spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

giovedì 5 settembre 2013

SI POTREBBE ANDARE AL VOTO E IL PDL POTREBBE ESSERE ALL'OPPOSIZIONE

Decadenza Berlusconi, Schifani: “Pdl pronto a opposizione, ma meglio le urne”

L'ex presidente del Senato lancia l'ennesimo avvertimento, ma il Pdl non sembra compatto: "Preferibile il voto rispetto a un governo raccogliticcio". Il Pd: "La legge va applicata. Il problema è del Pdl. Se aprirà la crisi, sarà una decisione irresponsabile"

Decadenza Berlusconi, Schifani: “Pdl pronto a opposizione, ma meglio le urne”
La segreteria del Pd, ad ogni modo, per il momento pare non farsi impressionare. La partita politica è complicata, ma sul punto la posizione pare trasparente. “La legge va applicata”, è la posizione espressa dal segretario Guglielmo Epifani e condivisa dai membri della segreteria. “La nostra posizione – spiega il responsabile Economia Matteo Colaninno – è chiara: il governo deve andare avanti ma il problema sta tutto nel Pdl: se decide di aprire la crisi sarebbe una decisione irresponsabile e irragionevole”. Il capogruppo del Pd a Palazzo Madama Luigi Zanda ribadisce: “I toni del presidente Schifani sono profondamente sbagliati. La crisi di Governo non si minaccia né si evoca soprattutto in un momento come questo in cui l’Italia ha bisogno di essere governata per uscire da una crisi economica e sociale drammatica”. Il senso è anche in un altro, nel Pd: “Le questioni personali di Berlusconi non debbono avere riflessi sulla tenuta del governo”. Linea simile, peraltro, aveva espresso Benedetto Della Vedova, componente della giunta per le elezioni in quota Scelta Civica: “Schifani sa benissimo, avendo votato il suo partito la legge Severino, che quello a cui siamo chiamati non è un voto per salvare o condannare un alleato o un avversario politico. Siamo chiamati all’applicazione di una legge che è stata discussa ampiamente, vivisezionata e che è stata giudicata una conquista da tutto il Parlamento. Schifani chiede, ed è giusto tant’è che io lo farò, di ascoltare senza pregiudizio la relazione del senatore Augello. Ma il pregiudizio, politico, è quello espresso da Schifani che cerca la politicizzazione di una vicenda che non dovrebbe essere politicizzata”.
Da San Pietroburgo, dove sta partecipando ai lavori del G20, il premier Enrico Letta dribbla le domande dei cronisti su una possibile crisi dell’esecutivo: “Ci sono talmente tanti obiettivi da raggiungere in 24 ore che farei il danno dell’Italia se mi deconcentrassi dagli obiettivi che mi sono dato. Penso sia importante per tutto il Paese che io mi concentri sugli obiettivi, sui bilaterali, sugli impegni che ci siamo presi. Voglio che in questo G20 l’Italia colga tutti gli effetti positivi di essere usciti dall’alveo dei sorvegliati speciali: è l’obiettivo che sto cercando di perseguire”.
Ma la strada della crisi non è scontata, neppure nelle fila berlusconiane. Significativo l’intervento di Fabrizio Cicchitto, che in mezzo a ripetuti attestati di fedeltà verso il leader vittima “di un attacco politico giudiziario” charisce: “Guai a introdurre in un dibattito serio la nozione del traditore e del tradimento, che poi è del tutto estranea proprio alla tradizione culturale di Forza Italia”. E di “traditori” si è parlato recentemente a proposito di un gruppo di parlamentari pidiellini che sarebbero pronti alla scissione per sostenere un Letta bis o una soluzione simile, disinnescando la corsa alle elezioni anticipate minacciate da Berlusconi, che avrebbe già registrato un video messaggio sulla rotttura delle larghe intese (l’esistenza del filmato è stata poi smentita). “Il partito unito non è una sorta di caserma agli ordini di qualche caporale, ma può essere attraversato da riflessioni politiche che possono anche essere diverse”, aggiunge Cicchitto. 
Ma al netto del diluvio quotidiano di dichiarazioni, la situazione appare immobile. Oggi tocca alla senatrice Anna Finocchiaro ribadire la posizione dei democratici: ”La questione decadenza va tenuta separata dai destini del governo”, afferma in un’intervista all’Unità, perché “riguarda un reato riconosciuto da una sentenza della Cassazione. Il Pd non baratta la vita del governo con il rispetto delle leggi”. E comunque, prima di un eventuale ritorno alle urne, è “un dovere morale cambiare il Porcellum“. 
Dal fronte del governo, dal G20 di San Pietroburgo il ministro dell’Economia Saccomanni ricorda  intanto che ”l’incertezza politica è un fattore negativo” dal punto di vista della “ripresa della fiducia sulla capacità di crescita economica”.