spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

martedì 16 luglio 2013

chiediamo all’Europa?

Barnard: ricattati dall’Ue, non osate ricostruire l’Aquila


Scritto il 15/7/13 

Trovo un po’ fuorviante buttare l’accento sul “chiediamo all’Europa”: all’Europa non si può chiedere niente, è retta da un sistema di tecnocrati che hanno fatto trattati per cui lo Stato italiano è oggi completamente esautorato da qualsiasi decisione. Lei, Fassina, cita il Fiscal Compact, e cita precisamente l’articolo 3 – parte 1, comma C – dove viene previsto un possibile allentamento dei parametri di riduzione del deficit, se succede qualcosa. Lo prevede nel breve termine e pure nel medio termine: vuol dire che – per L’Aquila – bisognerebbe ripagare questo esborso in poche settimane o pochi mesi, ritrovando i fondi per ripianarlo. Quindi, all’Europa non si può chiedere niente. Il problema è che voi non ne avete il coraggio. Cioè: la politica italiana non ha coraggio. Ma perché non avete coraggio, mentre invece gli altri ce l’hanno? La Germania ha avuto un coraggio indecente quando ha chiesto la parificazione del marco – uno a uno – con la Germania dell’Est, che è stato come se l’Europa avesse permesso alla Germania un’espansione del deficit di migliaia di miliardi.
L’hanno fatto, gliel’hanno concesso – Mitterrand gliel’ha concesso. E la Francia, pochi mesi fa, ha sforato il deficit di bilancio di 20 miliardi di euro, per concedere crediti d’imposta alle sue aziende, che stanno affondando. L’hanno fatto, se ne sono fregati, hanno avuto il coraggio di farlo. La Germania, nello stesso periodo – due settimane dopo – ha votato uno sforamento del deficit di bilancio di 6,4 miliardi di euro, per dare sgravi sui contributi in busta paga alle aziende tedesche. Perché noi viviamo in questo governo paralizzato dal terrore di andare contro la Germania? Io l’ho vista, Fassina, in televisione, dire: «Noi non possiamo». Lei aveva una faccia terrorizzata – credo che fosse da Santoro, o da Paragone. Viviamo in una condizione per cui questo governo italiano si è tolto completamente qualsiasi sovranità, e l’ha fatto firmando Trattato di Maastricht, Fiscal Compact, Europack, Six Pack, Correcting Banking Economic Balances, Excessive Deficit Procedure. E l’ha firmato il Pd, in Parlamento.
Stefano FassinaNoi non abbiamo più nessuna sovranità di bilancio: l’Italia deve consegnare la legge di bilancio alla Commissione Europea prima ancora di consegnarla al Parlamento italiano. Allora, a questo punto: se non abbiamo il coraggio di dire “noi queste cose le facciamo, punto e basta” – cioè (nel caso della ricostruzione dell’Aquila) vuol dire tornare al ministero, parlare col suo dirigente, e dire: “Guardate, o tiriamo fuori questi soldi per L’Aquila, oppure zero… Dobbiamo avere il coraggio di farlo, punto: 5,5 miliardi per L’Aquila rappresentano uno sforamento dello 0,3% sul debito pubblico italiano. E non stiamo neanche a chiedere di fare un vero sforamento: in base alle proposte avanzate da Warren Mosler, stiamo a chiedere di permettere uno sforamento solo virtuale, perché il governo garantirebbe questi soldi conMassimo Cialente, sindaco dell'Aquilacrediti d’imposta, che poi ritorneranno al governo in venti, trenta o quarant’anni.
Quindi, addirittura, noi dobbiamo dire all’Europa: noi lo facciamo, punto. E lo facciamo sforando dello 0,3% il debito pubblico italiano, con uno sforamento che è virtuale – non è neanche uno sforamento vero. Dico, non abbiamo neanche il coraggio di fare una roba del genere? Allora, se non c’è il coraggio di fare una cosa del genere quando gli altri fanno le cose che ho appena detto, allora è inutile anche parlare di politica, avere un vessillo, è inutile dire “siamo un partito”, è inutile anche dire “siamo un paese”. Qui bisogna ritornare a essere un paese. Ricominciare da qua, da L’Aquila, da una catastrofe naturale: onoriamo i 308 morti, noi siamo un paese. Ci vuole uno scatto di dignità.
(Paolo Barnard, intervento pronunciato il 12 luglio alla festa del Pd a L’Aquila di fronte al viceministro Stefano Fassina, presenti anche l’ex conduttore del Tg1 David Sassoli, ora capogruppo Pd al Parlamento Europeo, e il sindaco aquilano Massimo Cialente).