spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

sabato 6 luglio 2013

GEOPOLITICA - lo scoppio della terza Guerra mondiale

Come capire i profondi cambiamenti geopolitici mondiali

Valentin Vasilescu Réseau International - 3 luglio 2013
987-MackinderBriesemeisterParliamo sempre dell’imminente scoppio della terza Guerra mondiale, derivante da focolai latenti in Medio Oriente ed Estremo Oriente. Ma nessuno spiega chi li crea, a vantaggio di cosa e soprattutto come appaiono? E’ necessaria una breve introduzione alla geopolitica per capire le cause dei cambiamenti nell’evoluzione umana che abbiamo menzionato nell’ultimo articolo. Nel 1904, Halford John Mackinder pubblicò per la Royal Geographical Society il concetto geostrategico chiamato teoria dell’Heartland, preso e adattato, dopo la seconda guerra mondiale, dagli Stati Uniti. Questa dottrina è ora la base della politica estera degli Stati Uniti e porta con sé i germi della continua aggressione militare in tutto il mondo. Secondo la teoria di Mackinder, la superficie della Terra è suddivisa come segue:
1. La culla della Civiltà (Isola-Mondo) considerata la principale struttura geografica che comprende tre continenti collegati tra loro: Europa, Africa e Asia. E’ l’area più grande, più popolosa, più ricca di risorse e assai accessibile via terra.
2. L’elemento chiave della culla della civiltà è il suo Perno (Heartland), delimitato ad ovest dal delta del Volga, sul Mar Caspio, e ad est dalla sorgente del fiume Yangtze, tra le montagne del Tibet. Da nord a sud, si estende dall’Oceano Artico all’Himalaya. Qui si concentra il 60% delle risorse del pianeta: i minerali, l’acqua, suolo fertile, foreste. Le dimensioni e la posizione centrale del Perno sono punti chiave che ne hanno fatto la Culla della civiltà. Notiamo anzitutto che questa articolazione si sovrappone all’ex-URSS (tranne la penisola della Kamchatka).
3. Il Perno della Culla della civiltà è circondato da una periferia semicircolare interna rappresentata da Europa, Nord Africa, penisola arabica, India, Indocina e Cina. Mackinder considera queste periferie semicircolari come una cintura di sicurezza al confine, focalizzando i conflitti militari, compresi quelli attualmente generati dagli Stati Uniti nel loro desiderio di accedere alle leve di comando del Perno.
4. La seconda struttura geografica secondo quanto identificato da Mackinder, è costituita dalle isole britanniche e dal Giappone. Il loro valore geopolitico era secondario.
5. La terza struttura geografica secondo Mackinder comprende ciò che chiama le isole della periferia remota: Nord America, Sud Africa e Australia. A causa del loro isolamento, la struttura non aveva valore geopolitico.
Nel 1945, gli USA furono l’unica nazione a uscire rafforzata dalla seconda guerra mondiale. Avendo   le forze armate più grandi e avanzate del momento, gli Stati Uniti ebbero come obiettivo, fin dal primo giorno della pace, di divenire l’unica superpotenza del mondo. Questo obiettivo poteva essere raggiunto solo con la conquista del Perno della Culla della civiltà, che apparteneva all’URSS. Fu l’inizio della “Guerra Fredda”, mascherata dalle diverse ideologie. Il primo passo fu la divisione dell’Europa in due parti: l’oriente dominato dall’Unione Sovietica e l’occidente occupato dagli Stati Uniti, formando un semicerchio occidentale della periferia interna di Mackinder. In seguito alla creazione dello Stato d’Israele e la decisione di super-armarlo, una piccola parte della ex-provincia araba della Palestina (che comprendeva Siria, Giordania, l’Iraq, Libano e Israele), diventerà il centro di una lunga serie di guerre arabo-israeliane. Alcuni Paesi come la Libia, l’Egitto, la Siria e l’Iraq, con il sostegno dell’Unione Sovietica, si trovano anch’essi nel semicerchio periferico interno. Per spezzare l’unità degli Stati arabi, gli Stati Uniti presero sotto la loro protezione le famiglie monarchiche della penisola arabica, dalle vaste risorse petrolifere (Arabia Saudita, Qatar, Bahrein, Emirati Arabi Uniti,
Oman e Kuwait).
Nel frattempo, gli Stati Uniti, attratti dalle sue vaste risorse petrolifere, trasformarono l’Iran (che si trova al centro del semicerchio periferico interno) nella loro principale base di operazioni per la conquista del Perno, seppure nel territorio sovietico. Fino alla rivoluzione islamica del 1979, le basi aeree iraniane ospitarono gli aerei-spia statunitensi U-2 e SR-71, e il territorio dell’Iran, come quello della Turchia, fungevano da basi per infiltrare agenti di CIA, MI6 e dell’Iran nelle minoranze musulmane dell’URSS a scopo di sabotaggio, creando nascondigli di armi e reclutando dei locali per azioni di guerriglia. Dopo il cambio di regime a Teheran, i membri del governo, i militari e i capi dei servizi segreti iraniani furono evacuati verso gli Stati Uniti e continuarono a lavorare per la CIA. Notiamo di passaggio che, dopo la caduta della cortina di ferro, Azerbaigian, Armenia, Kazakhstan, Uzbekistan, Turkmenistan, Kirghizistan, Tagikistan, situati lungo il confine meridionale del Perno, furono tra i primi ad uscire dall’ex-Unione Sovietica.
Molti sono confusi riguardo alla tragica situazione del popolo afghano, che prima affrontò l’invasione sovietica (1979-1989) e in seguito quella statunitense nel 2001 (assieme alla leggenda della CIA sulla fittizia rete di al-Qaida, la cattura di Usama bin Ladin…). Si vede facilmente che l’Afghanistan, al confine con l’Iran, è un avamposto situato nel semicerchio periferico interno dove è possibile accedere in modo relativamente facile alla zona della Culla della civiltà.
Assieme agli attacchi da occidente e dal centro, gli Stati Uniti avevano preparato un’offensiva nella parte orientale del semicerchio periferico interno, bypassando il territorio della Cina. Il risultato fu la guerra di Corea (1950-1953) che si concluse in un disastro per gli Stati Uniti, la separazione in due della nazione coreana e un focolaio di conflitti latenti per 6 decenni, finendo con una componente nucleare. Un decennio dopo, gli Stati Uniti ripresero l’offensiva nella parte orientale del semicerchio periferico interno, ma in un’altra direzione, in Vietnam e nella penisola indocinese, e con lo stesso risultato della Corea. La parte più interessante della teoria di Mackinder si riferisce al fatto che il controllo dell’Europa orientale permette di sorvegliare automaticamente il Perno e, attraverso di esso, la culla della civiltà.
Valentin Vasilescu, pilota ed ex-vicecomandante della base militare di Otopeni, laureato in Scienze Militari presso l’Accademia di Studi Militari di Bucarest, nel 1992.
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora