spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

lunedì 9 settembre 2013

LETTA PRONTI PER INTERVENIRE IN GUERRA, BASTA CHE CI PAGATE

Grazie a Putin e al Papa, benché meno intelligenti di Letta


Scritto il 09/9/13



Se un dubbio poteva essere rimasto, a dissiparlo ha provveduto il presidente del Consiglio Enrico Letta. Prima ha schierato l’Italia, senza chiedere nemmeno uno straccio di autorizzazione al Parlamento, tra gli otto paesi (altri dieci, tra i venti riuniti a San Pietroburgo, si sono rifiutati) che si candidano a sostenere acriticamente l’azione che Stati Uniti e Francia preparano ai danni della Siria. Poi, con quella sua aria da professorino, concentrato e salvifico, se n’è uscito con una dichiarazione dal grande significato rivelatore: «Una cosa è certa: l’Italia starà sempre dalla parte di chi considera l’utilizzo delle armi chimiche come un crimine contro l’umanità». E meno male, viene da dire. Le altre armi, da quelle all’uranio impoverito alle bombe a grappolo, dai missili “intelligenti” a quelli chirurgici (delle quali i “liberatori” della Siria, gli stessi che hanno recentemente regalato un presente di grande serenità e democrazia a Egitto, Libia e Tunisia, faranno presto largo uso), sono invece equiparabili alle caramelle in vendita nelle bancarelle della festa paesana.
Letta, lo sanno tutti, è un democratico enfant prodige, di grande intelligenza e arguzia. Dunque lui sa per certo, in quanto illuminato, chi è stato Enrico Letta in visita alle truppe in Afghanistanmaterialmente a utilizzare armi chimiche in Siria. Obama gli ha chiesto di fidarsi della parola degli americani («è stato Assad, c’è un’intercettazione telefonica satellitare del Mossad che ce lo fa credere») e all’Italia bipartisan dell’anno 2013 questo basta. A chi non possiede l’intelligenza di Letta, ed è sprovvisto di fede incondizionata per la dottrina Obama-Hollande, non resta che guardare con speranza al potere di interdizione della Russia di Putin, a sua volta bersaglio di una campagna di discredito internazionale che è quotidiana e per niente disinteressata. E con riconoscenza e fiducia all’opera di Papa Francesco, capace di coagulare attorno alla sua straordinaria figura un sentimento di speranza e giustizia. L’immensa folla di piazza San Pietro e i milioni di persone che nel mondo hanno accompagnato, col digiuno o con la preghiera, il suo accorato appello per la pace, testimoniano la presenza diAnthony Muroniun’idea alternativa alla logica della violenza e della repressione.
Dall’America latina si è fatto sentire anche un altro vecchio saggio, un’icona laica che si è via via conquistata autorevolezza grazie al suo esempio quotidiano e al coraggio delle sue idee. Il presidente uruguayano Pepe Mujica ha voluto ricordare, con la semplicità del buon padre di famiglia, che ogni tentativo di imporre, con la forza, il modello democratico occidentale nei paesi arabi si è sempre trasformato in un piccolo grande genocidio. E ha ricordato che gli unici bombardamenti leciti in Siria, dove un intero popolo da anni vive la sofferenza della guerra civile (alimentata da molti paesi per questioni geopolitiche), sarebbero quelli a base di latte in polvere e cibo. Ma, si sa, Pepe Mujica e il Papa non sono mica intelligenti come Enrico Letta.
(Anthony Muroni, “Il senso dell’Italia bipartisan per la guerra”; l’intervento di Muroni, direttore de “L’Unione Sarda” è stato ripreso da “Megachip” il 9 settembre 2013).