spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

mercoledì 4 settembre 2013

Il Papa: "Si alzi forte in tutta la terra il grido della pace

Guerra in Siria, accordo su bozza azione Usa: limite di 3 mesi e non truppe di terra.


I leader dei due principali partiti americani in seno alla commissione Esteri del Senato federale hanno dato parere favorevole sulla bozza di autorizzazione al presidente Usa per l'impiego della forza contro il regime di Assad. Putin: "Senza ok Onu sarebbe un'aggressione". Il Papa: "Si alzi forte in tutta la terra il grido della pace"

Guerra in Siria, accordo su bozza azione Usa: limite di 3 mesi e non truppe di terra
La bozza di intervento militare prevede un termine di massimo tre mesi (60 di missione, più un’estensione a discrezione del presidente di ulteriori 30 giorni, previo via libera del Congresso) e  l’esclusione di truppe di terra. L’estensione della missione a tre mesi avrà come condizione che cinque giorni prima della scadenza la Casa Bianca dimostri che il prolugamento dell’impegno è necessario e che il Congresso non si pronunci in senso opposto. Secondo la stampa Usa  il compromesso concordato tra il senatore democratico Robert Menendez, presidente della commissione, e il numero uno repubblicano della stessa, Bob Corker, esclude categoricamente il dispiegamento di forze terrestri.
A Obama si impone inoltre di mantenere costanti consultazioni con il Parlamento di Washington e di sottoporre alle commissioni Esteri del Senato medesimo e della Camera dei Rappresentanti una strategia precisa per negoziare una soluzione politica al conflitto siriano, ivi compresa una revisione delle varie forme di assistenza accordata ai ribelli. Quest’ultima clausola è stata richiesta da diversi esponenti politici, tra cui il repubblicano John McCain, già avversario di Obama nelle presidenziali 2008. McCain e LindsayGraham sono i primi due “falchi” repubblicani che hanno dato il loro sostegno a Obama. Che ieri ha incassato anche l’appoggio dell’ex segretario di Stato Hillary Clinton. 
Il provvedimento sarà sottoposto al voto del plenum della commissione, mentre per quello dell’assemblea nel suo complesso occorrerà attendere la ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa estiva, il 9 settembre. Anche se proprio ieri Obama aveva chiesto un voto rapido. Analogo iter dovrà essere seguito alla Camera bassa, davanti alla cui commissione Forze armate compariranno in giornata il segretario di Stato, John Kerry, il leader del Pentagono, Chuck Hagel, e il generale Martin Dempsey, capo dello stato maggiore interforze. I tre avevano avuto ieri un’audizione analoga di fronte alla commissione Esteri del Senato. Una volta che l’autorizzazione sarà stata approvata in termini identici da entrambi i rami del Congresso, andrà alla firma di Obama per la conseguente promulgazione.
Intanto il presidente russo Vladimir Putin, da sempre su posizione di prudenza rispetto all’alleato sirianonon esclude l’appoggio della Russia se fosse provata la responsabilità di Damasco nell’uso di armi chimiche e comunque solo a fronte di un’approvazione dell’intervento da parte dell’Onu. Riguardo alle armi chimiche ”ci convincerà solo lo studio molto dettagliato e profondo del problema e la presenza di prove evidenti che dimostrino chi ha usato l’arma e con quali mezzi”, ha dichiarato Putin in un’intervista al primo canale della tv statale russa. “E solo dopo la Russia sarà pronta ad agire in modo più decisivo e serio”. Tuttavia, ha precisato, “la Russia non ha intenzione di intervenire e non interverrà mai in nessun conflitto all’estero”. Putin avverte gli Stati Uniti di non lanciare un’azione militare in Siria senza l’approvazione delle Nazioni unite, perché costituirebbe un’aggressione: “Vorrei attirare la vostra attenzione su un aspetto assolutamente cruciale –  ha detto nell’intervista rilasciata ad Associated Press e alla televisione statale russa Canale 1 nella sua residenza fuori Mosca -. In linea con il diritto internazionale, solo il Consiglio di sicurezza Onu può sanzionare l’uso della forza contro uno Stato sovrano. Qualsiasi altro pretesto o metodo che possa essere utilizzato per giustificare l’uso della forza contro uno Stato indipendente e sovrano è inammissibile e può solo essere interpretato come un’aggressione”. 
L’uso della forza in Siria è al centro dei pensieri e delle parole di Papa Francesco: “Si alzi forte in tutta a terra il grido della pace” ha detto il pontefice al termine dell’udienza generale, invitando a partecipare alla giornata di preghiera e digiuno di sabato prossimo che ha raccolto già molto adesioni nel mondo cattolico ma anche nelle confessioni cristiane, dagli evangelici ai siro-ortodossi siriani, fino alle altre religioni con i musulmani italiani dell’Ucoi. Adesioni che arrivano anche dalla società civile, dalla politica, con alcuni ministri del governo Letta, e dal mondo dello sport, con la campionessa di nuoto Federica Pellegrini. Saranno con il Papa in preghiera, tra gli altri, anche i Focolarini, l’Unitalsi, le Acli, la Congregazione don Orione, Rinnovamento dello Spirito, che si aggiungono alle adesioni di Cl, Sant’Egidio, Caritas. Infine l’adesione del mondo sociale, dalla Cisl al Ceis Don Mario Picchi, a Forumsad, rete di oltre 90 organizzazioni di solidarietà che operano in tutto il mondo.