondiali era puntata sulla posizione pro-Assad della Russia e sui conseguenti dissidi con gli USA, la diplomazia russa ha usato il G8 per perseguire il proprio obbiettivo strategico primario e di lunga durata: legare a sé i paesi europei tramite le forniture di energia.

Oggi la Russia è forte non solo perché è una fonte importante di investimenti, risorse e know-how tecnico, ma perché stringe accordi economici strategici e acquista aziende in difficoltà in Europa. Mosca si concentra soprattutto sull’Europa Centrale e Orientale, ma anche sugli attori principali della politica europea, i decisori delle dinamiche in corso nel Vecchio Continente.
La Russia sa che non può agire in modo troppo aggressivo né troppo apertamente, in quanto qualsiasi sua mossa in Europa può esser percepita come un tentativo di ricreare gli schemi della Guerra Fredda e del controllo sovietico sulla regione. La Russia porta avanti con calma e cautela le proprie strategie, e quasi è contenta di essere presentata dai media come un gigante debole.
La Russia sta rinnovando una serie di accordi energetici in Europa, offrendo condizioni vantaggiose: ha ridotto del 10% il prezzo del gas naturale e potrebbe ridurlo di un ulteriore 7-10% nei prossimi mesi. A una prima analisi, la Russia potrebbe apparire debole e costretta a stringere accordi di questo tipo per arginare la concorrenza di altri paesi produttori. In realtà con questi accordi la Russia sta legando molti paesi con contratti a lungo termine, a prezzi mediamente più alti rispetto a quelli di alcuni anni fa.
Inoltre la Russia sta rilevando molte società in Europa Centrale e Orientale: non si tratta di imprese statali importanti, ma piuttosto di aziende secondarie e società di comodo, per non attirare troppo l’attenzione. Ma il risultato è comunque una forte presenza russa nell’economia.   
C’è di più: la Russia sta stringendo accordi in paesi strategici meno “russofobici” perché lontani dalle sue frontiere. Poco prima del G8 la Russia ha firmato un accordo per la costruzione di centrali nucleari nel Regno Unito, storicamente appannaggio della Francia. Questo accordo segue una serie di investimenti del colosso inglese BP nel settore energetico in Russia: la società inglese ha rilevato una parte dell’impresa petrolifera statale Rosneft e ha avviato vari progetti in tutto il paese. Una delegazione russa è stata recentemente in Francia per discutere di maggiori investimenti russi nella società Total. Infine la Russia ha organizzato il Forum Economico di San Pietroburgo, visitato da Angela Merkel con uno stuolo di imprenditori tedeschi.
Mosca sta portando avanti un preciso piano di indebolimento dell’unità europea, soprattutto lungo i propri confini, tramite accordi strategici con importanti paesi europei e acquisizioni di società in Europa Centrale e Orientale. La Russia non vuole che i media mondiali si interessino troppo a questo progetto, preferisce che parlino invece di Siria, questione tutto sommato di interesse secondario per Mosca.