spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

mercoledì 3 luglio 2013

BASILICATA-Facevano la cresta sulla mensa dei bimbi

Facevano la cresta sulla mensa dei bimbi
Tra gli indagati anche il sindaco di Lagonegro
di LEO AMATO.


il sindaco di Lagonegro

Frode scoperta dalla Procura di Napoli e da Woodcock: quarantacinque indagati, tra i quali Domenico Mitidieri, accusato di corruzione. Intercettati altri undici tra primi cittadini  e assessori di Lauria, Maratea, Montemurro, Moliterno, Rapolla, Rivello, Ruvo e Senise.









POTENZA - «Tiene bisogno, sta venendo tutti i giorni da me, è cuoco e vedi di vedere di farmelo lavorare!»
Si rivolgeva così Domenico Mitidieri al responsabile legale della Puliedil srl, la ditta napoletana che fino a marzo di quest'anno ha gestito l'appalto delle mense del "suo" comune. Senza averne i requisiti, per gli inquirenti della procura partenopea. Così per entrambi l'accusa è di corruzione, e ieri mattina è scattata una perquisizione per il primo cittadino di Lagonegro, che è proseguita anche negli uffici del Comune. Mentre al suo interlocutore è stato notificato il divieto di allontanarsi dalla sua città.

Facevano la "cresta" spacciando ai bimbi delle scuole dell'obbligo il Grana per Parmigiano, filetti di platessa per sogliole, carne e pane surgelati per freschi, polpette da 70 grammi per 130. Tanto nelle amministrazioni per cui prestavano servizio spesso avrebbero trovato persone disposte a chiudere un occhio, purché al momento di assumere personale si lasciassero suggerire il raccomandato di turno. Qualcosa del genere sembra essere successo anche a Lagonegro, dove il sindaco e candidato in pectore alle elezioni per il rinnovo del consiglio regionale, è finito nella rete tesa dal pm Henry John Woodcock, che appena arrivato a Napoli, 3 anni fa, ha ritrovato un fascicolo che aveva già incontrato quand'era ancora in servizio a Potenza. E ogni tanto si prestava come rincalzo per i colleghi della procura sulla Valle del Noce.

Con lui a febbraio del 2010, mentre i carabinieri del Nas recuperavano gli atti delle gare vinte dalla Puliedil in varie località in Campania e Basilicata, sono state intercettate altre 11 persone tra sindaci e amministratori del potentino: Giacomo Reale di Lauria, Mario Di Trani e Gerarda Giosa di Maratea,  Mario Di Sanzo di Montemurro, Michele Sonnessa di Rapolla, Antonio Manfredelli di Rivello, Donato Carmine Romano di  Ruvo del Monte, Giuseppe Castronuovo di Senise, e Angela Latorraca e Domenico Mastrangelo di Moliterno. Ma se per loro sembra che non siano emersi elementi compromettenti, a meno di atti ancora coperti da segreto istruttorio, quello di Lagonegro sarebbe diventato subito un caso, grazie alla "soffiata" dell'ex assessore Andrea Acquarulo (anche lui come gli altri finiti sotto controllo ad oggi non risulta iscritto tra gli indagati) al responsabile della ditta Stefano Summa, lo stesso a cui si rivolgeva anche il primo cittadino. Acquarulo lo avrebbe avvisato dell'arrivo dei militari in Comune. E tre mesi dopo, quando i registratori erano stati già spenti per tutti tranne che per gli amministratori della Puliedil, la voce di Mitidieri è finita sui nastri per intimare l'assunzione di un disoccupato come cuoco. Poi puntualmente avvenuta.

«Sulla base del consolidato orientamento giurisprudenziale - scrive il gip Pasqualina Laviano - anche l'assunzione e l'impiego da parte di un imprenditore aggiudicatario di un determinato appalto pubblico di lavoratori, dipendenti segnalati dal rappresentante della pubblica amministrazione-stazione appaltante dell'appalto medesimo rientri senza dubbio alcuno nella nozione codicistica di "utilità" a cui fanno riferimento le norme contenute negli articoli 319 e seguenti del codice penali (corruzione, ndr). Invero tale ultima circostanza assume connotazioni di eclatante evidenza nei casi di specie e ciò dal momento che gli stessi soggetti interessati evidenziano e pongono in risalto lo stretto nesso di corrispettività - ovvero di vera e propria sinallagmaticità - tra le suddette assunzioni e i favori erogati dai pubblici ufficiali coinvolti».

A Lagonegro, in particolare, il sindaco in persona è accusato di aver chiuso un occhio in cambio dell'assunzione di «persone da lui segnalate» sul fatto che alla Puliedil mancasse un requisito «inderogabile» stabilito dal bando di gara. La ditta avrebbe dovuto avere «almeno due automezzi da adibire al trasporto dei pasti muniti dei requisiti sanitari». Ma al posto delle prescritte autorizzazioni sanitarie l'amministrazione avrebbe preso per buona un'autocertificazione dove venivano indicati due numeri di targa, identica in tutto e per tutto, quindi anche i numeri di targa degli automezzi, a quella presentata in un altro comune, Casamicciola, sempre per la gara mense 2009/2010.

Anche lì la Puliedil si sarebbe aggiudicata l'appalto. E anche lì il sindaco risulta indagato per  corruzione, assieme a un assessore, per essersi fatto promettere l'assunzione di «persone a loro conoscenza». Come il cuoco Nicola Falabella «sebbene - scrive il gip  - costui non fosse neppure in grado di assolvere alle proprie mansioni».


fonte http://ilquotidianodellabasilicata.it/news/cronache/714238/Mense-truffate--Quarantacinque-indagati.html

info: http://www.nuovadelsud.it/potenza-e-provincia/potenza-e-provincia-news/provincia/3167-mense-e-affari,-indagato-anche-il-primo-cittadino-di-lagonegro.html