spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

mercoledì 24 luglio 2013

un fortino assediato da tanti nemici

Visti dagli Altri – Assediato, il fortino Letta cadrà per inedia

Come se non bastassero le mine interne, ecco i tiri d’avvertimento internazionali, oltre il caso Ablyazov. L’Italia è toccata nell’immagine dal Datagate e dalla ricerca di asilo di Edward Snowden ed è pure colpita dall’arresto a Panama di Robert Seldom Lady, subito restituito agli Stati Uniti piuttosto che estradato qui da noi, dove l’ex capo centro Cia a Milano deve scontare una condanna definitiva a 9 anni per il sequestro dell’imam Abu Omar.
Il giudizio quasi costante della stampa estera è che ogni vicenda “indebolisce il Governo Letta”, che, però, è talmente debole di suo che indebolirlo ulteriormente è persino difficile. Prendiamo l’esempio che fa il Guardian, la strombazzata lotta all’evasione fiscale: l’Italia ha uno dei tassi più alti al mondo d’evasione, ma il premier si ritrova azzoppato nella sua credibilità da un ministro, Josefa Idem, dimessosi per irregolarità fiscali e dal suo ‘grande elettore’, Silvio Berlusconi, sotto schiaffo per la sentenza definitiva sull’accusa di concorso in frode fiscale nel processo Mediaset.  E il Cavaliere è pure una presenza ingombrante nel caso Ablyazov, su cui –secondo The Indipendent- pesano “le discutibili relazioni internazionali” dell’ex premier.
Eppure, c’è pure chi s’immagina che la tattica lettiana del “tirare avanti”, che non ha nulla a vedere con l’eroico “tiremm innanz” di Amatore Sciesa, possa funzionare per l’Ue e l’eurozona, che, a forza di piccoli passi, starebbe lasciandosi alle spalle la crisi. E’ la tesi shock del Wall Street Journal, che, un po’ a sorpresa, scrive: chi critica l’Unione “sottovaluta gli aggiustamenti appena realizzati”. Se lo dice il WSJ, vuol dire che rigore e sacrifici ne abbiamo davvero fatti un sacco. Persino più di quanti non ci sembra e non c’immaginiamo.