spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

domenica 23 giugno 2013

L'ITALIA È FONDATA SULLA DISOCCUPAZIONE

Ipocrisia lavoro e cambiamento


Hanno aderito alla globalizzazione sbattendo i "lavoratori" e "lavoratrici" tricolori direttamente nel "mercato della competizione", quella che ci pone davanti a scelte del tipo "o lavori per meno o do la commessa ai cinesi". La competizione è il pilastro della loro amata Europa, la direttiva Bolkenstein ne è solo un "piccolo" esempio. Certo, sul sito della Ue si parla di solidarietà e pace, ma la realtà delle azioni compiute dalla Ue ci fa capire che la neolingua di Orwell è stata istituzionalizzata proprio da questa abominevole "unione".
Guai a parlare di dazi doganali o misure protezionistiche, roba da razzisti leghisti. Sbraitano, i sindacati nuovamente uniti, se la Bridgestone, o la Indesit decidono di delocalizzare e lanciano un appello a Confindustria chiedendole un intervento. Non riesco a capire:
- amano la globalizzazione: ricordate lo slogan "così esporteremo i diritti acquisiti degli italiani nel terzo mondo? Beh come è andata a finire lo sappiamo
- hanno accettato (tanto pagano i "lavoratori") ogni ricatto volto a smantellare le tutele con la scusa che così si sarebbero agevolati gli investimenti internazionali e poi, se un'azienda come la Bridgestone delocalizza o la stessa italianissima Fiat fa lo stesso si lagnano.
- aderiscono ad ogni sussulto neoliberista, ma si spendono in esternazioni indignate quasi ci trovassimo in una economia pianificata stile sovietico
Per Fortuna si professano intellettualmente onesti, pur divertendosi a giocare con la vita delle persone, ormai ridotte a mero numero statistico. Lo si comprende bene osservando l'enorme disparità fra cifre che forniscono sui lavoratori/lavoratrici che non sono più tali, sui posti di lavoro persi, sui cassintegrati e la realtà. La triplice ha annunciato questa manifestazione partendo dai dati sui cassintegrati che certo non se la passano bene, ma paradossalmente se la passano meglio di quel 53% che pur lavorando non mantiene la famiglia . Sicuramente decisamente meglio di quel 47% degli esclusi dal mondo del lavoro. Ad ottobre 2012 Repubblica riporta che:
Disoccupazione ferma al 10,7% Gli inattivi salgono al 36,3%
Secondo l'Istat il tasso dei senza lavoro resta ai massimi dal 2004, dall'inizio delle serie storiche mensilli. In calo al 56,9% il tasso di occupazione. Senza impiego il 34,5% dei giovani tra i 15 e i 24 anni. Record negativo anche a livello di Eurozona: 11,4%. La Commissione: "E' inaccettabile 
per cui a meno che quel 36,3% di inattivi siano tutti figli di papà che vivono di rendita desumo che si tratti in larga parte di disoccupati. Esseri umani che non smettono di avere necessità basilari solo perché vengono definiti inattivi. Ma per loro i sindacati non si sono mai sognati di chiedere il reddito di cittadinanza. Uno strumento che consentirebbe alle persone di sopravvivere anche se non lavorano. Ma forse, per sindacati, chi non lavora, anche se non certo per propria volontà, in fondo è colpevole di infrangere la Costituzione nel suo primo articolo. Dunque in base ad una logica perversa è per molti versi giusto che crepi d'inedia, possibilmente senza fare troppo fracasso. Peccato che una misura come il reddito di cittadinanza sia in vigore da oltre due decenni nei maggiori paesi europei. Ai sindacati, generalmente sempre pronti a lodare qualsiasi provvedimento odori di Bruxelles, l'idea di dare soldi a chi non ha un lavoro o il paracadute della cassa integrazione, continua a non piacere. Ancora una volta, perfettamente allineati con Confidustria.
Gradirei tanto sapere cosa intendono dire, quando urlano a gran voce che i consumi dovrebbero essere sostenuti. Certo la decisione di negare un reddito alle persone, soprattutto un reddito a coloro che che rischiano di finire sotto ad un ponte perché non lavorano, non va proprio in questa direzione. Peccato che gli aumenti salariali ed il reddito minimo garantito siano sempre stati osteggiati come fumo negli occhi.
