spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

giovedì 4 luglio 2013

La “società della tecnoutopia e dell’immagine”

Un grande schermo totalizzante e assoluto.

 
La “società della tecnoutopia e dell’immagine” genera “sogni e illusioni” per le masse, sogni e illusioni che “ammaliano”, che “incantano”, che “meravigliano”, che “stordiscono”…
Sogni, illusioni, “scenografie barocche”, scenografie “vuote” riempite da coloro che “abboccano”.
Sogni preconfezionati per tutti, illusioni, stili di vita, modi di pensare, sottoculture e tanto altro sono come scatole vuote che ci attraggono e sono riempite da noi stessi.
Chimere e magie che abbagliano miriadi di persone, riempiono la loro vita, colmano il vuoto esistenziale insito in ognuno di noi.
Ogni scenografia è ben architettata e progettata con un suotarget specifico: viaggi, beni di consumo, stili di vita, modi di essere e di pensare, filosofie di vita etc.
Oggetti ipertecnologici, computer, smartphone, tablet, televisori e quant’altro per folle di consumatori: la società della tecnoutopia e dell’immagine, espressione del sistema-società neoliberista e capitalista, ci vuole passivi, impotenti, controllabili, governabili, ci vuole tutti sulla stessa dimensione ossia quella del consumatore.
Fenomeni come l’appiattimento sociale, la desertificazione culturale e la massificazione contribuiscono a renderci tutti più “stupidi e ignoranti”, “metallo malleabile da forgiare e da plasmare”.
La “società dell’immagine” genera miti, icone, supereroi, divi e quant’altro: la società dell’immagine genera un “grande schermo totalizzante e assoluto” che non lascia alternative di scelta, non lascia scampo.
Inoltre un’opinione pubblica forte, unita ad una sfiducia smisurata per la tecnologia e l’innovazione della società della tecnoutopia ci rende tutti più controllabili, schiavi e impotenti, pedine da manovrare.
Come già detto, stili di vita, carriere professionali, modi di essere, ambizioni di successo e così via sono tutte “scatole vuote” da riempire, scelte “fittizie” imposte dal sistema-società per farci credere che siamo “liberi”.
I suddetti stili di vita, modi di fare e di pensare, modi di essere, carriere professionali, sottoculture e tanto altro sono propagandati dalla società dell’immagine e della tecnoutopia: tutto in un vortice indistricabile in cui siamo inghiottiti da un enorme buco nero che tutto fagocita.