spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

mercoledì 26 giugno 2013

un malato terminale

UNA SOCIETA’ IN FASE TERMINALE

di Gianni Tirelli

Guernica (Picasso) 


La nostra attuale condizione è, per similitudine, la stessa di un malato terminale che dopo avere trascorso la vita fra i micidiali miasmi del Sistema, si è beccato una patologia incurabile e degenerativa (la sindrome da Sistema), e un’equipe certificata di luminari della scienza, intorno al suo letto di morte di un ospedale svizzero all’avanguardia, descrivesse punto dopo punto le cause scatenanti la sua drammatica condizione, cominciando a elencare, “l’aggiotaggio, le scie chimiche, l’inquinamento, le speculazioni finanziarie, i titoli tossici, cospirazioni, complotti, l’effetto serra, l’alimentazione, l’elettromagnetismo” e, via via, tutta quell’infinita lista di crimini legalizzati che caratterizzano l’attuale stato delle cose, e prodotto la malattia.

“Non ci sono cure”, affermano in coro i cervelloni!!

Il malato, a questo punto, incredulo e smarrito, lui, che nel Sistema avevamo riposto ogni speranza, vorrebbe saperne di più e, spinto da un irrefrenabile bisogno di capire, comincia ad informarsi su tutto ciò che in un modo o nell’altro possa avere compromesso la sua salute! E’ a tal punto preso da questa smania fobica, che non trova più il tempo ne per mangiare e ne per dormire. E’ sempre più debole e sempre più depresso dall’inutile e spasmodica ricerca, dove ogni delucidazione di merito, chiarimento e spiegazione, ha peggiorato ulteriormente il suo stato confusionale, e spento gli ultimi, residui di volontà.

La verità Vera, cari signori, sta il fatto, che noi, in quell’ospedale non ci saremmo mai dovuti entrare ne tanto meno metterci nelle mani di quei “venerabili maestri” dell’imbecillità umana al soldo del Sistema.
La sola cosa giusta da fare era di ascoltare le ragioni profonde del nostro cuore, in attesa di una risposta semplice, banale, che non avrebbe tardato ad arrivare, rendendoci consapevoli e salvandoci la vita. In parole povere, “mollare per sempre il Sistema a se stesso!!!”
Così, non c’è più niente da comprare, da consumare, niente su cui investire, niente da dire, a cui credere e in cui sperare. Quale politica, quali manovre, quali beni di rifugio!!
La politica, cari amici lettori, è finita da tempo, svuotata di ogni suo significato, messa a tacere per sempre, fagocitata dagli stomaci senza fondo del Sistema Economico che, come buchi neri, travolgono nel loro vortice le nostre vite.

Perché le cose cambino per il meglio, l’umanità deve risalire velocemente la china di questo baratro, e finalmente “con i piedi per terra”, recuperare i valori etici, i principi e i parametri imperituri che, da sempre, hanno contraddistinto l’essere umano.
Questo, oggi, è il vero significato etimologico del concetto di crescita. E quella che spudoratamente persistono nel definire, una “Crisi”, in verità è la fine di un’epoca – di un processo necrofilo al termine della sua degenerazione