Confindustria ed i sindacati hanno molto in comune. Oltre ad essere fratelli di sangue, vivono entrambi di contraddizioni ed ipocrisia, affermando un'idea e contemporaneamente il suo esatto contrario.
Secondo un tal Miceli della Cgil:
"I dati allarmanti della disoccupazione, della cassa integrazione, della mortalita' delle imprese sono sotto gli occhi di tutti. E noi- continua il segretario- ne sappiamo qualcosa se e' vero, come e' vero, che dal 2008 ad oggi tra licenziamenti, mobilita', cassa integrazione, processi di ristrutturazione la crisi ha coinvolto piu' di 180.000 lavoratori. E, purtroppo, non e' finita".
Forse parlerà del suo comparto, dato che solo nel 2012 UN MILIONE di persone sono state licenziate
Qualcuno si è dato la pena di dirci come vivono e se ricevono un qualche sussidio? Per carità. Ammettere che solo il 29% di chi non ha perso il reddito accede ad una qualche forma di sussidio(misero e temporaneo anche se ancora senza contratto) SIGNIFICA AMMETTERE LA PROPRIA INUTILITA' NONCHE' DANNOSITA' COME SINDACATO.
Senza la loro complicità, certo sarebbe stato impossibile trasformare un esercito di tutelati e retribuiti in PRECARI.
La signora Camusso dice che bisogna fare le scelte giuste. Troppi proclami, lamenta. Vuole che il governo concretizzi il cambiamento. Bene, vediamo che proposte innovative e stravolgenti propone questa donna (per default migliore dell'uomo, così come decreta la società civile):
- la restituzione fiscale a pensionati e dipendenti. FONTE
Ecco, il genio ha partorito la soluzione.
In quale misura? In che modo? Ha una vaga idea del fatto che necessiterebbero le relative coperture finanziarie? Ha una vaga idea del fatto che l'Italia non è più padrona delle proprie finanze? Chiede investimenti.
Devo supporre che il sindacato ignori che dobbiamo rispettare i parametri di Maachstricht e che per perseguire tale obiettivo è stata rincarata la dose facendo firmare il pareggio di bilancio nonché ratificando il Two Pack da parte dei due cari partiti (Pd-Pdl che, come ora, già con Monti governavano insieme)?
A chi chiedono soldi? Al governo? O alla troika che sta ammazzando i popoli a suon di austerità? Aumentiamo ancora le tasse? Ah già, la lotta all'evasione fiscale come arma estorsiva.
Inoltre che dire della viscida e ripugnante discriminazione insita nella proposta della Camusso nei confronti di chi di tutele non ne ha nessuna?
E per chi non lavora? E gli altri? Che crepino e si suicidino. Reddito di cittadinanza?
Sia mai. Orrore.
Aggiunge la brillante donna:
"Si possono fare cose importanti anche senza risorse come la clausola sociale sugli appalti e la garanzia per i lavoratori che non perdano il posto in quelle situazioni. Invece si fa una discussione sulla flessibilità che non è utile per far ripartile l'economia"
Di cosa stia parlando non è chiaro. Cosa vuol dire senza risorse? Costoro hanno diritto o no allo stipendio? Se sì, allora risorse ci vogliono. Se no, a che diavolo serve questa clausola? Ed inoltre, solo per i dipendenti di aziende che lavorano su appalti. Quindi di nuovo, l'ennesima discriminazione tra lavoratori e soprattutto tra lavoratori e disoccupati di cui Angeletti si ricorda solo per usarli come "ricatto politico" per staccare la spina al governo fantoccio.
Angeletti: "Se le misure per contrastare la disoccupazione sono quelle che si leggono sui giornali la spina al governo non la staccheranno Pd e Pdl ma i cortei dei disoccupati"
Angeletti che fa? Minaccia di radunare i disoccupati? Sono esterefatta, un sindacalista pronuncia la parola disoccupato. Allora, se ne sono accorti che esistono. Per loro sono tutti lavoratrici/lavoratori momentaneamente senza contratto, o come si legge nelle cronache dei suicidi. Si leggono cronache di questo tipo "operaio suicidato....da tempo era in cerca di lavoro". Quindi non era operaio, era disoccupato. Oppure "elettricista si impicca.....Tre mesi fa ha ricevuto lettera di licenziamento". Allora, era diventato un disoccupato, perché non scriverlo? Perché imporrebbe alla stampa di scrivere che la persona è appartenente ad una categoria dove quando si ha fortuna, l'unico welfare che esiste è costituito dai genitori e quando non la si ha resta solo la disperazione.
