spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

martedì 2 luglio 2013

M5S E IL BIVIO. UNA POSSIBILE ANALISI DEL MOVIMENTO, UN ATTIMO DI RIFLESSIONE PER CAMBIARE PASSO.

IL BIVIO


434650064Dopo il grande successo elettorale il movimento 5 stelle segna una piccola o media battuta di arresto ; una fisilogica dopo le grandi aspettative generale , l’altra prevista e dovuta ai suoi processi.
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La Mission , strategia del movimento è ribadita nell’ultima intervista di Casaleggio al corriere della sera , la democrazia diretta resa possibile dalla rete e la visione dei cittadini che diventano essi stessi istituzione , sostituiscono alla democrazia verticale dei pariti , quella orizzontale del web e attivisti.
La democrazia rappresentativa per delega scomparirà , verso posizioni da portavoce e non centri di potere .
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Un movimento fluido , open door , indipendente , autonomo , flessibile , un movimento open source senza indirizzi, assemblee, coordinamenti.
L’incubo partito ha sempre orientato scelte , azioni , regole e processi .
Un non statuto , poche regole , libertà orizzontale di dispiegarsi , ricambio ( max due mandati ) e il mondo dal basso puo’ andare e moltiplicarsi.
La posizione dei fondatori è da garanti e da indirizzatori della linea politica verso il programma , principi regole ,definiti e gli interventi sono mirati e spesso suggeriti dalla rete , solo di fronte a sbandamenti e forti criticità.
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Un modello cosi’ orizzontale , flessibile e aperto è partito a velocità supersonica arrivando ad essere la prima forza nella camera dei deputati e la terza forza politica in italia , con una buona copertura territoriale e di liste civiche in espansione geometrica.
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Questo è il paradiso , passiamo all’inferno. e agli effetti collaterali.
Si evidenziano una serie di fattori critici che stanno minando il movimento :
** Parlamento , i criteri e processi utilizzati in urgenza hanno eletto molte figure discutibili
** La libertà dal basso è stata in troppi casi usata come scalata politica e guerra fra bande finalizzata alla seggiola , con scontri e problemi
** Quella che è la democrazia del web e dei gruppi assume spesso i connotati di anarchia totale
** Spesso non sappiamo chi eleggiamo e la rete non è in grado di controllare processi , scelte e persone
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Di fatto il movimento ha generato in sè gruppi di pressione coalizzati , che di fatto hanno posto in essere barriere poco inclusive e molto esclusive , eliminando persone che potevano essere un rischio per la competizione politica. Nei fatti il partito esiste , è un partito invisibile dove in molte aree c’è una piramide nascosta di potere con raccomandati e raccomandati , con cordate perdenti e cordate vincenti.
Invece di aumentare il numero degli attivisti sani è diminuito , aumentato esponenzialmente il numero dei candidabili , candidati , interessati ad emergere a costo quasi zero sfruttando il marchio e Beppe.
Quella che è una promessa di partecipazione trova barriere e la gente si rifugia in rete dove c’è piu’ accoglienza e spazio.
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Questo contesto è stato amplificato dalla enorme crisi economica in Italia , dove la politica rimane l’unico miraggio per concretizzare qualcosa e produrre un reddito seppur minimo , nonchè avere un riconoscimento totale e dall’attacco possente dei media su tutte le nostre piccole contraddizioni che loro ad hoc hanno ingigantito.
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Fin qui’ tutto facile , facile evidenziare cosa non và , facile elencare i problemi , meno passare dalla fotografia dei problemi , al loro peso e proporre soluzioni.
E si deve partire da un assunto chiave ; se ancora si ritiene che l’autodeterminazione e autoregolazione dal basso continui , cercado via via criteri e regole STANDARD valide per tutti , capitalizzando sulla esperienza fatta è un conto ; l’altra è invece rivedere l’impianto movimento che soffre di mancanza di controllo , conoscenza dei gruppi da certificare , conoscenza della RETE , ricerca competenza con maggiori filtri protettivi e maggiore concentrazione sulla qualità che sulla quantità.
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La prima linea guida è piu’ coerente con la nostra strategia base , ma questa vede Grillo e Casaleggio passare molto tempo nel mettere toppe e risolvere problemi che nascono all’interno, come se il movimento sia a volte frenato da se stesso.
La seconda linea presuppone la nascita di un minimo di organizzazione , per quanto flessibile e composta da uomini.
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Si passerebbe ad un mix fra organizzazione orizzontale , con qualche paletto aggiunto nel processo come garanzia di qualità , di attivismo , di reale appartenenza al movimento 5 stelle.
Questo presupporrebbe un non staff aggiunto per la certificazione delle liste comunali che pre-validi realtà locali almeno su base regionale con compiti allargati di supervisione territoriale , tutela del marchio e del movimento
Questo presupporrebbe un filtro e controllo come comitato di garanti per tutti i candidati in parlamento
Lo stesso processo potrebbe investire i certificati sul portale dove anzichè bloccare la certificazione dei nuovi per paura di infiltrazioni , si creino una serie di requisiti aggiuntivi e maggiori controlli.
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Anche questa direzione potrebbe creare qualche conflitto e centro di potere , tutto cio’ che facciamo correggiamo, ha in sè fatti posivi ed automaticamente effetti collaterali.
Credo che la RETE piu’ che la possibilità di fare click , interagire su portali , fare proposte galattiche di legge , sente l’esigenza di consolidare , mettere in sicurezza un movimento che spesso sembra un film giallo , ricco di colpi di scena a volte imprevedibili , dove troppo spesso chi ci rappresenta sembra venire fuori da una lotteria o ruota della fortuna come ” miracolati ” , piuttosto che da merito , sacrificio e storia di impegno.
Sia pure un treno , ma i passeggeri che ci rappresentano , si conoscano .