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giovedì 20 giugno 2013

Gasdotti: l’Europa centrale sostiene il Nabucco

Gasdotti: l’Europa centrale sostiene il Nabucco


Durante il summit di Bratislava i Presidenti di Austria, Romania, Ungheria, Bulgaria e Turchia hanno inviato una lettera al capo di Stato dell’Azerbaijan per il sostegno al gasdotto dalla denominazione verdiana. Il progetto, che coinvolge anche Polonia e Slovacchia, è ritenuto necessario per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas in Europa, meglio della TAP. Come riportato dall’agenzia UPI, i Presidenti dei quattro paesi dell’Europa Centrale hanno inviato al collega azero, Ilham Aliyev, una lettera di supporto al gasdotto Nabucco.
Il Presidente austriaco Heinz Fischer ha illustrato come il Nabucco consenta la diversificazione degli approvvigionamenti di gas per paesi che, oggi, sono quasi completamente dipendenti dalle forniture di gas dalla Russia. Il Presidente romeno, Traian Basescu, ha invitato i Capi di Stato dei Paesi coinvolti nel Nabucco ad esprimere pieno sostegno a questo gasdotto, sottolineando come l’infrastruttura garantisca una diversificazione delle forniture di gas anche per Polonia e Slovacchia. Oltre al Presidente ungherese, Janos Ader, e a quello bulgaro, Rosen Plevneliev, la lettera è stata sostenuta anche dal capo di Stato turco, Abdullah Gul.
Nabucco vs. TAP nella guerra dei gasdotti per la diversificazione delle forniture UE di gas
Il Nabucco è progettato per veicolare 30 miliardi di metri cubi di gas all’anno dall’Azerbaijan in Austria dalla Turchia occidentale attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria. Compartecipato dalla compagnia austriaca OMV, da quella romena Transgaz, dall’ungherese MMSZ, dalla bulgara BEH, e dalla francese Suez Gaz de France, il gasdotto conta sul sostegno politico di Austria, Turchia, Slovacchia, Polonia, Romania, Bulgaria ed Ungheria.
Il Nabucco è in concorrenza per il trasporto del gas azero con il Gasdotto Trans Adriatico – TAP, conduttura progettata per trasportare 21 miliardi di metri cubi all’anno di oro blu in Italia dal confine tra Grecia e Turchia attraverso l’Albania. Compartecipato dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera AXPO, e dalla tedesca E.On, la TAP è supportata politicamente da Italia, Svizzera, Grecia, Albania, Bosnia Erzegovina, Croazia e Montenegro.
(Matteo Cazzulan)