Curioso come la Camusso chieda la restituzione fiscale a pensionati e dipendenti, mentre proprio il suo sindacato di recente ha manifestato affinché l'IMU non fosse né tolta né modificata (timide aperture a parole che lasciano il tempo che trovano).
Adorano le tasse, hanno approvato ogni inasprimento della pressione fiscale, continuando a lanciare la solita caccia alle streghe contro l'evasione fiscale. Credevate che solo il Silvio negasse la crisi? Beh per i sindacati e la sinistra se il fatturato di un'azienda cala è perché vuole occultare il malloppo, NON CERTO PERCHE' siamo in profonda recessione economica.
Forse il sindacato che tanto ama dare addosso all'imprenditoria che subisce la pressione fiscale più alta nel mondo, pensa che una volta che le aziende chiudono i disoccupati vengano assunti dallo stato? Fino a poco tempo fa, negavano perfino i suicidi per crisi.
Da anni le aziende chiudono. Ricordo un articolo sul Tirreno, giornale pratese, datato ormai di almeno 7 anni che illustrava come nel solo distretto pratese-pistoiese avessimo perso 2000 aziende. Sicuramente anche altre realtà d'Italia stavano già subendo questo declino, ma tutti erano troppo impegnati a favorire la predazione da parte della finanza e del neoliberismo, per cui queste notizie, notizie di famiglie già allora rovinate nell'indigenza, venivano sistematicamente occultate. Passate sotto silenzio per non disturbare il manovratore.
Ora, come già in quegli anni i sindacati erano impegnati a promuovere l'immigrazione massiccia. Già allora il verbo era: immigrazione uguale risorsa. Per la gioia del caporalato e per favorire l'arricchimento di pochi tramite il dumping sociale.
Ed oggi, dopo quasi due decadi di chiusure, fallimenti, insolvenze etc, siamo costretti a sentire il sindacalista di turno che si domanda se i grandi gruppi considerino esaurita l'esperienza industriale in Italia?
Capisco che la piccola e media impresa per i sindacati è sempre stata solo spazzatura, dedita allo sfruttamento ed al "nero", tanto per esaltare i luoghi comuni, nonostante costituisse la vera forza che teneva a galla la nazione. Cosa c'è, si sentono ora traditi invece che ripagati per la devozione mostrata nei confronti della grande impresa?
Hanno inaugurato l'era "Pomigliano", su esempio della Fiat, e le grandi aziende ci "snobbano"? Perché, pensavano di vincolarle all'Italia a vita? I confini sono aperti, dazi e misure protezionistiche volte ad impedire l'emorragia di delocalizzazioni non esistono. Per giunta, cari sindacati, avete anche contribuito a distruggere la PMI che poteva un tempo avere la capacità di assorbire l'espulsione di dipendenti della grande impresa. Ma quelle piccole aziende sono state soffocate da tasse, burocrazia e dalla vostra amata Equitalia.
Volete un cambiamento, ma intendete restare nel sacro binario del produttivismo, crescita, sviluppo e progresso, non rendendovi conto che ci sono già troppe ILVA. E' dal dopoguerra che si cementifica, avvelena ed inquina in nome dei posti di lavoro (mica del capitale), ormai alibi scaduto.
Non è ora di  invertire rotta, dedicarsi all'ambiente, che è la nostra casa, e smettere di pensare in termini di Pil?  Ne va della nostra sopravvivenza, della salute, del futuro delle prossime generazioni ma ovviamente questo mio appello non è certo rivolto a voi sindacalisti che avete prestato il fianco a queste nefandezze e di cementificazione, inquinamento sfruttamento e degrado in fondo vivete, trattandosi dell'humus più adatto per fare prosperare i parassiti della vostra risma.